ott 14

Aversa preavvisi di verbale, cosa sono e cosa devono contenere, ve lo spiega il Comitato Strisce Blu.

Aversa 14/10/2010

Giuseppe Oliva

Preavvisi di verbale, multine, penali, chi più ne ha più ne metta, ormai questi foglietti che gli ausiliari del traffico lasciano sulle auto a miglia hanno i nomi più svariati.

Ma cosa sono in realtà o meglio cosa dovrebbero essere?

Ve lo spiega il Comitato Strisce Blu.

Allo stato attuale queli che vengono lasciati sulle auto ad Aversa in caso di mancata esposizione del grattino o con lo stesso scaduto, sono una sorta di penalità che però magicamente muta in una sanziona amministrativa del Codice della Strada, in caso non si effettui il pagamento entro pochi giorni, ma com’è possibile una simile mutazione?

Iniziamo con il dire che l’unica cosa legale è prevista dal C.d.S. è il preavviso di accertamento, che può essere compilato anche dall’ausiliare del traffico, questo documento precede il verbale vero è proprio e deve contenere i seguenti dati:

(fonte: www.ausiliarideltraffico.net)
“PREAVVISO DI ACCERTAMENTO
L’avviso posto sul veicolo quando il conducente non è presente all’accerta­mento della violazione:
· costituisce un atto pubblico perché promana da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle proprie funzioni;
· non è equiparabile al verbale di contestazione;
· non esaurisce la contestazione della violazione;
· non è atto obbligatorio ai fini della regolarità del procedimento di contestazione di una violazione.
Il preavviso costituisce, perciò, un atto di accertamento del fatto che non equivale ad accertamento dell’illecito amministrativo. Infatti, affinché l’accertamento dell’illecito sia completo, manca di un dato essenziale e cioè il destinatario dell’atto che, in genere, non può essere identificato in sede di accertamento del fatto.
Utilizzo del preavviso
Nella prassi amministrativa il preavviso di accertamento rappresenta uno
strumento di comunicazione dell’avvio del procedimento ed una forma abbreviata per estinguere l’obbligazione da parte del trasgressore nei confronti della pubblica amministrazione.
Qualora l’interessato effettui il pagamento della sanzione entro un certo termi­ne (in genere, quindici giorni dalla data di accertamento), utilizzando il bollettino di conto corrente postale allegato al preavviso o reperibile presso l’ufficio da cui dipende l’organo accertatore (comando di polizia municipale, ecc.), può evitare di pagare le spese di notifica che gli sarebbero invece addebitate con l’invio del verbale di contestazione.
Decorso il termine indicato, tuttavia, non è più ammesso il pagamento in misura ridotta della somma indicata nel preavviso e il verbale di contestazione è notificato al trasgressore secondo le forme previste dal Codice della strada.
Aspetti caratteristici e procedure di gestione del preavviso
Se il proprietario del veicolo sopraggiunge sul luogo dell’illecito in presenza dell’operatore di polizia che ha compiuto l’accertamento, successivamente alla reda­zione del preavviso, la violazione deve essere contestata immediatamente e redatto il relativo verbale.
Contro il preavviso non è di norma ammesso il ricorso, perché il rimedio è possibile solo contro il verbale di contestazione ritualmente redatto. Perciò, se il trasgressore intende ricorrere, è necessario che attenda la notifica del verbale.
Il pagamento in misura ridotta effettuato sulla base del solo preavviso ha effetto estintivo della sanzione pecuniaria e costituisce acquiescenza che impedisce l’esperimento di eventuali rimedi amministrativi (ricorso al prefetto) o giurisdizionali (ricorso al giudice di pace). In occasione del pagamento in misura ridotta, tuttavia, deve essere contestato al trasgressore il verbale di contestazione vero e proprio.
Prima della redazione del verbale di contestazione che da esso può trarre origine, il preavviso viziato da errori essenziali può essere oggetto di annullamento d’ufficio in autotutela.
Come il verbale, anche il preavviso può essere redatto con sistemi meccanizzati che consentono di lasciare il preavviso stesso sul veicolo del trasgressore anche senza la sottoscrizione autografa dell’agente accertatore.”

Perchè ad Aversa non si attua la norma coretta?

Semplice, se l’ausiliare procedesse alla redazione del preavviso di accertamento per una sanzione al C.d.S., il ricavato andrebbe al Comune, mentre emettendo questi pezzi di carta a metà tra una penalità e un preavviso di verbale, il ricavato entra nelle casse della società privata di gestione, ma ancor più grave è la minaccia contenuta in questo pezzo di carta, infatti dopo l’importo da pagare l’utomobilista viene minacciato con la dicitura: “con espresso avvertimento che, dalla mancata esecuzione del pagamento, deriverà l’applicazione della sanzione amministrativa per violazione al Codice della Strada”.

Siamo veramente ai limiti di una denuncia penale, ma dico minacciare un’automobilista di mandargli una multa a casa con tutti i problemi che ne derivano, quando il malcapitato non ha infranto nessun articolo del Codice della Strada, ma ha solo compiuto una inadempienza contrattuale per non aver pagato il parcheggio in una zona privata ai sensi dell’art. 1173 del Codice Civile.

Questa tesi è confermata dalla circolare del Ministero dei Trasporti del 25/06/2009, che riportiamo i parte:
(fonte: Ministero dei Trasporti)

Inoltre nel contratto firmato tra amministrazione e A.T.I. Consorzio Urbania Vivere la Città, è indicato chiaramente tra i compiti degli ausiliari la redazione di verbali secondo l’art. 200 e 201 del C.d.S., mentre ad oggi tutto questo non avviene, come mai?

Semplice, perchè sprecare il tempo degli ausiliari a redigere verbali per sanzioni che andranno nelle casse comunali, meglio fare tanti bei pezzi di carta che minacciano chi sa quale ritorsione in caso non si versi nello loro casse i 3 euro richiesti…

Il nostro consiglio è di pagare solo per i primi 30 minuti con il parcometro e conservare lo scontrino per fare ricorso successivamente, il video che segue spiega chiaramente che non vi è nessun obbligo di pagamento senza la custodia dei veicoli, quindi anche pagare solo per 30 minuti è un vero e proprio regalo.
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L’amministrazione non si è fermata neanche di fronte alle denunce proposte alla magistratura, per questo il Comitato strisce Blu ha inviato una dettagliata denuncia all’Autorità per la Vigilanze dei Contratti Pubblici, e non è finita quì, infatti siamo in attesa di altre risposte dal Comune per denunciare alcuni illeciti economici alla Corte dei Conti.

ott 13

Aversa strisce blu illegali: il Comitato denuncia le irregolarità del contratto all’Autorità di Vigilanza per gli Appalti Pubblici.

Aversa 13/10/2010

Giuseppe Oliva

Il Comitato Strisce Blu dopo le denunce consegnate in Procura, dove per qualche strano caso si sono arenate, ha deciso di denunciare le irregolarità contenute nel contratto di appalto sulle nuove strisce blu alla massima autorità presente in Italia, l’Avcp.

L’Avcp è la sigla dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici, questo ente super partes è la massima autorità presente in Italia per la vigilanza sui contratti pubblici, dove cittadini e pubblica amministrazione si possono rivolgere per avere un semplice parere o denunciare delle irregolarità riscontrate in un contratto pubblico.

Purtroppo siamo stati costretti ad andare oltre i confini delle autorità locali, dove forse le troppe amicizie stanno frenando le indagini, ormai è passato quasi un anno dall’entrata in vigore del nuovo dispositivo e le continue modifiche che l’amministrazione apportando dopo ogni denuncia non fanno altro che darci ancora più forza.

Strano che in questa battaglia fatta negli interessi di residenti e commercianti, le associazioni di categoria non si siano alleate, probbabilmente mangiano tutti alla stessa tavola e non possono mettersi contro l’amministrazione.

Si riporta il comunicato stampa inviato ai giornali locali:
“In qualità di vice presidente del Comitato Nazionale Strisce Blu, in data odierna, ho inoltrato per Raccomandata RR un esposto denuncia all’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di lavori, servizi e forniture per inadempienza contrattuale da parte della società ATI Consorzio Urbania Vivere la Città, oltre che per mancata vigilanza da parte degli organi preposti dell’amministrazione di Aversa affinché, se l’Autority ne ravvedesse l’opportunità, disponga l’annullamento del contratto e proponga la condanna di tutte le persone coinvolte nella gestione e nel controllo dell’appalto. Per motivare la richiesta è stato allegato un lungo elenco di “anomalie” riscontrate nel contratto e nell’applicazione dello stesso che va dal mancato rispetto dei termini di avvio del servizio, concordata “entro e non oltre 30 giorni dalla stipula”, avvenuta, invece, dopo oltre 4 mesi, alla mancata corrispondenza del luogo di custodia dei veicoli rimossi. Alla mancata attivazione delle tessere magnetiche per consentire il pagamento della sosta, previste entro 45 giorni dall’avvio dell’appalto, al mancato controllo degli incassi da parte dell’Amministrazione comunale, malgrado la stessa debba incassare, da contratto, il 18% sugli introiti. Cose tutte segnalate, sia pure in tempi e con modalità differenti, ai responsabili municipali perché intervenissero a rettificare. Segnalazioni che, purtroppo, non sono state prese in considerazione da chi ne avrebbe avuto obbligo per legge. Da qui ho sentito la necessità di rivolgermi ad un organismo super partes qual è l’Autority. Tengo a precisare che la mia scelta non è una scelta contro qualcuno, ma a favore della città e dell’Amministrazione stessa, perché l’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di lavori servizi e forniture è un organismo posto a tutela degli enti pubblici. Un organismo che, se richiesto, verifica in maniera gratuita la corrispondenza alle norme e la congruità dei contratti pubblici e, a verifica fatta, ha il potere di annullare quelli che non sono favorevoli alle Amministrazioni comunali e locali o che non rispettano quanto stabilito in fatto di impegni assunti dai contraenti. Considerando l’aspetto poco favorevole alla città e le tante inosservanza dei patti che ho elencato (e dimostrato), mi aspetto che l’Autority decida di disporre l’annullamento del contratto in corso, permettendo di dare il via ad una nuova gara d’appalto che questa volta tuteli Aversa e gli aversani.
Giuseppe Oliva
Presidente Comitato Civico Anti Strisce Blu e vice presidente del Comitato Nazionale Strisce Blu”

ott 13

Aversa strisce blu illegali: il Comitato denuncia le irregolarità del contratto all'Autorità di Vigilanza per gli Appalti Pubblici.

Aversa 13/10/2010

Giuseppe Oliva

Il Comitato Strisce Blu dopo le denunce consegnate in Procura, dove per qualche strano caso si sono arenate, ha deciso di denunciare le irregolarità contenute nel contratto di appalto sulle nuove strisce blu alla massima autorità presente in Italia, l’Avcp.

L’Avcp è la sigla dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici, questo ente super partes è la massima autorità presente in Italia per la vigilanza sui contratti pubblici, dove cittadini e pubblica amministrazione si possono rivolgere per avere un semplice parere o denunciare delle irregolarità riscontrate in un contratto pubblico.

Purtroppo siamo stati costretti ad andare oltre i confini delle autorità locali, dove forse le troppe amicizie stanno frenando le indagini, ormai è passato quasi un anno dall’entrata in vigore del nuovo dispositivo e le continue modifiche che l’amministrazione apportando dopo ogni denuncia non fanno altro che darci ancora più forza.

Strano che in questa battaglia fatta negli interessi di residenti e commercianti, le associazioni di categoria non si siano alleate, probbabilmente mangiano tutti alla stessa tavola e non possono mettersi contro l’amministrazione.

Si riporta il comunicato stampa inviato ai giornali locali:
“In qualità di vice presidente del Comitato Nazionale Strisce Blu, in data odierna, ho inoltrato per Raccomandata RR un esposto denuncia all’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di lavori, servizi e forniture per inadempienza contrattuale da parte della società ATI Consorzio Urbania Vivere la Città, oltre che per mancata vigilanza da parte degli organi preposti dell’amministrazione di Aversa affinché, se l’Autority ne ravvedesse l’opportunità, disponga l’annullamento del contratto e proponga la condanna di tutte le persone coinvolte nella gestione e nel controllo dell’appalto. Per motivare la richiesta è stato allegato un lungo elenco di “anomalie” riscontrate nel contratto e nell’applicazione dello stesso che va dal mancato rispetto dei termini di avvio del servizio, concordata “entro e non oltre 30 giorni dalla stipula”, avvenuta, invece, dopo oltre 4 mesi, alla mancata corrispondenza del luogo di custodia dei veicoli rimossi. Alla mancata attivazione delle tessere magnetiche per consentire il pagamento della sosta, previste entro 45 giorni dall’avvio dell’appalto, al mancato controllo degli incassi da parte dell’Amministrazione comunale, malgrado la stessa debba incassare, da contratto, il 18% sugli introiti. Cose tutte segnalate, sia pure in tempi e con modalità differenti, ai responsabili municipali perché intervenissero a rettificare. Segnalazioni che, purtroppo, non sono state prese in considerazione da chi ne avrebbe avuto obbligo per legge. Da qui ho sentito la necessità di rivolgermi ad un organismo super partes qual è l’Autority. Tengo a precisare che la mia scelta non è una scelta contro qualcuno, ma a favore della città e dell’Amministrazione stessa, perché l’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di lavori servizi e forniture è un organismo posto a tutela degli enti pubblici. Un organismo che, se richiesto, verifica in maniera gratuita la corrispondenza alle norme e la congruità dei contratti pubblici e, a verifica fatta, ha il potere di annullare quelli che non sono favorevoli alle Amministrazioni comunali e locali o che non rispettano quanto stabilito in fatto di impegni assunti dai contraenti. Considerando l’aspetto poco favorevole alla città e le tante inosservanza dei patti che ho elencato (e dimostrato), mi aspetto che l’Autority decida di disporre l’annullamento del contratto in corso, permettendo di dare il via ad una nuova gara d’appalto che questa volta tuteli Aversa e gli aversani.
Giuseppe Oliva
Presidente Comitato Civico Anti Strisce Blu e vice presidente del Comitato Nazionale Strisce Blu”

ott 12

Aversa Parco Pozzi: rifiuti e ratti nel parcheggio a pagamento.

Aversa 12/10/2010

Giuseppe Oliva

Il parco Pozzi è l’unico polmone verde della città di Aversa, purtroppo la zona adibita a parcheggio a pagamento dall’amministrazione Ciaramella versa nel degrado più assoluto.

La parte a pagamento è forse una delle poche zone a norma del C.d.S. visto che l’area si trova al di fuori della carreggiata come prescrive l’art. 7 comma 6, purtroppo però le buone notizie finiscono quì, infatti il video mostra il degrado nel quale versa la zona, cumuli di spazzatura maleodoranti giacciono in terra da anni.
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I rifiuti presenti quì sono di tutti i tipi, si va dalle cartacce, ai rifiuti pericolosi come un televisore, la zona è presa d’assalto dai topi, che vengono a banchettare tra i cumuli di rifiuti, i pericoli di essere attaccati da un roditore sono fondati e creano non poche preoccupazioni in chi frequenta il parco.

Gli stessi ausiliari del traffico si sono rifiutati di presidiare la zona propprio a causa delle scarse condizioni igieniche del parco.

Eppure ad Aversa dal primo settembre opera una ditta privata per il servizio di ramazza e raccolta rifiuti, quindi ci chiediamo come mai quì non sono ancora venuti?

Inoltre la societa di gestione dei parcheggi andrà a pagare circa 59 mila euro di TARSU per i rifiuti prodotti nelle aree scoperte, quindi dovrebbe essere la prima a chiedere al comune di bonificare la zona.

Purtroppo anche le associazioni di categoria non sollecitano a sufficienza l’amministrazione a fare il proprio dovere, Ascom, Confcommercio, Confesercenti, dovrebbero tutelare gli interessi dei commercianti.
Ma come si convince un potenziale cliente a venire nella nostra città a fare i propri acquisti quando uno dei parcheggi a pagamento è una discarica?

In questa stessa zona si e svolto da poco il Mozza Pizza, la domanda è lecita: come si è potuto organizzare una manifestazione a base di specialità alimentari in questa discarica???

Il Comitato Strisce Blu provvederà a sollecitare l’assessore all’ambiente Luciano ad una rapida e definitiva soluzione.

ott 11

Abbonamenti per la sosta: Aversa VS Catania 0-1.

Aversa 11/10/2010

Giuseppe Oliva

Catania è una delle tante città nelle quali i cittadini subiscono da anni la vessazione della sosta a pagamento, la sosta a pagamento ha solo creato danni ai residenti senza avere nessun beneficio sul traffico.

Le strade sono suolo demaniale pubblico, i Comuni fittando il suolo demaniale a società private che a loro volta ne predendono il pagamento per sostare commettono un reato, inoltre le società private pretendono il pagamento pur non fornendo la custodia dei veicoli, custodia obbligatoria, confermata dalla sentenza della Corte di Cassazione a sezioni unite n. 5954 del 2000, il Dott.re Coffaro Giudice di Pace di Palermo intervistato da Livigni & Livigni ci spiega il perchè di questa sentenza.
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Fortunatamente l’amministrazione di Catania sta rivedendo almeno il costo degli abbonamenti, la proposta al vaglio del consiglio parla di 20 euro l’anno per 2 auto a gruppo familiare.

Ad Aversa invece l’amministrazione non solo ha imposto un’abbonamento dal costo di 420 euro l’anno, ma ne ha anche limitato il numero a soli 170, inoltre le modalità di assegnazione non sono mai state pubblicate, quindi il sospetto è che gli abbonamenti siano stati assegnati come sempre per amicizia o raccomandazione.

Ovviamente le strisce blu ad Aversa sono state per il 90% realizzate su suolo demaniale, oltre che di misure non conformi al C.d.S., il tutto è stato denunciato alla magistratura competente che sta indagando sulla vicenda.

ott 05

Aversa emergenza traffico: la Confesercenti chiede all’amministrazione quali siano i criteri che determinano le tante modifiche.

Aversa 05/10/2010

Giuseppe Oliva

Ad Aversa le emergenze sono ormai la norma, rifiuti, traffico, strisce blu, delinquenza, raccolta differenziata, prostituzione, sicurezza stradale, stabilità politica, queste sono solo alcune delle emergenze alle quali l’amministrazione deve fare fronte quotidianamente.

Strisce blu ed emergenza traffico sono due delle questioni che più preoccupano residenti e commercianti, i primi perchè trovano un’enorme difficoltà nello spostarsi da una parte all’altra della città, i secondi perchè vedono scappare i cliente verso la grande distribuzione che offre posti auto in quantità a costi zero.

Più volte il Comitato Strisce Blu ha sollecitato le associazioni di categoria, quali Confesercenti e Ascom a schierarsi dalla parte della legalità, chiedendo all’amministrazione la creazione di parcheggi a pagamento a norma e con un costo proporzionato all’economia locale, oltre ed un piano traffico che tenesse presente gli interessi della comunità e non solo di chi gestisce parcheggi privati.

Finalmente oggi la Confesercenti tramite la sua responsabile di zona Pina Giordano chiede all’amministrazione di chiarire il perchè di alcune modifiche fatte ai sensi di marcia, modifiche che soprattutto in alcune zone come via Belvedere stanno mettendo in ginocchio i commercianti.

Quelle ed altre modifiche sono state dal Comitato aspramente criticate perchè servivano solo a spostare il traffico altrove, quella di via Belvedere però sembra essere stata fatta per deviare il traffico veicolare all’ingresso di un noto parcheggio privato.

La verità è che l’amministrazione negli ultimi 10 anni ha dormito sugli allori in termini di programmazione su viabilità e edilizia, basta farsi un giro per la città con lo sguardo verso l’alto per capire quanti sottotetti si siano trasformati in mansarde senza nessuna autorizzazione facendo aumentare di molto la popolazione residente, con ovvie ripercussione sui servizi di base che non sono più adeguati.

In Europa ci sono città come Berlino o Stoccolma, dome la programmazione è arrivata a prevedere fino a10 anni prima quanti alunni dovranno studiare o quante persone dovranno muoversi per lavoro in città, questo ha permesso di predisporre i servizi essenziali, quali scuole e trasporto urbano.

Ormai il traffico è solo una delle tante emergenze che i cittadini di Aversa devono affrontare grazie all’incompetenza di chi ogni mese viene pagato per produrre soluzioni, mentre sembra che vada a scaldare la poltrona.

ott 05

Aversa emergenza traffico: la Confesercenti chiede all'amministrazione quali siano i criteri che determinano le tante modifiche.

Aversa 05/10/2010

Giuseppe Oliva

Ad Aversa le emergenze sono ormai la norma, rifiuti, traffico, strisce blu, delinquenza, raccolta differenziata, prostituzione, sicurezza stradale, stabilità politica, queste sono solo alcune delle emergenze alle quali l’amministrazione deve fare fronte quotidianamente.

Strisce blu ed emergenza traffico sono due delle questioni che più preoccupano residenti e commercianti, i primi perchè trovano un’enorme difficoltà nello spostarsi da una parte all’altra della città, i secondi perchè vedono scappare i cliente verso la grande distribuzione che offre posti auto in quantità a costi zero.

Più volte il Comitato Strisce Blu ha sollecitato le associazioni di categoria, quali Confesercenti e Ascom a schierarsi dalla parte della legalità, chiedendo all’amministrazione la creazione di parcheggi a pagamento a norma e con un costo proporzionato all’economia locale, oltre ed un piano traffico che tenesse presente gli interessi della comunità e non solo di chi gestisce parcheggi privati.

Finalmente oggi la Confesercenti tramite la sua responsabile di zona Pina Giordano chiede all’amministrazione di chiarire il perchè di alcune modifiche fatte ai sensi di marcia, modifiche che soprattutto in alcune zone come via Belvedere stanno mettendo in ginocchio i commercianti.

Quelle ed altre modifiche sono state dal Comitato aspramente criticate perchè servivano solo a spostare il traffico altrove, quella di via Belvedere però sembra essere stata fatta per deviare il traffico veicolare all’ingresso di un noto parcheggio privato.

La verità è che l’amministrazione negli ultimi 10 anni ha dormito sugli allori in termini di programmazione su viabilità e edilizia, basta farsi un giro per la città con lo sguardo verso l’alto per capire quanti sottotetti si siano trasformati in mansarde senza nessuna autorizzazione facendo aumentare di molto la popolazione residente, con ovvie ripercussione sui servizi di base che non sono più adeguati.

In Europa ci sono città come Berlino o Stoccolma, dome la programmazione è arrivata a prevedere fino a10 anni prima quanti alunni dovranno studiare o quante persone dovranno muoversi per lavoro in città, questo ha permesso di predisporre i servizi essenziali, quali scuole e trasporto urbano.

Ormai il traffico è solo una delle tante emergenze che i cittadini di Aversa devono affrontare grazie all’incompetenza di chi ogni mese viene pagato per produrre soluzioni, mentre sembra che vada a scaldare la poltrona.

set 21

Aversa: stalli di sosta riservati al negozio EXPERT, l’amministrazione continua ad infrangere la legge, pronte nuove denunce.

Aversa 21/09/2010

Giuseppe Oliva

Strisce blu, bianche o riservate speciali che siano questa amministrazione sta collezionando una raccolta di denunce che ha pochi uguali in Italia.

La notizia di stamattina farà scattare una nuova denuncia alla Procura delle Repubblica, denuncia che va a sommarsi alle tante già presentate in questi 12 mesi, riportiamo per intero l’articolo apparso su Pupia:

AVERSA. Gli stalli di sosta, che siano più o meno gratuiti, continuano ad essere fonte inesauribile di malcontento tra i cittadini aversani, tanto che gli stessi segnalano situazioni non proprio chiare.
Una di queste si riferisce alla zona antistante il negozio Expert, su viale Kennedy, dove è possibile notare stalli di sosta gialli con la scritta “riservato ad Expert”. Non sono stalli di sosta destinati al carico e scarico merce, che comunque hanno una loro determinazione ben precisa. È facile immaginare che a qualcuno, obbligato a pagare 1.50 euro all’ora per parcheggiare la propria auto, dia non poco fastidio vedere sotto casa dei posti riservati alle esigenze di un negozio.
“Mi sono riservato di acquisire gli atti relativi al caso – ha dichiarato Stefano Guarino, comandante dei Vigili Urbani – ma sembra, ad una prima analisi, che il permesso sia regolare”.
Guarino poi aggiunge: “Stiamo comunque effettuando una serie di controlli mirati, non solo per definire casi analoghi a quello di Expert, ma anche per la prevenzione dei ‘furbi’ che utilizzano in maniera impropria le autorizzazioni per gli invalidi. Dai controlli effettuati su cento pass del 2009, sono stati 8 i trasgressori che possedevano ancora permessi rilasciati a persone decedute. In questi giorni stanno partendo le intimazioni alla restituzione immediata del documento uni personale”.
In città sono meno di mille i possessori dei permessi per disabili, che devono essere rinnovati ogni 5 anni, e se si considera che sono appunto cento quelli che vengono rinnovati annualmente il conto è fatto. L’obiettivo, dunque, è stanare coloro che contro ogni principio di legalità si appropriano di diritti inviolabili.

Questo modo di riservare aree di sosta per particolari interessi non trova riscontro nel Codice della Strada, a conferma di questo abuso si allega la circolare n° 1525 del Ministero dei Lavori Pubblici, che chiarisce senza ombra di dubbio questa tesi, la circolare è stata portata alla conoscenza del Comandante Guarino già in occasione dei permessi di sosta riservati al Sindaco e tulla la giunta.
Circolare Ministero dei lavori pubblici 28/9/1981 n. 1525
Spazi riservati alla sosta di veicoli per motivi di pubblico interesse

Come è noto, l’art. 4 del T.U. n. 393 del 15.6.1959 comma 1°, lett. b) consente al Sindaco di “riservare appositi spazi alla sosta di determinati veicoli quando ciò sia necessario per motivi di pubblico interesse”.
L’art. 59 del Regolamento di esecuzione del citato T.U. precisa che possono essere previste “eccezioni al divieto di sosta generale solo per le seguenti categorie di veicoli: veicoli delle forze armate, polizia, vigili del fuoco, servizi di soccorso, limitatamente però alle aree antistanti le rispettive sedi e per la estensione strettamente indispensabile”.
La Corte di Cassazione ha osservato che, in linea di diritto, il Sindaco ha la facoltà di concedere eccezioni al divieto di sosta anche ad altre categorie di veicoli che non rientrino nelle 4 fattispecie indicate dal citato art. 59.
Ma per giustificare queste concessioni di carattere eccezionale è necessaria la coesistenza delle seguenti condizioni:
- Carattere preminente di interesse pubblico dell’ordinanza, che configuri il chiaro soddisfacimento di un pubblico interesse, che deve trovare corrispondenza in una situazione obiettiva. In altri termini, si deve trattare di un interesse collettivo riferibile ad un bisogno effettivamente sentito dalla collettività, ritenuto con ciò escluso ogni caso di sosta per la privata utilità o comodità delle persone od impiegati e funzionari locali e non per l’immediato e diretto esercizio delle attività di pubblico interesse, cioè del “pubblico” che accede agli uffici.
- Esistenza di una correlazione logica fra il fine da perseguire ed il provvedimento adottato.
Sembra particolarmente importate osservare, inoltre, che l’”interesse pubblico” che può giustificare la riserva di spazi di sosta particolari si contrappone generalmente con altri più vasti interessi pubblici, quali quelli della generalità dei conducenti di disporre del maggiore spazio possibile per la sosta dei propri veicoli.
Sarà pertanto necessario contemperare in ogni caso questi interessi generali.
Dovrà infine ritenersi illegittimo un provvedimento allorché l’estensione dello spazio riservato sia palesemente esorbitante rispetto alla riconosciuta esigenza pubblica ed alla natura di essa, e non sia invece limitato alla misura strettamente indispensabile contenuta nei limiti più severi.
A titolo indicativo, può riuscire utile esemplificare alcuni casi in cui la Magistratura competente ha ritenuto non giustificata la concessione di spazi riservati di sosta:

veicoli di una Banca;
veicoli di servizio della Corte Costituzionale;
autovetture da noleggio;
spazi dinanzi agli alberghi;
ecc., in quanto dette concessioni favorivano interessi “particolari”.
Si osserva, infine, che i permessi concessi non esonerano i beneficiari dalla osservanza degli obblighi imposti direttamente dalla legge in materia di sosta e precisati dall’art. 115 del vigente C.d.S..
In conclusione, tutti i funzionari ed impiegati senza distinzione di grado, di Enti ed Uffici pubblici in genere, dovranno usufruire per le proprie autovetture private degli spazi pubblici di sosta collettivi, aperti a tutti indistintamente gli utenti della strada.
Nel caso in cui gli enti ed Uffici in parola dispongano di aree private, sarà allora ottima norma attrezzarle a parcheggio riservato ai propri veicoli, o a beneficio dei “visitatori” che hanno interesse a recarsi presso tali Uffici per il disbrigo di pratiche.
Si prega di uniformarsi a quanto sopra anche per evitare giustificate doglianze o rimostranze da parte della pubblica opinione.

Purtroppo il Comitato Strisce Blu è costretto a denunciare nuovamente questo abuso che l’amministrazione sta compiendo a danno dei cittadini, consegnando un nuovo esposto alla Procura di S.M. Capua Vetere.

La giustizia italiana per quanto lenta farà il suo corso punendo questi illeciti comportamenti, ma la domanda che molti dsi pongono è: perchè l’amministrazione si sta rendendo ridicola agli occhi dei cittadini infrangendo ogni giorno il Codice della Strada?

set 21

Aversa: stalli di sosta riservati al negozio EXPERT, l'amministrazione continua ad infrangere la legge, pronte nuove denunce.

Aversa 21/09/2010

Giuseppe Oliva

Strisce blu, bianche o riservate speciali che siano questa amministrazione sta collezionando una raccolta di denunce che ha pochi uguali in Italia.

La notizia di stamattina farà scattare una nuova denuncia alla Procura delle Repubblica, denuncia che va a sommarsi alle tante già presentate in questi 12 mesi, riportiamo per intero l’articolo apparso su Pupia:

AVERSA. Gli stalli di sosta, che siano più o meno gratuiti, continuano ad essere fonte inesauribile di malcontento tra i cittadini aversani, tanto che gli stessi segnalano situazioni non proprio chiare.
Una di queste si riferisce alla zona antistante il negozio Expert, su viale Kennedy, dove è possibile notare stalli di sosta gialli con la scritta “riservato ad Expert”. Non sono stalli di sosta destinati al carico e scarico merce, che comunque hanno una loro determinazione ben precisa. È facile immaginare che a qualcuno, obbligato a pagare 1.50 euro all’ora per parcheggiare la propria auto, dia non poco fastidio vedere sotto casa dei posti riservati alle esigenze di un negozio.
“Mi sono riservato di acquisire gli atti relativi al caso – ha dichiarato Stefano Guarino, comandante dei Vigili Urbani – ma sembra, ad una prima analisi, che il permesso sia regolare”.
Guarino poi aggiunge: “Stiamo comunque effettuando una serie di controlli mirati, non solo per definire casi analoghi a quello di Expert, ma anche per la prevenzione dei ‘furbi’ che utilizzano in maniera impropria le autorizzazioni per gli invalidi. Dai controlli effettuati su cento pass del 2009, sono stati 8 i trasgressori che possedevano ancora permessi rilasciati a persone decedute. In questi giorni stanno partendo le intimazioni alla restituzione immediata del documento uni personale”.
In città sono meno di mille i possessori dei permessi per disabili, che devono essere rinnovati ogni 5 anni, e se si considera che sono appunto cento quelli che vengono rinnovati annualmente il conto è fatto. L’obiettivo, dunque, è stanare coloro che contro ogni principio di legalità si appropriano di diritti inviolabili.

Questo modo di riservare aree di sosta per particolari interessi non trova riscontro nel Codice della Strada, a conferma di questo abuso si allega la circolare n° 1525 del Ministero dei Lavori Pubblici, che chiarisce senza ombra di dubbio questa tesi, la circolare è stata portata alla conoscenza del Comandante Guarino già in occasione dei permessi di sosta riservati al Sindaco e tulla la giunta.
Circolare Ministero dei lavori pubblici 28/9/1981 n. 1525
Spazi riservati alla sosta di veicoli per motivi di pubblico interesse

Come è noto, l’art. 4 del T.U. n. 393 del 15.6.1959 comma 1°, lett. b) consente al Sindaco di “riservare appositi spazi alla sosta di determinati veicoli quando ciò sia necessario per motivi di pubblico interesse”.
L’art. 59 del Regolamento di esecuzione del citato T.U. precisa che possono essere previste “eccezioni al divieto di sosta generale solo per le seguenti categorie di veicoli: veicoli delle forze armate, polizia, vigili del fuoco, servizi di soccorso, limitatamente però alle aree antistanti le rispettive sedi e per la estensione strettamente indispensabile”.
La Corte di Cassazione ha osservato che, in linea di diritto, il Sindaco ha la facoltà di concedere eccezioni al divieto di sosta anche ad altre categorie di veicoli che non rientrino nelle 4 fattispecie indicate dal citato art. 59.
Ma per giustificare queste concessioni di carattere eccezionale è necessaria la coesistenza delle seguenti condizioni:
- Carattere preminente di interesse pubblico dell’ordinanza, che configuri il chiaro soddisfacimento di un pubblico interesse, che deve trovare corrispondenza in una situazione obiettiva. In altri termini, si deve trattare di un interesse collettivo riferibile ad un bisogno effettivamente sentito dalla collettività, ritenuto con ciò escluso ogni caso di sosta per la privata utilità o comodità delle persone od impiegati e funzionari locali e non per l’immediato e diretto esercizio delle attività di pubblico interesse, cioè del “pubblico” che accede agli uffici.
- Esistenza di una correlazione logica fra il fine da perseguire ed il provvedimento adottato.
Sembra particolarmente importate osservare, inoltre, che l’”interesse pubblico” che può giustificare la riserva di spazi di sosta particolari si contrappone generalmente con altri più vasti interessi pubblici, quali quelli della generalità dei conducenti di disporre del maggiore spazio possibile per la sosta dei propri veicoli.
Sarà pertanto necessario contemperare in ogni caso questi interessi generali.
Dovrà infine ritenersi illegittimo un provvedimento allorché l’estensione dello spazio riservato sia palesemente esorbitante rispetto alla riconosciuta esigenza pubblica ed alla natura di essa, e non sia invece limitato alla misura strettamente indispensabile contenuta nei limiti più severi.
A titolo indicativo, può riuscire utile esemplificare alcuni casi in cui la Magistratura competente ha ritenuto non giustificata la concessione di spazi riservati di sosta:

veicoli di una Banca;
veicoli di servizio della Corte Costituzionale;
autovetture da noleggio;
spazi dinanzi agli alberghi;
ecc., in quanto dette concessioni favorivano interessi “particolari”.
Si osserva, infine, che i permessi concessi non esonerano i beneficiari dalla osservanza degli obblighi imposti direttamente dalla legge in materia di sosta e precisati dall’art. 115 del vigente C.d.S..
In conclusione, tutti i funzionari ed impiegati senza distinzione di grado, di Enti ed Uffici pubblici in genere, dovranno usufruire per le proprie autovetture private degli spazi pubblici di sosta collettivi, aperti a tutti indistintamente gli utenti della strada.
Nel caso in cui gli enti ed Uffici in parola dispongano di aree private, sarà allora ottima norma attrezzarle a parcheggio riservato ai propri veicoli, o a beneficio dei “visitatori” che hanno interesse a recarsi presso tali Uffici per il disbrigo di pratiche.
Si prega di uniformarsi a quanto sopra anche per evitare giustificate doglianze o rimostranze da parte della pubblica opinione.

Purtroppo il Comitato Strisce Blu è costretto a denunciare nuovamente questo abuso che l’amministrazione sta compiendo a danno dei cittadini, consegnando un nuovo esposto alla Procura di S.M. Capua Vetere.

La giustizia italiana per quanto lenta farà il suo corso punendo questi illeciti comportamenti, ma la domanda che molti dsi pongono è: perchè l’amministrazione si sta rendendo ridicola agli occhi dei cittadini infrangendo ogni giorno il Codice della Strada?

set 14

Aversa: stalli per la sosta gratuita, il comune continua ad infrangere il Codice della Strada, pronte nuove denunce.

Aversa 14/09/2010

Giuseppe Oliva

L’amministrazione Ciaramella ha prorpio bisogno di un ripasso delle norme basilari del Codice della Strada.

Ad Agosto del 2009 il Sindaco ha fatto dipingere l’intera città di strisce blu irregolari, dopo 12 mesi e varie denunce in procura contro questo abuso il Sindaco per par condicio ha deciso di dipingere altrettante strisce bianche per la sosta gratutita, ma ovviamente anche in questo gesto di generosità hanno infranto non poche norme del C.d.S., norme che non prevedono deroghe.

L’art. 158 comma 1 lett. D prescrive il divieto di sosta a meno di 15 metri dalla fermata del bus, ma il video mostra chiaramente la striscia bianca per la sosta gratuita proprio davanti alla fermata di Via Vito di Jasi, questo non è l’unico caso, anche in Viale Europa la situazione è identica.
Warning: video ID not specified!

Se l’amministrazione pensa che dipingendo qualche striscia bianche gratuita “irregolare e pericolosa” possa far cessare la polemica sulle strisce blu che va avanti da anni si sbaglia di grosso, anzi queste continua modifiche ci fanno capire che l’amministrazione è alle corde e non sa più come liberarsi.

Il comitato strisce blu, si attiverà per segnalare all’assessore competente alla viabilità del comune di Aversa e per conoscenza alla Prefettura e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti l’anomalia riscontrata, chiedendo l’immediata rimozione delle strisce bianche tracciare in maniera difforme dal Codice della Strada e che creano situazioni di pericolo per la circolazione.

set 09

Strisce blu: il consiglio di stato boccia il Comune di Cava dei Tirreni, troppe Z.P.R.U. per estendere le strisce blu.

Aversa 09/09/2010

Giuseppe Oliva

L’articolo che segue è stato tratto dal sito www.cavareport.it e è una importantissima sentenza del Consiglio di Stato che annulla di fatto le delibere con le quali il Comune di Cava Dei Tirreni ha esteso le Z.P.R.U. in quasi tutta la città pur di dipingere altre strisce blu.

A seguito di questa notizia il Comitato Strisce Blu sta preparando un ricorso analogo anche ad Aversa, dove si è addirittura esagerato, dichiarando l’intero territorio comunale Z.P.R.U. senza allegare nessuno studio di fattibilità o documentazione che provi la rilevanza urbanistica.

Strisce blu, Comune bocciato: sospesa la delibera di giunta
Troppe Strisce blu, Comune bocciato dal Consiglio di Stato. Per “aggirare” l’irregolare disposizione, eccessivamente estesa, dei parcheggi a pagamento, quindi delle aree delimitate dalle strisce blu nel centro cittadino di Cava de’Tirreni, l’uscente amministrazione Gravagnuolo approvò una delibera di giunta che ne “regolarizzava” l’anomalia alla legge. Ma il Consiglio di Stato, con un dispositivo di metà giugno ha sospeso l’applicazione della stessa sul territorio cavese.

Questo il documento.
- Con ricorso notificato in data 13/6/2009, un gruppo di cittadini, conferendo incarico agli avvocati Gianluca Santelli e Gemma Sergio, ha impugnato la Delibera di Giunta comunale, pubblicata presso l’albo pretorio del Comune di Cava de’ Tirreni in data 30/1/2009, proponendo ricorso Straordinario al Capo dello Stato (essendo scaduti i termini per il ricorso dinnanzi al Tar).

I motivi di gravame, secondo i suddetti avvocati, sono da individuare nell’uso non corretto dei poteri che la legge riconosce all’Amministrazione in subiecta materia. E più precisamente nell’avere adottato la suddetta deliberazione, all’indomani della nota sentenza della dott.ssa Pellegrino, Giudice di Pace di Cava de’ Tirreni, che aveva accolto il ricorso proposto da un cittadino per violazione dell’art. 7 del D.Lgvo 2851992; e, quindi, al solo fine di evitare ricorsi a pioggia da parte di altri utenti ingiustamente gravati da pesanti tariffe che il Comune già da tempo impone per la sosta dei loro veicoli.

Con l’impugnata deliberazione, infatti, il Comune di Cava nel qualificare il proprio territorio come “zona di particolare rilevanza urbanistica”, avrebbe tentato di derogare, surrettiziamente, alle precise disposizioni contenute nell’art. 7 del codice della strada che impongono ai Comuni, che abbiano assunto l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo abbiano dato in concessione ovvero dispongano l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, l’obbligo di riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta.
Ed, infatti, tale obbligo sarebbe escluso solo nel caso in cui le zone vengano definite, dalla giunta comunale, come “area pedonale”, “zona a traffico limitato”, ovvero come zone di particolare rilevanza urbanistica.
Con provvedimento del 17 giugno 2010, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nella persona del Direttore Generale, dott. Ing. Sergio Dondolini, nel comunicare agli avvocati dei ricorrenti, Gianluca Santelli e Gemma Sergio, e all’Ammistrazione comunale di Cava de’Tirreni che la III sezione del Consiglio di Stato nel corso dell’adunanza del 2042010, ha espresso parere favorevole in merito all’istanza di sospensione della impugnata deliberazione della Giunta Municipale n° 28 del 2712009, ha conseguentemente disposto, ai sensi dell’art. 3 comma 4 della legge n° 205 del 2000, l’immediata sospensione cautelare della impugnata deliberazione (sospendendone, in altri termini, la sua efficacia esecutiva, in attesa della pronuncia, nel merito, del ricorso straordinario). -
«Grazie, quindi, all’attenzione di alcuni cittadini – fanno sapere gli autori del ricorso vinto -, si è potuto conseguire già un rilevante risultato; quello di avere ottenuto, con la disposta misura cautelare, un primo e rilevante traguardo che lascia in ogni caso presupporre la fondatezza di un ricorso attraverso il quale si è cercato e sta cercando di ottenere, l’annullamento di un atto che è il frutto di un distorto uso dei poteri da parte di una amministrazione, quella dell’ex sindaco Gravagnuolo, decisamente disattenta agli effettivi interessi della propria cittadinanza».

ago 14

Aversa: c'è qualcuno che conosce il Codice della Strada??

Aversa 14/08/2010

Giuseppe Oliva

In genere si dice che sbagliando s’impara, ad Aversa invece si persevera negli errori quasi sfiorando la negligenza, infatti l’anno scorso complice anche il troppo caldo l’amministrazione ha dipinto di blu l’intera città, infrangendo decine di regole del Codice della Strada.

Quest’anno nel tentativo di far cessare una polemica ormai approdata in procura e che sta tenendo alta l’attenzione dei cittadini nei confronti dell’amministrazione, si stanno dipingendo strisce bianche a go go, ma anche queste vengono dipinte senza nessuna conoscenza delle regole del Codice della Strada, infatti li dove fino a pochi giorni prima sono state elevate decine di sanzioni per aver sostato fuori dalle strisce blu quindi in divieto di sosta sono state dipinte tante strisce bianche.

Di seguito riportiamo l’estratto del Codice della Strada che regolamenta la sosta e la fermata:

Articolo 158 C.d.S. (Art. 353 Reg.to)
Divieto di fermata e di sosta dei veicoli
1. La fermata e la sosta sono vietate:
a) in corrispondenza o in prossimità dei passaggi a livello e sui binari di linee ferroviarie o tranviarie o così vicino ad essi da intralciarne la marcia;
b) nelle gallerie, nei sottovia, sotto i sovrapassaggi, sotto i fornici e i portici, salvo diversa segnalazione;
c) sui dossi e nelle curve e, fuori dei centri abitati e sulle strade urbane di scorrimento, anche in loro prossimità;
d) in prossimità e in corrispondenza di segnali stradali verticali e semaforici in modo da occultarne la vista, nonché in corrispondenza dei segnali orizzontali di preselezione e lungo le corsie di canalizzazione;
e) fuori dei centri abitati, sulla corrispondenza e in prossimità delle aree di intersezione;
f) nei centri abitati, sulla corrispondenza delle aree di intersezione e in prossimità delle stesse a meno di 5 m dal prolungamento del bordo più vicino della carreggiata trasversale, salvo diversa segnalazione;
g) sui passaggi e attraversamenti pedonali e sui passaggi per ciclisti, nonché sulle piste ciclabili e agli sbocchi delle medesime;
h) sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione (106).
2. La sosta di un veicolo è inoltre vietata:
a) allo sbocco dei passi carrabili;
b) dovunque venga impedito di accedere ad un altro veicolo regolarmente in sosta, oppure lo spostamento di veicoli in sosta;
c) in seconda fila, salvo che si tratti di veicoli a due ruote, due ciclomotori a due ruote o due motocicli;
d) negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata degli autobus, dei filobus e dei veicoli circolanti su rotaia e, ove questi non siano delimitati, a una distanza dal segnale di fermata inferiore a 15 m, nonché negli spazi riservati allo stazionamento dei veicoli in servizio di piazza;
e) sulle aree destinate al mercato e ai veicoli per il carico e lo scarico di cose, nelle ore stabilite;
f) sulle banchine, salvo diversa segnalazione;
g) negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli per persone invalide di cui all’art. 188 e in corrispondenza degli scivoli o dei raccordi tra i marciapiedi, rampe o corridoi di transito e la carreggiata utilizzati dagli stessi veicoli;
h) nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi pubblici;
i) nelle aree pedonali urbane;
l) nelle zone a traffico limitato per i veicoli non autorizzati;
m) negli spazi asserviti ad impianti o attrezzature destinate a servizi di emergenza o di igiene pubblica indicati dalla apposita segnaletica;
n) davanti ai cassonetti dei rifiuti urbani o contenitori analoghi;
o) limitatamente alle ore di esercizio, in corrispondenza dei distributori di carburante ubicati sulla sede stradale ed in loro prossimità sino a 5 m prima e dopo le installazioni destinate all’erogazione.

Il Codice della Strada è chiaro è non ammette interpretazioni o deroghe, purtroppo le foto si commentano da sole, strisce bianche accompagnate dal divieto di sosta, un pò come avvenne quando dipinsero di blu P.zza Marconi, anche li vi era il divieto di sosta al centro delle strisce blu e solo dopo il servizio di Strisce la Notizia fu rimosso, inoltre le strisce bianche sono state dipinte anche in prossimità di intersezioni stradali e fermata dei pullman, oltre ad essere a ridosso degli attraversamenti pedonali.

Questo modo di gestire i parcheggi è assolutamente ridicolo, dipingere strisce bianche e blu senza nessun criterio non fa altro che peggiorare la posizione dell’amministrazione, che pare essersi persa nel labirinto dell’arroganza.

La città vuole delle risposte, i cittadini non meritano di essere presi in giro da dirigenti e assessori al ramo che sfiorano la negligenza in fatto di viabilità e parcheggi, la domanda nasce spontanea, ma qualcuno di loro ha mai aperto il Codice della Strada?
A giudicare dai risultati sembra proprio di no.

Inoltre il Sindaco Ciaramella ci ha raccontato più volte del suo favoloso piano per far sparire le auto dal centro, quindi ci deve spiegare come mai accanto alle strisce blu sta dipingendo le bianche legalizzando di fatto il divieto di sosta.
Come mai c’è stata quest’inversione di tendenza?

Non era meglio fare qualche striscia blu in meno, qualche abbonamento ai residenti a prezzi politici ovviamente e non a 40 euro al mese, migliorare il trasposto urbano verso il centro con parcheggi gratuiti per la lunga sosta ai margini della città, inserire nel trasporto anche le biciclette a pedalata assistita, queste sono solo alcune delle strade che l’amministrazione poteva intraprendere per migliorare la vivibilità in città.

Ma ovviamente tutto questo non avrebbe fatto guadagnare soldi alla società privata di gestione, ed è per questo che molti cittadini pensano che dietro al business dei parcheggi ci sia il Sindaco o un suo falimiare, del resto altri componenti di questa maggioranza hanno fatto dei parcheggi un vero business arrivando a possederne anche 4 tra Aversa e Napoli.

Ovviamente non esistono prove che il Sindaco sia coinvolto direttamente o indirettamente nella gestione dei parcheggi, ma sicuramente quest’ultima mossa non migliora la fiducia che i cittadini ripongono in questa amministrazione che si sta dimostrando sempre più incompetente, sembra che siano bravi sono a spedere il denaro dei contribuenti per opere che non verranno mai utilizzate.

ago 14

Aversa: c’è qualcuno che conosce il Codice della Strada??

Aversa 14/08/2010

Giuseppe Oliva

In genere si dice che sbagliando s’impara, ad Aversa invece si persevera negli errori quasi sfiorando la negligenza, infatti l’anno scorso complice anche il troppo caldo l’amministrazione ha dipinto di blu l’intera città, infrangendo decine di regole del Codice della Strada.

Quest’anno nel tentativo di far cessare una polemica ormai approdata in procura e che sta tenendo alta l’attenzione dei cittadini nei confronti dell’amministrazione, si stanno dipingendo strisce bianche a go go, ma anche queste vengono dipinte senza nessuna conoscenza delle regole del Codice della Strada, infatti li dove fino a pochi giorni prima sono state elevate decine di sanzioni per aver sostato fuori dalle strisce blu quindi in divieto di sosta sono state dipinte tante strisce bianche.

Di seguito riportiamo l’estratto del Codice della Strada che regolamenta la sosta e la fermata:

Articolo 158 C.d.S. (Art. 353 Reg.to)
Divieto di fermata e di sosta dei veicoli
1. La fermata e la sosta sono vietate:
a) in corrispondenza o in prossimità dei passaggi a livello e sui binari di linee ferroviarie o tranviarie o così vicino ad essi da intralciarne la marcia;
b) nelle gallerie, nei sottovia, sotto i sovrapassaggi, sotto i fornici e i portici, salvo diversa segnalazione;
c) sui dossi e nelle curve e, fuori dei centri abitati e sulle strade urbane di scorrimento, anche in loro prossimità;
d) in prossimità e in corrispondenza di segnali stradali verticali e semaforici in modo da occultarne la vista, nonché in corrispondenza dei segnali orizzontali di preselezione e lungo le corsie di canalizzazione;
e) fuori dei centri abitati, sulla corrispondenza e in prossimità delle aree di intersezione;
f) nei centri abitati, sulla corrispondenza delle aree di intersezione e in prossimità delle stesse a meno di 5 m dal prolungamento del bordo più vicino della carreggiata trasversale, salvo diversa segnalazione;
g) sui passaggi e attraversamenti pedonali e sui passaggi per ciclisti, nonché sulle piste ciclabili e agli sbocchi delle medesime;
h) sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione (106).
2. La sosta di un veicolo è inoltre vietata:
a) allo sbocco dei passi carrabili;
b) dovunque venga impedito di accedere ad un altro veicolo regolarmente in sosta, oppure lo spostamento di veicoli in sosta;
c) in seconda fila, salvo che si tratti di veicoli a due ruote, due ciclomotori a due ruote o due motocicli;
d) negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata degli autobus, dei filobus e dei veicoli circolanti su rotaia e, ove questi non siano delimitati, a una distanza dal segnale di fermata inferiore a 15 m, nonché negli spazi riservati allo stazionamento dei veicoli in servizio di piazza;
e) sulle aree destinate al mercato e ai veicoli per il carico e lo scarico di cose, nelle ore stabilite;
f) sulle banchine, salvo diversa segnalazione;
g) negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli per persone invalide di cui all’art. 188 e in corrispondenza degli scivoli o dei raccordi tra i marciapiedi, rampe o corridoi di transito e la carreggiata utilizzati dagli stessi veicoli;
h) nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi pubblici;
i) nelle aree pedonali urbane;
l) nelle zone a traffico limitato per i veicoli non autorizzati;
m) negli spazi asserviti ad impianti o attrezzature destinate a servizi di emergenza o di igiene pubblica indicati dalla apposita segnaletica;
n) davanti ai cassonetti dei rifiuti urbani o contenitori analoghi;
o) limitatamente alle ore di esercizio, in corrispondenza dei distributori di carburante ubicati sulla sede stradale ed in loro prossimità sino a 5 m prima e dopo le installazioni destinate all’erogazione.

Il Codice della Strada è chiaro è non ammette interpretazioni o deroghe, purtroppo le foto si commentano da sole, strisce bianche accompagnate dal divieto di sosta, un pò come avvenne quando dipinsero di blu P.zza Marconi, anche li vi era il divieto di sosta al centro delle strisce blu e solo dopo il servizio di Strisce la Notizia fu rimosso, inoltre le strisce bianche sono state dipinte anche in prossimità di intersezioni stradali e fermata dei pullman, oltre ad essere a ridosso degli attraversamenti pedonali.

Questo modo di gestire i parcheggi è assolutamente ridicolo, dipingere strisce bianche e blu senza nessun criterio non fa altro che peggiorare la posizione dell’amministrazione, che pare essersi persa nel labirinto dell’arroganza.

La città vuole delle risposte, i cittadini non meritano di essere presi in giro da dirigenti e assessori al ramo che sfiorano la negligenza in fatto di viabilità e parcheggi, la domanda nasce spontanea, ma qualcuno di loro ha mai aperto il Codice della Strada?
A giudicare dai risultati sembra proprio di no.

Inoltre il Sindaco Ciaramella ci ha raccontato più volte del suo favoloso piano per far sparire le auto dal centro, quindi ci deve spiegare come mai accanto alle strisce blu sta dipingendo le bianche legalizzando di fatto il divieto di sosta.
Come mai c’è stata quest’inversione di tendenza?

Non era meglio fare qualche striscia blu in meno, qualche abbonamento ai residenti a prezzi politici ovviamente e non a 40 euro al mese, migliorare il trasposto urbano verso il centro con parcheggi gratuiti per la lunga sosta ai margini della città, inserire nel trasporto anche le biciclette a pedalata assistita, queste sono solo alcune delle strade che l’amministrazione poteva intraprendere per migliorare la vivibilità in città.

Ma ovviamente tutto questo non avrebbe fatto guadagnare soldi alla società privata di gestione, ed è per questo che molti cittadini pensano che dietro al business dei parcheggi ci sia il Sindaco o un suo falimiare, del resto altri componenti di questa maggioranza hanno fatto dei parcheggi un vero business arrivando a possederne anche 4 tra Aversa e Napoli.

Ovviamente non esistono prove che il Sindaco sia coinvolto direttamente o indirettamente nella gestione dei parcheggi, ma sicuramente quest’ultima mossa non migliora la fiducia che i cittadini ripongono in questa amministrazione che si sta dimostrando sempre più incompetente, sembra che siano bravi sono a spedere il denaro dei contribuenti per opere che non verranno mai utilizzate.

ago 08

Aversa: ricompaiono le strisce bianche per il parcheggio, ma le blu non diminuiscono.

Aversa 07/08/2010

Giuseppe Oliva

Ad Aversa l’amministrazione Ciaramella è peggio di mago merlino, l’anno scorso ad agosto fece sparire tutte le strisce bianche dipingendo di blu l’intera città e costringendo il comitato strisce blu ad una aspra battaglia per far rispettare le norme violate dall’amministrazione, battaglia ormai approdata in tribubale sotto forma di denuncia, oggi a distanza di 12 mesi pur di non ammettere gli errori commessi nel firmare un contratto poco conveniente per i cittadini, contratto che ha portato a raddoppiare gli stalli blu, sta dipingendo le strisce bianche intorno alle auto che fino a pochi giorni fa venivano multate per essere parcheggiate in divieto di sosta.
Strisce bianche in via Vito di Jasi:
Warning: video ID not specified!
Strisce bianche in P.zza Mazzini:
Warning: video ID not specified!
Ai cittadini ormai pare di vivere in un’incubo, in 12 mesi il Sindaco Ciaramella li ha riempiti di bugie, a cominciare dal carattere sperimentale del piano sbandierato per mesi, per poi scoprire che esiste un contratto firmato a luglio 2009, contratto che non dà nessuna possibilità di modifica, ma il Sindaco nonostante ciò, ha istituito una commissione parcheggi a novembre 2009 per raccogliere i suggerimenti dei cittadini, suggerimenti che sono finiti nel cestino dei rifiuti, perchè se fossero stati accolti “la società avrebbe perso dei soldi”, queste sono state le parole parole pronunciate più volte dal Sindaco Ciaramella in consiglio comunale.

Per un’anno intero il Sindaco Ciaramella ci ha accusati di essere pappemolli che volevano camminare solo in auto, “ma come ci sono tre linee di pullman è volete camminare in auto“, queste le parole che ha ripetuto per 12 mesi invitandoci a lasciare l’auto a casa.

Poi tutto d’un tratto ecco il miracolo, in più punti della città, stanno ricomparendo le strisce bianche, un miraggio hanno pensato i cittadini, un passo indietro da parte dell’amministrazione abbiamo pensato noi del comitato, invece no, nulla di tutto questo è avvenuto, infatti le strisce blu non sono diminuite in favore delle bianche, ma semplicemente sono state fatte le strisce bianche intorno alle vetture che fino a pochi giorni prima venivano multate perchè parcheggiate in divieto di sosta, praticamente si è legalizzato il divieto di sosta.

Ma che fine ha fatto il piano del Sindaco per farci camminare tutti a piedi?

In effetti facendo le strisce bianche in prossimità delle blu, non si diminuisce l’afflusso delle auto in città, ottenendo l’effetto contrario.

Forse la calura estiva da alla testa dei nostri amministratori, l’anno scorso hanno dipinto di blu la città, quest’anno forse anche a causa della moda la stanno dipingendo di bianco, tutto questo senza però eliminare neanche una striscia blu, ma soprattutto senza risolvere il problema della mobilità.

I cittadini però devono stare tranquilli, l’assessore alla viabilità Della Valle sta per tirare fuori dal cappello magico una sorpresa: il mobility manager!

Questa figura pagata con contratto biennale dai contribuenti, farà una magia e con un tocco della sua bacchetta magica farà sparire tutte le auto dalla città!!

Non sappiamo come andrà a finire questa storia, ma di sicuro le continue modifiche apportate al piano parcheggi non fanno altro che confermare le irregolarità presenti nel piano parcheggi e il tentativo dell’amministrazione di metterci qualche pezza non ci farà arrendere.

lug 30

Aversa: vigili urbani pagati dai contribuenti fanno da scorta alla società privata di parcheggio durante il prelievo degli incassi.

Aversa 30/07/2010

Giuseppe Oliva

Il nuovo piano parcheggi di Aversa non smette mai di stupire per le continue anomalie che il comitato strisce blu riscontra.

L’ultima ma non meno importante anomalia scoperta, riguarda l’uso di uomini e mezzi della Polizia Municipale di Aversa regolarmente pagati dai contribuenti, che fanno da scorta agli uomini della società privata di parcheggio quando vanno a ritirare gli incassi dai parchimetri certificando addirittura gli incassi dei parchimetri.
Questo tipo di servizio non è tra i compiti previsti dal regolamento del corpo della polizia municipale, com’è possibile leggere dall’estratto allegato,, ma il comandante Guarino ha addirittura fatto un’ordine di servizio per giustificare questa operazione.

Invitiamo tutti gli agenti di polizia municipale coinvolti nell’operatione di scorta e controllo incassi, a verificare presso il Ministerro dell’Interno se queste operazioni rientrano nei loro compiti, intanto il comitato strisce blu provvederà a segnalare al magistrato che sta indaganto sulla regolarità dell’appalto anche questa anomalia.

Il motivo di questo anomalo controllo a spese dei cittadini è presto spiegato, la società privata di gestione dal contratto firmatto nel luglio 2009 doveva installare dei parchimetri della SIEMENS modello SITY 5, questo parchimetro ha la prerogativa di essere monitorato da remoto tramite interfaccia web anche dall’amministrazione comunale per verificare gli incassi, questo per permettere all’amministrazione che deve percepire anche il 18% sugli utili, di avere un controllo al 100% su quanti euro entrano nelle casse della società tramite i parchimetri.

Purtroppo i parchimetri installati ad Aversa non sono i famosi SITY 5 della SIEMENS, quindi non hanno nessun collegamento con il comune, per questo il comandante della polizia municipale sta inviado una pattuglia pagata dai cittadini a scortare gli addetti al prelievo delle cassette contenente il denaro dei parchimetri.

Questo fatto è stato già denunciato alla magistratura che ha effettuato un sopralluogo per accertare l’illecito.

Questi episodi confermano la poca trasparenza che c’è nella gestione della sosta a pagamento, inoltre dopo aver scortato gli uomini della Smart Project vorremmo sapere se gli stessi vigili urbani vanno a contare il denaro estratto dai parchimetri oppure il servizio finisce alla semplice scorta?