ott 28

Aversa: il Comitato Strisce Blu scova un parcheggio comunale gratuito in via Plauto, ma che l'amministrazione tiene chiuso per evitare la sosta alle coppiette.

Aversa 28/10/2010

Ad Aversa nell’ultimo anno abbiamo assistito a continua modifiche delle strisce blu, prima erano troppe, poi sono state cancellate in alcune zone, ma il comandante Guarino ha sempre affermato che si trattava sono di manutenzione, poi sono arrivate una valanga di strisce bianche dipinte in maniera un pò confusa in giro per la città, insomma una bella serie di irregolarità.

Il Comitato Strisce Blu ha immortalato le tante modifiche, denunciando anche le molte irregolarità agli organi competenti, a dire il vero spesso le nostre denunce sono servite ad effettuare le giuste correzioni, perchè il Comitato non è contro le strisce blu, ma vuole solo che si rispettino le leggi.

Oggi abbiamo voluto far visita ad una zona calda della città, Via Michelangelo Buonarroti, in effetti quì si concentramo moltissime auto che in precedenza sostavano in Via S.D’acquisto, in zona sono presenti anche dei parcheggi privati oltre a quello dell’università, ma siamo rimasti sorpresi nello scoprire che in via Plauto esiste un parcheggio cumunale gratuito completo di tutto, ma che non è mai stato aperto, questo ha sicuramente favorito i parcheggiprivati presenti in zona, oltre a rappresentare uno spreco di denaro pubblico.
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Interrogati i responsabili dell’amministrazione, ci hanno risposto ” è chiuso pechè quando lo apriamo si vanno ad appartare le coppiette “!!

Ma le sorprese non sono finite quì, infatti all’angolo di Via Plauto ci dovrebbe essere un’altro standard comunale a disposizione di tutti, purtroppo questo è stato addirittura recintato dal condominio che lo aveva ceduto al comune, diventando di fatto un parcheggio privato condominiale.

Non c’è che dire, questa amministrazione ha perso il controllo del territorio, infatti a cercare bene sono molti gli standard comunali che i condomini si sono ripresi.

A questo punto sarebbe il caso di chiedere un’inventario di tutti gli standard comunali, onde poterne tornare in possesso, e metterli a disposizione della comunità.

Questi e tanti altri sprechi saranno denunciati ala Corte dei Conti, perchè il nostro denaro non va sprecato.

ott 27

Aversa: ancora chiuso l'info point in piazza Mazzini costato 25 mila euro.

Aversa 28/10/2010

Giuseppe Oliva

Ad Aversa non c’è limite agli sprechi che l’amministrazione sta facendo, ogni giorno si assiste ad uno sperpero di denaro pubblico al solo scopo di accontentare il consigliere o assessore di turno.

Quello che vi mostriamo è una geniale trovata del consigliere Michele Galluccio,si tratta di un info point per fornire informazioni ai turisti che arrivano ad Aversa, una trovara costata 25 mila euro agli aversani, installata 3 mesi fa ma ancora chiusa.
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Alle nostre prime lamentele per l’inutile opera, il presidente della commissione cultura Tirozzi si è difeso, assicurado che l’opera non sarebbe rimasta una cattedrale nel deserto.

Sfortunatamente il tempo gli sta dando torto, poichè la struttura è ancora chiusa, mancano addirittura i collegamenti elettrici.

Forse era meglio completare prima i lavori alla piazza, visto che allo stato attuale dopo anni di cantieri non è ancora tutto in alto mare, mancano panchine, cestini, una pensilina per chi attende il pullman, per non parlare delle griglie per le biciclette promesse dal Sindaco Ciaramella mesi più di 6 mesi fa, inoltre quasi la totalità delle lampade che dovrebbero illuminare la piazza sono spente, creando pericolose zone d’ombra, del verde non c’è la minima cura, ed il risultato è sotto gli occhi di tutti, quasi tutti gli alberi sono morti, insomma una situazione molto critica.

Stileremo una lista di questi sprechi da inviare alla Corte dei Conti, la città ha delle priorità e l’info point non mi sembra una di queste.

ott 27

Aversa: ancora chiuso l’info point in piazza Mazzini costato 25 mila euro.

Aversa 28/10/2010

Giuseppe Oliva

Ad Aversa non c’è limite agli sprechi che l’amministrazione sta facendo, ogni giorno si assiste ad uno sperpero di denaro pubblico al solo scopo di accontentare il consigliere o assessore di turno.

Quello che vi mostriamo è una geniale trovata del consigliere Michele Galluccio,si tratta di un info point per fornire informazioni ai turisti che arrivano ad Aversa, una trovara costata 25 mila euro agli aversani, installata 3 mesi fa ma ancora chiusa.
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Alle nostre prime lamentele per l’inutile opera, il presidente della commissione cultura Tirozzi si è difeso, assicurado che l’opera non sarebbe rimasta una cattedrale nel deserto.

Sfortunatamente il tempo gli sta dando torto, poichè la struttura è ancora chiusa, mancano addirittura i collegamenti elettrici.

Forse era meglio completare prima i lavori alla piazza, visto che allo stato attuale dopo anni di cantieri non è ancora tutto in alto mare, mancano panchine, cestini, una pensilina per chi attende il pullman, per non parlare delle griglie per le biciclette promesse dal Sindaco Ciaramella mesi più di 6 mesi fa, inoltre quasi la totalità delle lampade che dovrebbero illuminare la piazza sono spente, creando pericolose zone d’ombra, del verde non c’è la minima cura, ed il risultato è sotto gli occhi di tutti, quasi tutti gli alberi sono morti, insomma una situazione molto critica.

Stileremo una lista di questi sprechi da inviare alla Corte dei Conti, la città ha delle priorità e l’info point non mi sembra una di queste.

ott 27

Aversa: emergenza sosta a pagamento, ecco i parcheggi alternativi usati dagli automobilisti.

Aversa 27/10/2010

Giuseppe Oliva

Ad Aversa da quando il Sindaco Ciaramella ha dato il via al nuovo piano parcheggi da 18 euro al giorno, le zone limitrofe a quelle a pagamento sono invase di auto che sostano in maniera assurda.

Ormai anche i residenti non riescono più a trovare posto negli stalli a loro riservati, eppure il Sindaco aveva garantito che un vigile avrebbe presidiato la zona tutti i giorni.

Purtroppo il vento ha portato via le parole, facendo piombare la città in uno stato di abbandono che non ha euguali.

I video che giriamo quasi quotidianamente mostrano centinaia di auto parcheggiate ovunque, ormai i marciapiedi in molte zone della città sono off limits ai pedoni.

Questo video mostra la situazione in Via Modigliani, quì prima dell’avvio del piano parcheggi da 18 euro al giorno la situazione era molto diversa, perchè c’era maggiore possibilità di parcheggio non a pagamento anche in Via S. D’Acquisto.
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L’amministrazione deve capire che non è con la sosta a pagamento che si risolve il problema della mobilità urbana, ci sono grossi studi sull’argomento, ma a quanto pare l’unico obbiettivo di questa amministrazione è fare cassa con multe e sosta pagamento.

ott 22

Aversa – strisce blu illegali: pronte altre denunce per abuso e omissione d'atti d'ufficio contro i dirigenti preposti al controllo dell'appalto.

Aversa 22/10/2010

Giuseppe Oliva

A Cassino dopo le denunce del Comitato Civico le Contrade, per i sospetti di truffa che si celavano dietro la gestione della sosta a pagamento, la società di gestione Urbania è stata mandata a casa dal 01/09/2010.

I sospetti che dietro alla sosta a pagamento si celavano interessi che erano più privati che pubblici, ha fatto scattare le indagini che hanno portato al sequestro dei parcometri e l’annullamento del contratto di gestione perchè truccato, ovviamente il tutto avveniva con la complicità dei dirigenti preposti al controllo indagati a loro volta.

Ad Aversa siamo andati molto più in là, infatti le denunce del Comitato Strisce Blu all’indirizzo del comandante della Polizia Municipale sono ben più gravi, si va dal falso in atto pubblico, per aver prodotto una falsa attestazione di Z.P.R.U. nel 2007, che ha portato nelle casse del Comune molte migliaia di euro in multe invalide, oltre alle 400 strisce blu realizzate illegalmente, e la possibilità di indire nello stesso anno un bando per 1.600 posto contro i 600 che la città poterva legalmente avere, ricordiamo che la cassazione con la sentenza 116/2007 ha ritenuto nulle le sansione elevate in zona a pagamento senza che nelle immediate vicinanze vi fosse anche un congruo numero di posti gratuiti.

Inoltre il Comandante Guarino per sopperire alla mancata vigilanza sul modello di parcometro installato, il modello previsto nel contratto era della SIEMENS e dotato di collegamento con l’amministrazione, mentre quello installato non solo non è SIEMENS ma è sprovvisto del seddetto, ha istituito a spese dei contribuenti un servizio di scorta con uomini e mezzi della Polizia Municipale, ma come se non bastasse obbliga gli agenti a certificare l’incasso dei parcometri firmando lo scontrino emesso dagli stessi senza nessun conteggio delle monete.

Ovviamente l’attività di scorta non è tra i doveri degli agenti di Polizia Municipale, figuriamoci poi farlo ad una società privata, per questo verrà proposta una denuncia sia alla procura per abuso d’ufficio C.P. 323 che alla Corte dei Conti per danno erariale, visto che gli agenti della Polizia Municipale con i relativi mezzi sono a carico dei contribuenti.

Sfortunatamente la procura di S.M. Capua Vetere ha qualche timore nel procedere contro i responsabili della medesima truffa che si sta consumando ai danni dei cittadini di Aversa, stranamente le indagini sono ferme, eppure i Carabinieri hanno relazionato il magistrato incaricato delle indagini che i parcometri non sono conformi al contratto e mancano del collegamento con il comune per il controllo degli incassi.

L’Italia si conferma un paese molto strano, lo stesso reato commesso dalla stessa persona porta a due decisioni diverse tra due procure, come se la legge potesse essere plasmata a secondo delle amicizie che si hanno a certi livelli.

Il Comitato Strisce Blu non si è lasciato demoralizzare dalla lenta macchina della giustizia, proponendo nuove denunce per le irregolarità contenute nell’appalto anche all’Autorità di Vigilanza sugli Appalti Pubblici, ed a breve verrà inviata una dettagliata denuncia anche alla Corte dei Conti.

Bisogna che qualcuno al di sopra delle parti venga a controllare i conti dell’amministrazione, ci sono delle mancanze gravissime, come ad esempio la mancata emissione dei ruoli per la TARSU a danno della società che per anni ha gestino la sosta a pagamento ad Aversa, TARSU che andava calcolata per tutte le aree scoperte e non attrezzate come gli stalli a pagamento, fatto che ha fatto perdere molte centinaia di migliaia di euro all’amministrazione, creando un danno sicuro erariale.

Ricordiamoci che dietro alla sosta a pagamento si celano interessi milionari di persone senza scrupolo, che in accordo con le amministrazioni vogliono solo spremere i cittadini senza dare in cambio nessun servizio, fortunatamente anche in questo caso ci viene incontro la cassazione a sezioni unite, che ha definitivamente sancito l’impossibilità per una società di parcheggio di chiedere in cambio del denaro senza fornire la custodia del veicolo, vedi sentenza 5954 del 2000.

Ma l’elenco degli abusi è lunghissimo e comprende anche l’errata applicazione dell’art. 157 comma 6 e 8 per sanzionare in area privata quale gli stalli a pagamento senza limitazione temporale, questo è un’errore che il Comitato ha segnalato più volte al Comandate dei caschi bianchi esibendo le circolari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aggiornate al 2010, ma per avere ulteriore conferma basta leggere il prontuario delle violazioni alla circolazione stradale in dotazione alla Polizia Municipale per rendersi conto dell’errore.
Riportiamo una scansione della pagina a conferma di quanto affermato.

Purtroppo il Comandante dei Caschi bianchi continua ad ignorare sia le circolari che il Codice della Strada, ovviamente di queste norme ne sono a conoscenza anche il Sindaco Ciaramella e l’assessore alla viabilità Della Valle, ma tutti tacciono rendendosi complici degli errori, che intanto portano ad incassare tanti euro dalle molte sanzioni errate.

Un proverbio dice: errare humanum, perseverare autem diamolicum.

ott 22

Aversa – strisce blu illegali: pronte altre denunce per abuso e omissione d’atti d’ufficio contro i dirigenti preposti al controllo dell’appalto.

Aversa 22/10/2010

Giuseppe Oliva

A Cassino dopo le denunce del Comitato Civico le Contrade, per i sospetti di truffa che si celavano dietro la gestione della sosta a pagamento, la società di gestione Urbania è stata mandata a casa dal 01/09/2010.

I sospetti che dietro alla sosta a pagamento si celavano interessi che erano più privati che pubblici, ha fatto scattare le indagini che hanno portato al sequestro dei parcometri e l’annullamento del contratto di gestione perchè truccato, ovviamente il tutto avveniva con la complicità dei dirigenti preposti al controllo indagati a loro volta.

Ad Aversa siamo andati molto più in là, infatti le denunce del Comitato Strisce Blu all’indirizzo del comandante della Polizia Municipale sono ben più gravi, si va dal falso in atto pubblico, per aver prodotto una falsa attestazione di Z.P.R.U. nel 2007, che ha portato nelle casse del Comune molte migliaia di euro in multe invalide, oltre alle 400 strisce blu realizzate illegalmente, e la possibilità di indire nello stesso anno un bando per 1.600 posto contro i 600 che la città poterva legalmente avere, ricordiamo che la cassazione con la sentenza 116/2007 ha ritenuto nulle le sansione elevate in zona a pagamento senza che nelle immediate vicinanze vi fosse anche un congruo numero di posti gratuiti.

Inoltre il Comandante Guarino per sopperire alla mancata vigilanza sul modello di parcometro installato, il modello previsto nel contratto era della SIEMENS e dotato di collegamento con l’amministrazione, mentre quello installato non solo non è SIEMENS ma è sprovvisto del seddetto, ha istituito a spese dei contribuenti un servizio di scorta con uomini e mezzi della Polizia Municipale, ma come se non bastasse obbliga gli agenti a certificare l’incasso dei parcometri firmando lo scontrino emesso dagli stessi senza nessun conteggio delle monete.

Ovviamente l’attività di scorta non è tra i doveri degli agenti di Polizia Municipale, figuriamoci poi farlo ad una società privata, per questo verrà proposta una denuncia sia alla procura per abuso d’ufficio C.P. 323 che alla Corte dei Conti per danno erariale, visto che gli agenti della Polizia Municipale con i relativi mezzi sono a carico dei contribuenti.

Sfortunatamente la procura di S.M. Capua Vetere ha qualche timore nel procedere contro i responsabili della medesima truffa che si sta consumando ai danni dei cittadini di Aversa, stranamente le indagini sono ferme, eppure i Carabinieri hanno relazionato il magistrato incaricato delle indagini che i parcometri non sono conformi al contratto e mancano del collegamento con il comune per il controllo degli incassi.

L’Italia si conferma un paese molto strano, lo stesso reato commesso dalla stessa persona porta a due decisioni diverse tra due procure, come se la legge potesse essere plasmata a secondo delle amicizie che si hanno a certi livelli.

Il Comitato Strisce Blu non si è lasciato demoralizzare dalla lenta macchina della giustizia, proponendo nuove denunce per le irregolarità contenute nell’appalto anche all’Autorità di Vigilanza sugli Appalti Pubblici, ed a breve verrà inviata una dettagliata denuncia anche alla Corte dei Conti.

Bisogna che qualcuno al di sopra delle parti venga a controllare i conti dell’amministrazione, ci sono delle mancanze gravissime, come ad esempio la mancata emissione dei ruoli per la TARSU a danno della società che per anni ha gestino la sosta a pagamento ad Aversa, TARSU che andava calcolata per tutte le aree scoperte e non attrezzate come gli stalli a pagamento, fatto che ha fatto perdere molte centinaia di migliaia di euro all’amministrazione, creando un danno sicuro erariale.

Ricordiamoci che dietro alla sosta a pagamento si celano interessi milionari di persone senza scrupolo, che in accordo con le amministrazioni vogliono solo spremere i cittadini senza dare in cambio nessun servizio, fortunatamente anche in questo caso ci viene incontro la cassazione a sezioni unite, che ha definitivamente sancito l’impossibilità per una società di parcheggio di chiedere in cambio del denaro senza fornire la custodia del veicolo, vedi sentenza 5954 del 2000.

Ma l’elenco degli abusi è lunghissimo e comprende anche l’errata applicazione dell’art. 157 comma 6 e 8 per sanzionare in area privata quale gli stalli a pagamento senza limitazione temporale, questo è un’errore che il Comitato ha segnalato più volte al Comandate dei caschi bianchi esibendo le circolari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aggiornate al 2010, ma per avere ulteriore conferma basta leggere il prontuario delle violazioni alla circolazione stradale in dotazione alla Polizia Municipale per rendersi conto dell’errore.
Riportiamo una scansione della pagina a conferma di quanto affermato.

Purtroppo il Comandante dei Caschi bianchi continua ad ignorare sia le circolari che il Codice della Strada, ovviamente di queste norme ne sono a conoscenza anche il Sindaco Ciaramella e l’assessore alla viabilità Della Valle, ma tutti tacciono rendendosi complici degli errori, che intanto portano ad incassare tanti euro dalle molte sanzioni errate.

Un proverbio dice: errare humanum, perseverare autem diamolicum.

ott 18

Aversa: previsto un marciapiede in Via Piave ma poi viene realizzato in Via Cupa Scoppa, come mai?

Aversa 18/10/2010

Giuseppe Oliva
Ecco come ti spreco il denaro pubblico.

Siamo in Via Piave ad Aversa, quì il consigliere Adolfo Giglio aveva annunciato la realizzazione di un marciapide per rendere più sicura la circolazione dei pedoni, i lavori dovevano cominciare il primo ottobre 2010, più volte siamo passati per verificare questa importante opera a che punto era, ma oggi abbiamo scoperto che il marciapide è scivolato 100 metri più avanti in via Cupa Scoppa!!
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Abbiamo chiesto chiarimenti agli uffici del Comune, che ci hanno confermato che il marciapiede era previsto in Via Piave e che nessuna variante al progetto era stata proposta fino ad oggi.

Ma allora chi ha autorizato lo spostamento del marciapiede da Via Piave a Via Cupa Scoppa?

Se non sbaglio questi progetti devono passare per l’ok di diversi uffici tecnici.

A questo punto chiederemo spiegazioni su questo ennesimo spreco del nostro denaro, proponendo anche una denuncia alla Corte dei Conti per danno erariale.

Nell’ultimo periodo questa amministrazione sembra intraprendere tanti lavori al solo scopo di accontentare qualche consigliere o assessore, ma la vera utilità di queste opere resta un mistero.

ott 14

Aversa preavvisi di verbale, cosa sono e cosa devono contenere, ve lo spiega il Comitato Strisce Blu.

Aversa 14/10/2010

Giuseppe Oliva

Preavvisi di verbale, multine, penali, chi più ne ha più ne metta, ormai questi foglietti che gli ausiliari del traffico lasciano sulle auto a miglia hanno i nomi più svariati.

Ma cosa sono in realtà o meglio cosa dovrebbero essere?

Ve lo spiega il Comitato Strisce Blu.

Allo stato attuale queli che vengono lasciati sulle auto ad Aversa in caso di mancata esposizione del grattino o con lo stesso scaduto, sono una sorta di penalità che però magicamente muta in una sanziona amministrativa del Codice della Strada, in caso non si effettui il pagamento entro pochi giorni, ma com’è possibile una simile mutazione?

Iniziamo con il dire che l’unica cosa legale è prevista dal C.d.S. è il preavviso di accertamento, che può essere compilato anche dall’ausiliare del traffico, questo documento precede il verbale vero è proprio e deve contenere i seguenti dati:

(fonte: www.ausiliarideltraffico.net)
“PREAVVISO DI ACCERTAMENTO
L’avviso posto sul veicolo quando il conducente non è presente all’accerta­mento della violazione:
· costituisce un atto pubblico perché promana da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle proprie funzioni;
· non è equiparabile al verbale di contestazione;
· non esaurisce la contestazione della violazione;
· non è atto obbligatorio ai fini della regolarità del procedimento di contestazione di una violazione.
Il preavviso costituisce, perciò, un atto di accertamento del fatto che non equivale ad accertamento dell’illecito amministrativo. Infatti, affinché l’accertamento dell’illecito sia completo, manca di un dato essenziale e cioè il destinatario dell’atto che, in genere, non può essere identificato in sede di accertamento del fatto.
Utilizzo del preavviso
Nella prassi amministrativa il preavviso di accertamento rappresenta uno
strumento di comunicazione dell’avvio del procedimento ed una forma abbreviata per estinguere l’obbligazione da parte del trasgressore nei confronti della pubblica amministrazione.
Qualora l’interessato effettui il pagamento della sanzione entro un certo termi­ne (in genere, quindici giorni dalla data di accertamento), utilizzando il bollettino di conto corrente postale allegato al preavviso o reperibile presso l’ufficio da cui dipende l’organo accertatore (comando di polizia municipale, ecc.), può evitare di pagare le spese di notifica che gli sarebbero invece addebitate con l’invio del verbale di contestazione.
Decorso il termine indicato, tuttavia, non è più ammesso il pagamento in misura ridotta della somma indicata nel preavviso e il verbale di contestazione è notificato al trasgressore secondo le forme previste dal Codice della strada.
Aspetti caratteristici e procedure di gestione del preavviso
Se il proprietario del veicolo sopraggiunge sul luogo dell’illecito in presenza dell’operatore di polizia che ha compiuto l’accertamento, successivamente alla reda­zione del preavviso, la violazione deve essere contestata immediatamente e redatto il relativo verbale.
Contro il preavviso non è di norma ammesso il ricorso, perché il rimedio è possibile solo contro il verbale di contestazione ritualmente redatto. Perciò, se il trasgressore intende ricorrere, è necessario che attenda la notifica del verbale.
Il pagamento in misura ridotta effettuato sulla base del solo preavviso ha effetto estintivo della sanzione pecuniaria e costituisce acquiescenza che impedisce l’esperimento di eventuali rimedi amministrativi (ricorso al prefetto) o giurisdizionali (ricorso al giudice di pace). In occasione del pagamento in misura ridotta, tuttavia, deve essere contestato al trasgressore il verbale di contestazione vero e proprio.
Prima della redazione del verbale di contestazione che da esso può trarre origine, il preavviso viziato da errori essenziali può essere oggetto di annullamento d’ufficio in autotutela.
Come il verbale, anche il preavviso può essere redatto con sistemi meccanizzati che consentono di lasciare il preavviso stesso sul veicolo del trasgressore anche senza la sottoscrizione autografa dell’agente accertatore.”

Perchè ad Aversa non si attua la norma coretta?

Semplice, se l’ausiliare procedesse alla redazione del preavviso di accertamento per una sanzione al C.d.S., il ricavato andrebbe al Comune, mentre emettendo questi pezzi di carta a metà tra una penalità e un preavviso di verbale, il ricavato entra nelle casse della società privata di gestione, ma ancor più grave è la minaccia contenuta in questo pezzo di carta, infatti dopo l’importo da pagare l’utomobilista viene minacciato con la dicitura: “con espresso avvertimento che, dalla mancata esecuzione del pagamento, deriverà l’applicazione della sanzione amministrativa per violazione al Codice della Strada”.

Siamo veramente ai limiti di una denuncia penale, ma dico minacciare un’automobilista di mandargli una multa a casa con tutti i problemi che ne derivano, quando il malcapitato non ha infranto nessun articolo del Codice della Strada, ma ha solo compiuto una inadempienza contrattuale per non aver pagato il parcheggio in una zona privata ai sensi dell’art. 1173 del Codice Civile.

Questa tesi è confermata dalla circolare del Ministero dei Trasporti del 25/06/2009, che riportiamo i parte:
(fonte: Ministero dei Trasporti)

Inoltre nel contratto firmato tra amministrazione e A.T.I. Consorzio Urbania Vivere la Città, è indicato chiaramente tra i compiti degli ausiliari la redazione di verbali secondo l’art. 200 e 201 del C.d.S., mentre ad oggi tutto questo non avviene, come mai?

Semplice, perchè sprecare il tempo degli ausiliari a redigere verbali per sanzioni che andranno nelle casse comunali, meglio fare tanti bei pezzi di carta che minacciano chi sa quale ritorsione in caso non si versi nello loro casse i 3 euro richiesti…

Il nostro consiglio è di pagare solo per i primi 30 minuti con il parcometro e conservare lo scontrino per fare ricorso successivamente, il video che segue spiega chiaramente che non vi è nessun obbligo di pagamento senza la custodia dei veicoli, quindi anche pagare solo per 30 minuti è un vero e proprio regalo.
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L’amministrazione non si è fermata neanche di fronte alle denunce proposte alla magistratura, per questo il Comitato strisce Blu ha inviato una dettagliata denuncia all’Autorità per la Vigilanze dei Contratti Pubblici, e non è finita quì, infatti siamo in attesa di altre risposte dal Comune per denunciare alcuni illeciti economici alla Corte dei Conti.

ott 13

Aversa strisce blu illegali: il Comitato denuncia le irregolarità del contratto all'Autorità di Vigilanza per gli Appalti Pubblici.

Aversa 13/10/2010

Giuseppe Oliva

Il Comitato Strisce Blu dopo le denunce consegnate in Procura, dove per qualche strano caso si sono arenate, ha deciso di denunciare le irregolarità contenute nel contratto di appalto sulle nuove strisce blu alla massima autorità presente in Italia, l’Avcp.

L’Avcp è la sigla dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici, questo ente super partes è la massima autorità presente in Italia per la vigilanza sui contratti pubblici, dove cittadini e pubblica amministrazione si possono rivolgere per avere un semplice parere o denunciare delle irregolarità riscontrate in un contratto pubblico.

Purtroppo siamo stati costretti ad andare oltre i confini delle autorità locali, dove forse le troppe amicizie stanno frenando le indagini, ormai è passato quasi un anno dall’entrata in vigore del nuovo dispositivo e le continue modifiche che l’amministrazione apportando dopo ogni denuncia non fanno altro che darci ancora più forza.

Strano che in questa battaglia fatta negli interessi di residenti e commercianti, le associazioni di categoria non si siano alleate, probbabilmente mangiano tutti alla stessa tavola e non possono mettersi contro l’amministrazione.

Si riporta il comunicato stampa inviato ai giornali locali:
“In qualità di vice presidente del Comitato Nazionale Strisce Blu, in data odierna, ho inoltrato per Raccomandata RR un esposto denuncia all’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di lavori, servizi e forniture per inadempienza contrattuale da parte della società ATI Consorzio Urbania Vivere la Città, oltre che per mancata vigilanza da parte degli organi preposti dell’amministrazione di Aversa affinché, se l’Autority ne ravvedesse l’opportunità, disponga l’annullamento del contratto e proponga la condanna di tutte le persone coinvolte nella gestione e nel controllo dell’appalto. Per motivare la richiesta è stato allegato un lungo elenco di “anomalie” riscontrate nel contratto e nell’applicazione dello stesso che va dal mancato rispetto dei termini di avvio del servizio, concordata “entro e non oltre 30 giorni dalla stipula”, avvenuta, invece, dopo oltre 4 mesi, alla mancata corrispondenza del luogo di custodia dei veicoli rimossi. Alla mancata attivazione delle tessere magnetiche per consentire il pagamento della sosta, previste entro 45 giorni dall’avvio dell’appalto, al mancato controllo degli incassi da parte dell’Amministrazione comunale, malgrado la stessa debba incassare, da contratto, il 18% sugli introiti. Cose tutte segnalate, sia pure in tempi e con modalità differenti, ai responsabili municipali perché intervenissero a rettificare. Segnalazioni che, purtroppo, non sono state prese in considerazione da chi ne avrebbe avuto obbligo per legge. Da qui ho sentito la necessità di rivolgermi ad un organismo super partes qual è l’Autority. Tengo a precisare che la mia scelta non è una scelta contro qualcuno, ma a favore della città e dell’Amministrazione stessa, perché l’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di lavori servizi e forniture è un organismo posto a tutela degli enti pubblici. Un organismo che, se richiesto, verifica in maniera gratuita la corrispondenza alle norme e la congruità dei contratti pubblici e, a verifica fatta, ha il potere di annullare quelli che non sono favorevoli alle Amministrazioni comunali e locali o che non rispettano quanto stabilito in fatto di impegni assunti dai contraenti. Considerando l’aspetto poco favorevole alla città e le tante inosservanza dei patti che ho elencato (e dimostrato), mi aspetto che l’Autority decida di disporre l’annullamento del contratto in corso, permettendo di dare il via ad una nuova gara d’appalto che questa volta tuteli Aversa e gli aversani.
Giuseppe Oliva
Presidente Comitato Civico Anti Strisce Blu e vice presidente del Comitato Nazionale Strisce Blu”

ott 13

Aversa strisce blu illegali: il Comitato denuncia le irregolarità del contratto all’Autorità di Vigilanza per gli Appalti Pubblici.

Aversa 13/10/2010

Giuseppe Oliva

Il Comitato Strisce Blu dopo le denunce consegnate in Procura, dove per qualche strano caso si sono arenate, ha deciso di denunciare le irregolarità contenute nel contratto di appalto sulle nuove strisce blu alla massima autorità presente in Italia, l’Avcp.

L’Avcp è la sigla dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici, questo ente super partes è la massima autorità presente in Italia per la vigilanza sui contratti pubblici, dove cittadini e pubblica amministrazione si possono rivolgere per avere un semplice parere o denunciare delle irregolarità riscontrate in un contratto pubblico.

Purtroppo siamo stati costretti ad andare oltre i confini delle autorità locali, dove forse le troppe amicizie stanno frenando le indagini, ormai è passato quasi un anno dall’entrata in vigore del nuovo dispositivo e le continue modifiche che l’amministrazione apportando dopo ogni denuncia non fanno altro che darci ancora più forza.

Strano che in questa battaglia fatta negli interessi di residenti e commercianti, le associazioni di categoria non si siano alleate, probbabilmente mangiano tutti alla stessa tavola e non possono mettersi contro l’amministrazione.

Si riporta il comunicato stampa inviato ai giornali locali:
“In qualità di vice presidente del Comitato Nazionale Strisce Blu, in data odierna, ho inoltrato per Raccomandata RR un esposto denuncia all’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di lavori, servizi e forniture per inadempienza contrattuale da parte della società ATI Consorzio Urbania Vivere la Città, oltre che per mancata vigilanza da parte degli organi preposti dell’amministrazione di Aversa affinché, se l’Autority ne ravvedesse l’opportunità, disponga l’annullamento del contratto e proponga la condanna di tutte le persone coinvolte nella gestione e nel controllo dell’appalto. Per motivare la richiesta è stato allegato un lungo elenco di “anomalie” riscontrate nel contratto e nell’applicazione dello stesso che va dal mancato rispetto dei termini di avvio del servizio, concordata “entro e non oltre 30 giorni dalla stipula”, avvenuta, invece, dopo oltre 4 mesi, alla mancata corrispondenza del luogo di custodia dei veicoli rimossi. Alla mancata attivazione delle tessere magnetiche per consentire il pagamento della sosta, previste entro 45 giorni dall’avvio dell’appalto, al mancato controllo degli incassi da parte dell’Amministrazione comunale, malgrado la stessa debba incassare, da contratto, il 18% sugli introiti. Cose tutte segnalate, sia pure in tempi e con modalità differenti, ai responsabili municipali perché intervenissero a rettificare. Segnalazioni che, purtroppo, non sono state prese in considerazione da chi ne avrebbe avuto obbligo per legge. Da qui ho sentito la necessità di rivolgermi ad un organismo super partes qual è l’Autority. Tengo a precisare che la mia scelta non è una scelta contro qualcuno, ma a favore della città e dell’Amministrazione stessa, perché l’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di lavori servizi e forniture è un organismo posto a tutela degli enti pubblici. Un organismo che, se richiesto, verifica in maniera gratuita la corrispondenza alle norme e la congruità dei contratti pubblici e, a verifica fatta, ha il potere di annullare quelli che non sono favorevoli alle Amministrazioni comunali e locali o che non rispettano quanto stabilito in fatto di impegni assunti dai contraenti. Considerando l’aspetto poco favorevole alla città e le tante inosservanza dei patti che ho elencato (e dimostrato), mi aspetto che l’Autority decida di disporre l’annullamento del contratto in corso, permettendo di dare il via ad una nuova gara d’appalto che questa volta tuteli Aversa e gli aversani.
Giuseppe Oliva
Presidente Comitato Civico Anti Strisce Blu e vice presidente del Comitato Nazionale Strisce Blu”

ott 05

Aversa emergenza traffico: la Confesercenti chiede all'amministrazione quali siano i criteri che determinano le tante modifiche.

Aversa 05/10/2010

Giuseppe Oliva

Ad Aversa le emergenze sono ormai la norma, rifiuti, traffico, strisce blu, delinquenza, raccolta differenziata, prostituzione, sicurezza stradale, stabilità politica, queste sono solo alcune delle emergenze alle quali l’amministrazione deve fare fronte quotidianamente.

Strisce blu ed emergenza traffico sono due delle questioni che più preoccupano residenti e commercianti, i primi perchè trovano un’enorme difficoltà nello spostarsi da una parte all’altra della città, i secondi perchè vedono scappare i cliente verso la grande distribuzione che offre posti auto in quantità a costi zero.

Più volte il Comitato Strisce Blu ha sollecitato le associazioni di categoria, quali Confesercenti e Ascom a schierarsi dalla parte della legalità, chiedendo all’amministrazione la creazione di parcheggi a pagamento a norma e con un costo proporzionato all’economia locale, oltre ed un piano traffico che tenesse presente gli interessi della comunità e non solo di chi gestisce parcheggi privati.

Finalmente oggi la Confesercenti tramite la sua responsabile di zona Pina Giordano chiede all’amministrazione di chiarire il perchè di alcune modifiche fatte ai sensi di marcia, modifiche che soprattutto in alcune zone come via Belvedere stanno mettendo in ginocchio i commercianti.

Quelle ed altre modifiche sono state dal Comitato aspramente criticate perchè servivano solo a spostare il traffico altrove, quella di via Belvedere però sembra essere stata fatta per deviare il traffico veicolare all’ingresso di un noto parcheggio privato.

La verità è che l’amministrazione negli ultimi 10 anni ha dormito sugli allori in termini di programmazione su viabilità e edilizia, basta farsi un giro per la città con lo sguardo verso l’alto per capire quanti sottotetti si siano trasformati in mansarde senza nessuna autorizzazione facendo aumentare di molto la popolazione residente, con ovvie ripercussione sui servizi di base che non sono più adeguati.

In Europa ci sono città come Berlino o Stoccolma, dome la programmazione è arrivata a prevedere fino a10 anni prima quanti alunni dovranno studiare o quante persone dovranno muoversi per lavoro in città, questo ha permesso di predisporre i servizi essenziali, quali scuole e trasporto urbano.

Ormai il traffico è solo una delle tante emergenze che i cittadini di Aversa devono affrontare grazie all’incompetenza di chi ogni mese viene pagato per produrre soluzioni, mentre sembra che vada a scaldare la poltrona.

ott 05

Aversa emergenza traffico: la Confesercenti chiede all’amministrazione quali siano i criteri che determinano le tante modifiche.

Aversa 05/10/2010

Giuseppe Oliva

Ad Aversa le emergenze sono ormai la norma, rifiuti, traffico, strisce blu, delinquenza, raccolta differenziata, prostituzione, sicurezza stradale, stabilità politica, queste sono solo alcune delle emergenze alle quali l’amministrazione deve fare fronte quotidianamente.

Strisce blu ed emergenza traffico sono due delle questioni che più preoccupano residenti e commercianti, i primi perchè trovano un’enorme difficoltà nello spostarsi da una parte all’altra della città, i secondi perchè vedono scappare i cliente verso la grande distribuzione che offre posti auto in quantità a costi zero.

Più volte il Comitato Strisce Blu ha sollecitato le associazioni di categoria, quali Confesercenti e Ascom a schierarsi dalla parte della legalità, chiedendo all’amministrazione la creazione di parcheggi a pagamento a norma e con un costo proporzionato all’economia locale, oltre ed un piano traffico che tenesse presente gli interessi della comunità e non solo di chi gestisce parcheggi privati.

Finalmente oggi la Confesercenti tramite la sua responsabile di zona Pina Giordano chiede all’amministrazione di chiarire il perchè di alcune modifiche fatte ai sensi di marcia, modifiche che soprattutto in alcune zone come via Belvedere stanno mettendo in ginocchio i commercianti.

Quelle ed altre modifiche sono state dal Comitato aspramente criticate perchè servivano solo a spostare il traffico altrove, quella di via Belvedere però sembra essere stata fatta per deviare il traffico veicolare all’ingresso di un noto parcheggio privato.

La verità è che l’amministrazione negli ultimi 10 anni ha dormito sugli allori in termini di programmazione su viabilità e edilizia, basta farsi un giro per la città con lo sguardo verso l’alto per capire quanti sottotetti si siano trasformati in mansarde senza nessuna autorizzazione facendo aumentare di molto la popolazione residente, con ovvie ripercussione sui servizi di base che non sono più adeguati.

In Europa ci sono città come Berlino o Stoccolma, dome la programmazione è arrivata a prevedere fino a10 anni prima quanti alunni dovranno studiare o quante persone dovranno muoversi per lavoro in città, questo ha permesso di predisporre i servizi essenziali, quali scuole e trasporto urbano.

Ormai il traffico è solo una delle tante emergenze che i cittadini di Aversa devono affrontare grazie all’incompetenza di chi ogni mese viene pagato per produrre soluzioni, mentre sembra che vada a scaldare la poltrona.

set 21

Aversa: stalli di sosta riservati al negozio EXPERT, l'amministrazione continua ad infrangere la legge, pronte nuove denunce.

Aversa 21/09/2010

Giuseppe Oliva

Strisce blu, bianche o riservate speciali che siano questa amministrazione sta collezionando una raccolta di denunce che ha pochi uguali in Italia.

La notizia di stamattina farà scattare una nuova denuncia alla Procura delle Repubblica, denuncia che va a sommarsi alle tante già presentate in questi 12 mesi, riportiamo per intero l’articolo apparso su Pupia:

AVERSA. Gli stalli di sosta, che siano più o meno gratuiti, continuano ad essere fonte inesauribile di malcontento tra i cittadini aversani, tanto che gli stessi segnalano situazioni non proprio chiare.
Una di queste si riferisce alla zona antistante il negozio Expert, su viale Kennedy, dove è possibile notare stalli di sosta gialli con la scritta “riservato ad Expert”. Non sono stalli di sosta destinati al carico e scarico merce, che comunque hanno una loro determinazione ben precisa. È facile immaginare che a qualcuno, obbligato a pagare 1.50 euro all’ora per parcheggiare la propria auto, dia non poco fastidio vedere sotto casa dei posti riservati alle esigenze di un negozio.
“Mi sono riservato di acquisire gli atti relativi al caso – ha dichiarato Stefano Guarino, comandante dei Vigili Urbani – ma sembra, ad una prima analisi, che il permesso sia regolare”.
Guarino poi aggiunge: “Stiamo comunque effettuando una serie di controlli mirati, non solo per definire casi analoghi a quello di Expert, ma anche per la prevenzione dei ‘furbi’ che utilizzano in maniera impropria le autorizzazioni per gli invalidi. Dai controlli effettuati su cento pass del 2009, sono stati 8 i trasgressori che possedevano ancora permessi rilasciati a persone decedute. In questi giorni stanno partendo le intimazioni alla restituzione immediata del documento uni personale”.
In città sono meno di mille i possessori dei permessi per disabili, che devono essere rinnovati ogni 5 anni, e se si considera che sono appunto cento quelli che vengono rinnovati annualmente il conto è fatto. L’obiettivo, dunque, è stanare coloro che contro ogni principio di legalità si appropriano di diritti inviolabili.

Questo modo di riservare aree di sosta per particolari interessi non trova riscontro nel Codice della Strada, a conferma di questo abuso si allega la circolare n° 1525 del Ministero dei Lavori Pubblici, che chiarisce senza ombra di dubbio questa tesi, la circolare è stata portata alla conoscenza del Comandante Guarino già in occasione dei permessi di sosta riservati al Sindaco e tulla la giunta.
Circolare Ministero dei lavori pubblici 28/9/1981 n. 1525
Spazi riservati alla sosta di veicoli per motivi di pubblico interesse

Come è noto, l’art. 4 del T.U. n. 393 del 15.6.1959 comma 1°, lett. b) consente al Sindaco di “riservare appositi spazi alla sosta di determinati veicoli quando ciò sia necessario per motivi di pubblico interesse”.
L’art. 59 del Regolamento di esecuzione del citato T.U. precisa che possono essere previste “eccezioni al divieto di sosta generale solo per le seguenti categorie di veicoli: veicoli delle forze armate, polizia, vigili del fuoco, servizi di soccorso, limitatamente però alle aree antistanti le rispettive sedi e per la estensione strettamente indispensabile”.
La Corte di Cassazione ha osservato che, in linea di diritto, il Sindaco ha la facoltà di concedere eccezioni al divieto di sosta anche ad altre categorie di veicoli che non rientrino nelle 4 fattispecie indicate dal citato art. 59.
Ma per giustificare queste concessioni di carattere eccezionale è necessaria la coesistenza delle seguenti condizioni:
- Carattere preminente di interesse pubblico dell’ordinanza, che configuri il chiaro soddisfacimento di un pubblico interesse, che deve trovare corrispondenza in una situazione obiettiva. In altri termini, si deve trattare di un interesse collettivo riferibile ad un bisogno effettivamente sentito dalla collettività, ritenuto con ciò escluso ogni caso di sosta per la privata utilità o comodità delle persone od impiegati e funzionari locali e non per l’immediato e diretto esercizio delle attività di pubblico interesse, cioè del “pubblico” che accede agli uffici.
- Esistenza di una correlazione logica fra il fine da perseguire ed il provvedimento adottato.
Sembra particolarmente importate osservare, inoltre, che l’”interesse pubblico” che può giustificare la riserva di spazi di sosta particolari si contrappone generalmente con altri più vasti interessi pubblici, quali quelli della generalità dei conducenti di disporre del maggiore spazio possibile per la sosta dei propri veicoli.
Sarà pertanto necessario contemperare in ogni caso questi interessi generali.
Dovrà infine ritenersi illegittimo un provvedimento allorché l’estensione dello spazio riservato sia palesemente esorbitante rispetto alla riconosciuta esigenza pubblica ed alla natura di essa, e non sia invece limitato alla misura strettamente indispensabile contenuta nei limiti più severi.
A titolo indicativo, può riuscire utile esemplificare alcuni casi in cui la Magistratura competente ha ritenuto non giustificata la concessione di spazi riservati di sosta:

veicoli di una Banca;
veicoli di servizio della Corte Costituzionale;
autovetture da noleggio;
spazi dinanzi agli alberghi;
ecc., in quanto dette concessioni favorivano interessi “particolari”.
Si osserva, infine, che i permessi concessi non esonerano i beneficiari dalla osservanza degli obblighi imposti direttamente dalla legge in materia di sosta e precisati dall’art. 115 del vigente C.d.S..
In conclusione, tutti i funzionari ed impiegati senza distinzione di grado, di Enti ed Uffici pubblici in genere, dovranno usufruire per le proprie autovetture private degli spazi pubblici di sosta collettivi, aperti a tutti indistintamente gli utenti della strada.
Nel caso in cui gli enti ed Uffici in parola dispongano di aree private, sarà allora ottima norma attrezzarle a parcheggio riservato ai propri veicoli, o a beneficio dei “visitatori” che hanno interesse a recarsi presso tali Uffici per il disbrigo di pratiche.
Si prega di uniformarsi a quanto sopra anche per evitare giustificate doglianze o rimostranze da parte della pubblica opinione.

Purtroppo il Comitato Strisce Blu è costretto a denunciare nuovamente questo abuso che l’amministrazione sta compiendo a danno dei cittadini, consegnando un nuovo esposto alla Procura di S.M. Capua Vetere.

La giustizia italiana per quanto lenta farà il suo corso punendo questi illeciti comportamenti, ma la domanda che molti dsi pongono è: perchè l’amministrazione si sta rendendo ridicola agli occhi dei cittadini infrangendo ogni giorno il Codice della Strada?

set 21

Aversa: stalli di sosta riservati al negozio EXPERT, l’amministrazione continua ad infrangere la legge, pronte nuove denunce.

Aversa 21/09/2010

Giuseppe Oliva

Strisce blu, bianche o riservate speciali che siano questa amministrazione sta collezionando una raccolta di denunce che ha pochi uguali in Italia.

La notizia di stamattina farà scattare una nuova denuncia alla Procura delle Repubblica, denuncia che va a sommarsi alle tante già presentate in questi 12 mesi, riportiamo per intero l’articolo apparso su Pupia:

AVERSA. Gli stalli di sosta, che siano più o meno gratuiti, continuano ad essere fonte inesauribile di malcontento tra i cittadini aversani, tanto che gli stessi segnalano situazioni non proprio chiare.
Una di queste si riferisce alla zona antistante il negozio Expert, su viale Kennedy, dove è possibile notare stalli di sosta gialli con la scritta “riservato ad Expert”. Non sono stalli di sosta destinati al carico e scarico merce, che comunque hanno una loro determinazione ben precisa. È facile immaginare che a qualcuno, obbligato a pagare 1.50 euro all’ora per parcheggiare la propria auto, dia non poco fastidio vedere sotto casa dei posti riservati alle esigenze di un negozio.
“Mi sono riservato di acquisire gli atti relativi al caso – ha dichiarato Stefano Guarino, comandante dei Vigili Urbani – ma sembra, ad una prima analisi, che il permesso sia regolare”.
Guarino poi aggiunge: “Stiamo comunque effettuando una serie di controlli mirati, non solo per definire casi analoghi a quello di Expert, ma anche per la prevenzione dei ‘furbi’ che utilizzano in maniera impropria le autorizzazioni per gli invalidi. Dai controlli effettuati su cento pass del 2009, sono stati 8 i trasgressori che possedevano ancora permessi rilasciati a persone decedute. In questi giorni stanno partendo le intimazioni alla restituzione immediata del documento uni personale”.
In città sono meno di mille i possessori dei permessi per disabili, che devono essere rinnovati ogni 5 anni, e se si considera che sono appunto cento quelli che vengono rinnovati annualmente il conto è fatto. L’obiettivo, dunque, è stanare coloro che contro ogni principio di legalità si appropriano di diritti inviolabili.

Questo modo di riservare aree di sosta per particolari interessi non trova riscontro nel Codice della Strada, a conferma di questo abuso si allega la circolare n° 1525 del Ministero dei Lavori Pubblici, che chiarisce senza ombra di dubbio questa tesi, la circolare è stata portata alla conoscenza del Comandante Guarino già in occasione dei permessi di sosta riservati al Sindaco e tulla la giunta.
Circolare Ministero dei lavori pubblici 28/9/1981 n. 1525
Spazi riservati alla sosta di veicoli per motivi di pubblico interesse

Come è noto, l’art. 4 del T.U. n. 393 del 15.6.1959 comma 1°, lett. b) consente al Sindaco di “riservare appositi spazi alla sosta di determinati veicoli quando ciò sia necessario per motivi di pubblico interesse”.
L’art. 59 del Regolamento di esecuzione del citato T.U. precisa che possono essere previste “eccezioni al divieto di sosta generale solo per le seguenti categorie di veicoli: veicoli delle forze armate, polizia, vigili del fuoco, servizi di soccorso, limitatamente però alle aree antistanti le rispettive sedi e per la estensione strettamente indispensabile”.
La Corte di Cassazione ha osservato che, in linea di diritto, il Sindaco ha la facoltà di concedere eccezioni al divieto di sosta anche ad altre categorie di veicoli che non rientrino nelle 4 fattispecie indicate dal citato art. 59.
Ma per giustificare queste concessioni di carattere eccezionale è necessaria la coesistenza delle seguenti condizioni:
- Carattere preminente di interesse pubblico dell’ordinanza, che configuri il chiaro soddisfacimento di un pubblico interesse, che deve trovare corrispondenza in una situazione obiettiva. In altri termini, si deve trattare di un interesse collettivo riferibile ad un bisogno effettivamente sentito dalla collettività, ritenuto con ciò escluso ogni caso di sosta per la privata utilità o comodità delle persone od impiegati e funzionari locali e non per l’immediato e diretto esercizio delle attività di pubblico interesse, cioè del “pubblico” che accede agli uffici.
- Esistenza di una correlazione logica fra il fine da perseguire ed il provvedimento adottato.
Sembra particolarmente importate osservare, inoltre, che l’”interesse pubblico” che può giustificare la riserva di spazi di sosta particolari si contrappone generalmente con altri più vasti interessi pubblici, quali quelli della generalità dei conducenti di disporre del maggiore spazio possibile per la sosta dei propri veicoli.
Sarà pertanto necessario contemperare in ogni caso questi interessi generali.
Dovrà infine ritenersi illegittimo un provvedimento allorché l’estensione dello spazio riservato sia palesemente esorbitante rispetto alla riconosciuta esigenza pubblica ed alla natura di essa, e non sia invece limitato alla misura strettamente indispensabile contenuta nei limiti più severi.
A titolo indicativo, può riuscire utile esemplificare alcuni casi in cui la Magistratura competente ha ritenuto non giustificata la concessione di spazi riservati di sosta:

veicoli di una Banca;
veicoli di servizio della Corte Costituzionale;
autovetture da noleggio;
spazi dinanzi agli alberghi;
ecc., in quanto dette concessioni favorivano interessi “particolari”.
Si osserva, infine, che i permessi concessi non esonerano i beneficiari dalla osservanza degli obblighi imposti direttamente dalla legge in materia di sosta e precisati dall’art. 115 del vigente C.d.S..
In conclusione, tutti i funzionari ed impiegati senza distinzione di grado, di Enti ed Uffici pubblici in genere, dovranno usufruire per le proprie autovetture private degli spazi pubblici di sosta collettivi, aperti a tutti indistintamente gli utenti della strada.
Nel caso in cui gli enti ed Uffici in parola dispongano di aree private, sarà allora ottima norma attrezzarle a parcheggio riservato ai propri veicoli, o a beneficio dei “visitatori” che hanno interesse a recarsi presso tali Uffici per il disbrigo di pratiche.
Si prega di uniformarsi a quanto sopra anche per evitare giustificate doglianze o rimostranze da parte della pubblica opinione.

Purtroppo il Comitato Strisce Blu è costretto a denunciare nuovamente questo abuso che l’amministrazione sta compiendo a danno dei cittadini, consegnando un nuovo esposto alla Procura di S.M. Capua Vetere.

La giustizia italiana per quanto lenta farà il suo corso punendo questi illeciti comportamenti, ma la domanda che molti dsi pongono è: perchè l’amministrazione si sta rendendo ridicola agli occhi dei cittadini infrangendo ogni giorno il Codice della Strada?

set 19

Aversa: ennesima correzione degli stalli di sosta gratuiti dopo le denunce del Comitato Strisce Blu.

Aversa 19/09/2010

Il Codice della Strada detta chiare regole sulla costruzione di strade e segnaletica, ma ad Aversa il Comandante dei caschi bianchi dimostra poca attenzione alle più basilari regole di sicurezza.

L’anno scorso il comitato Strisce Blu ha denunciato alla Procura della Repubblica le irregolarità commesse dall’amministrazione nella realizzazione delle nuove strisce blu.

Quest’anno l’amministrazione Ciaramella nel tentativo di far cessare le polemiche che ormai sono diventate un caso nazionale, interessando perfino striscia la notizia, ha tracciato moltissime strisce bianche, ma essendo coerenti hanno sbagliato anche queste.

I video denuncia che abbiamo girato mostrano i nuovi stalli di sosta realizzati dove fino a pochi giorni prima vi era il divieto di sosta, creando in alcuni punti situazioni di pericolo per l’evidente restringimento della carreggiata, ma la chicca è sicuramente la striscia bianche che delimita la sosta gratuita dipinta davanti a tutte le fermate dei bus sia in viale Europa che in via Vito di Jasi, il Codice della Strada prescrive il divieto di sosta a meno di 15 metri dalla fermata stessa.

Warning: video ID not specified!

Sicuramente il dirigente responsabile di questa iniziativa ha dimostrato per l’ennesima volta tutta la sua impreparazione, soprattutto perchè dopo il nostro servizio ha provveduto ad effettuare l’ennesima correzione trasformando le strisce bianche davanti le fermate in strisce gialle come è giusto che sia, confermando l’errore commesso.

Il Comitato Strisce Blu denuncerà alle autorità competenti il comportamento dei dirigenti che si stanno dimostrando incompetenti in materia di sicurezza stradale e conoscenza del Codice della Strada, inoltre gli stessi saranno corresponsabili di tutti gli incidenti con danni a cose e persone che si dovessero verificare dopo il tracciamento di stalli di sosta non conformi.