mar 08

Aversa: l’amministrazione elimina gli stalli riservati alle moto per favorire l’ingresso in un parcheggio privato.

Aversa 08/03/2011

L’amministrazione comunale sta eliminando 4 stalli per le moto nei pressi di un parcheggio privato in via Diaz di proprietà di un consigliere comunale.

Gli operai interrogati sul perchè si stava realizzando un marciapiede al posto degli stalli per le moto, hanno candidamente risposto, “che li si parcheggiavano sempre le auto intralciando l’ingresso al parcheggio”.

La risposta lascia alquanto sconcertati, visto che tocca ai vigili far rispettare l’occupazione abusiva degli stalli riservati, l’eliminazione di questi posti portetà di nuovo i motorini diretti alla vicina banca a sostare sul marciapiede.


Ma forse la vertà è un’altra, a ben guardare i responsabili del parcheggio privato piazzavano un cartello pubblicitario proprio il prossimità degli stalli per le moto, andando quasi ad ostruire l’ingresso al parcheggio stesso, la realizzazione di questa penisola, permetterà al proprietatio del parcheggio di piazzare il cartello pubblicitario direttamente sulla penisola, senza togliere spazio alle auto che devono fare manovra.

Ecco un’altro esempio di mezzi e soldi dei contribuenti messi al servizio di società private.

Vorremo inoltre capire se questo parcheggio privato paga il passo carrabile e il costo del relativo attraversamento, visto che le auto per entrare ed uscire dal parcheggio transitano a migliaia su di un tratto di marciapiede che è comunale, con la rottura continua del rivestimento.

Altra cosa da chiarire è il tipo di autorizzazione che ha ricevuto il parcheggio interrato, in effetti il D.M. 1° del febraio 1986 indica chiaramente le norme di sicurezza da seguire per la costruzione di parcheggi interrati, in questa norma si legge che per autorimesse fino a 40 veicoli è consentito avere una sola rampa di accesso, purchè la stessa sia regolamentata da apposito semaforo, inoltre il transito dei pedoni non deve avvenire sulla stessa rampa delle auto.

Inoltre l’inclinazione non deve essere essere superiore al 20%, il pavimento deve essere del tipo antiscivolo, insomma tutto quanto è necessario per rendere sicuro il transito sia ai pedoni che alle auto.

Con questa operazione l’amministrazione dimostra ancora una volta di perseguire il benessere di società private, infatti con la realizzazione di questa penisola che di fatto elimina 4 stalli per le moto, si va a rendere più agevole le manovre di chi deve accere al parcheggio privato.

Giuseppe Oliva

mar 07

Aversa: vigili sorpresi a fare la manutenzione alla segnaletica dei parcheggi a pagamento, ma non tocca alla società di gestione?

Aversa 07/03/2011

 

 

I vigili urbani di Aversa in data odierna sono stati sorpresi a sistemare i pannelli della sosta a pagamento, poichè nella notte alcuni vandali li hanno ruotati,  mentre da contratto a pagina 10 si legge che l’installazione e la manutenzione tocca alla società privata di gestione.

Alla nostra domanda sul perchè se ne stavano occupando loro, ci è stato risposto che è di competenza dell’ufficio della segnaletica stradale, ma quando abbiamo insistito che il contratto dice il contrario hanno evitato di rispondere dileguandosi in tutta fretta.

Già in precedenza il Comitato Strisce Blu ha denunciato un’episodio simile, quando fu avvistato il furgone della manutenzione della segnaletica stradale del Comune realizzare gli stalli dei diversamente abili all’interno degli stalli blu, questo nonostante il contratto prevedesse la realizzazione a spese della società di gestione.

Sicuramente ci deve essere un legame tra la società privata e l’amministrazione, non si spiega in altro modo l’utilizzo di personale pagato dai contribuenti per andare in soccorso ad una società privata.

Ancor più grave è l’utilizzo di personale della polizia municipale per effettuare il servizio di scorta armata, quando la società privata va a ritirare gli incassi dai parcometri.

Tutti questi episodi si configurano come un danno erariale che si sta consumando ai danni dei cittadini.
Il Sindaco  Ciaramella è stato prontamente informato su questo ed altri illeciti, ma ha sempre rifiutato di confrontarsi per fornire delle spiegazioni su questi comportamenti.

Giuseppe Oliva

mar 02

Strisce blu irregolari quando sono dipinte sulla carreggiata, le Iene confermano le irregolarità con l’aiuto di un G.d.P.

Aversa 02.03.2011

Le Iene dopo il servizio della settimana scorsa, sono state accusate di una cattiva interpretazione del Codice della Strada.

Ma sappiamo molto bene che le Iene non mollano e stasera ci hanno dato la dimostrazione di saperci fare, approfondendo l’argomento con dettagli normativi che farebbero vincere qualsiasi ricorso proposto per le strisce blu dipinte sulla carreggiata.

Nel servizio si sono avvalsi anche della consulenza di un G.d.P., che ha confermato che i parcheggi dipinti sulla carreggiata sono nella maggior parte dei casi irregolari e il ricorso sarebbe sicuramente accettato.
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Il problema vero è che lo stato ci ha tolto il diritto alla difesa, imponendo un versamento di 38 euro per ogni ricorso che si vuole presentare, l’alternativa è presentare il ricorso attraverso il Prefetto, soluzione per ora gratuita ma che in caso di rigetto la multa si raddoppia.

Insomma il problema vero è il governo che non difende più i diritti dei cittadini, dandogli prima le armi sotto forma di leggi e diritti, ma succesivamente gli impedisce di usarli.

Ad appoggiare le amministrazioni che commetono questi illeciti che sfiorano la truffa, ci sono anche le Procure, che nonostante le decine e forse centinaia di esposti fatti non procedono con le indagini.

Anche i Sindaci hanno la loro dose di responsabilità, ed è proprio vero che il vile denaro fa venire la vista ai ciechi, infatti i Sindaci sono informati di tutte le irregolarità, ma per non far mancare il flusso economico che deriva dalla sosta a pagamento non prendono nessun provvedimento.

Ad Aversa il Sindaco Ciaramella è stato informato dal Comitato che l’intero piano parcheggi fonda su una falsa attestazione di rilevanza urbanistica fatta nel 2007 dal comandante della polizia municipale Stefano Guarino, ma nonostante tutto si è rifiutato non solo di prendere un provvedimento, ma anche di riceverci per rispondere ad alcune domande sul piano parcheggi.

Il Sindaco Ciaramella ha anche la delega ai parcheggi, quindi una parte di responsabilità è anche la sua, ma la cosa più grave è che il Sindaco è stato votato dai cittadini ed sua la responsabilità se un dirigente del comune produce atti falsi per far arricchire indebitamente sia una società privata che l’amministrazione comunale.

Il servizio delle Iene è andato ancor più a fondo sul problema delle strisce blu, mettendo a nudo forse l’unico volere delle amministrazioni, che è quello di introitare soldi tramite l’affitto delle aree oltre che dalle multe.

Ma gli introiti dei parcheggi a pagamento devono essere investivi solo per la costruzione di nuovi parcheggi, mentre quelli delle sanzioni al C.d.S., al miglioramento della viabilità.

Sarebbe interessante se le Iene facessero anche un’inchiesta su questo scottante argomento, visto che negli ultimi 10 anni nessun comune pare abbia mai realizzato un parcheggio.

La Corte dei Conti del Lazio con la sentenza 3008 del 2005, ha condannato i responsabili dei parcheggi a pagamento di Roma negli anni 1997/1998/1999 al pagamento di circa 4.800.000,00 per procurado danno erariale.

Purtroppo la giustizia dorme su problemi che minano ogni giorno l’economia delle città a vantaggio dei centri commerciali.

Il Comitato Strisce Blu continuarà con forza a denunciare le strisce blu irregolari e invita tutti i cittadini che cadono vittime delle multe irregolari, a proporre ricorso al Prefetto.

Se ricorriamo tutti al Prefetto possiamo seriamente mettere in crisi il sistema.

Proviamo a fare 2 calcoli, se nei 30.000 posti di Napoli che ruotano per 8 volte al giorno nessuno paga nulla, il comando di polizia municipale dovrebbe emettere circa 240.000 verbali al giorno che per 30 giorni diventano 7.200.000 verbali in un mese.

Innanzittutto sarebbe difficile poter gestire in tempo utile la notifica di tutti questi verbali, secondo il Preretto verrebbe sommerso dai ricorsi che non ppotrebbe gestire in tempo utile.

Assodato che la politica dorme su questi temi così importanti, tocca a noi cittadini ribellarci a questo sistema creato solo per spremere i cittadini.

Giuseppe Oliva

mar 01

Strisce blu irregolari quando restringono la carreggiata, la conferma arriva dal Ministero.

Aversa 01/03/2011

Le strisce blu sono irregolari quando dipinte sulla carreggiata è scritto nel C.d.S. all’art. 7 comma 6, ma a conferma della loro irregolarità c’è anche un recente parere del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il Decreto Ministeriale dice:
“Con Decreto Ministeriale 25 del 26.1.2011 a seguito di un ricorso sulla regolarità della sosta a pagamento in strisce blù, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha stabilito che la deliberazione numero 70 del 15.04.2010 della Giunta comunale di Sava nella parte in cui si estende il servizio di gestione delle aree di sosta a pagamento in tutta la Via San Cosimo è in contrasto con quanto disposto dall’art.157 comma 4 del Codice della Strada, ha ritenuto inoltre che: “La soluzione adottata dal Comune di Sava non è idonea a tutelare la sicurezza veicolare e pedonale per la ristretta sezione della strada in questione. ”

In effetti il Ministero da chiare indicazioni sulle norme costruttive delle strade, ma nel 90% dei casi i comuni pur di fare cassa, infrangono decine di leggi, mettendo in pericolo anche l’incolumità pubblica.

Ad Aversa l’applicazione di questo Decreto farebbe sparire le strisce blu da molte strade, una su tutte via E. Corcioni, dove la sosta da entrambi i lati della carreggiata rende pericolosa la circolazione, poichè lo spazio a disposizione è molto esiguo.

Inoltre i residenti di via E. Corcioni hanno gli stalli talmente vicini alle proprie abitazioni, che non riescono ad avere una buona visuale per manovrare in sicurezza quando devono entrare o uscire dalle proprie abitazioni.

Purtroppo il Sindaco continua ad ignorare il problema, affermando che gli bastano le dichiarazioni che il comandante Guarino gli fa per iscritto.

Come se il comandante avesse il potere i ignorare le direttive del Ministero delle Infrastrutture, ma non ci meravigliamo più di nulla, visto che il comandante Guarino ha prodotto una falsa attestazione di rilevanza urbanistica per non realizzare gli stalli di sosta gratuiti obblilgatori.

Il Sindaco Ciaramella è stato informato dal C.S.B. che tutto il piano parcheggi si basa su una falsa attestazione di rilevanza urbanistica della città, ma il suo rifiuto nel prendere un provvedimento in merito ci lascia perplessi.

I rcittadini hanno votato il Sindaco e non i suoi dirigenti, se questi commettono atti così gravi da ledere i diritti dei cittadini è un suo obbligno prendere provvedimenti.

Noi continueremo a fare informazione sugli illeciti commessi da questa amministrazione per realizzare il piano parcheggi, facendo i nomi e i cognomi di chi ha sfruttato la sosta a pagamento per i propri personali interessi, ricordiamoci di questi personaggi alle prossime elezioni.

Giuseppe Oliva

feb 27

Esposto in procura per il comune di San Giovanni Rotondo……. Migliaia di Fedeli di Padre PIO truffati dalle strisce blu….

Con quello di San Giovanni Rotondo, sono ben 13 gli esposti presentati presso le tre procure di Lecce, Brindisi e Foggia dal Comitato Strisce Blu, per illeciti che vanno dalle strisce blu sulla carreggiata alle ben più gravi percentuali che le aziende, che gestiscono i parcheggi, ricevono sulle multe.

A conferma degli illeciti facciamo leggere a tutti l’ultimo parere (n. 674 ) del Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti, datato 8 febbraio 2011

“Il comune può concedere in concessione un’area da adibire a parcheggio a pagamento contribuendo con i proventi delle infrazioni al miglioramento delle infrastrutture. Ma non potrà ammettere il pagamento degli stipendi dei controllori della sosta privati traendo i fondi direttamente dalle loro multe. Lo ha evidenziato il ministero dei trasporti con il parere n. 674 dell’8 febbraio 2011. Un sindaco ha pensato di concedere a privati un’area da adibire a parcheggio a pagamento ammettendo un ristoro economico a favore del concessionario tramite i proventi delle multe accertate dagli ausiliari della sosta. L’articolo 17, comma 132, legge 127/97 istituisce gli ausiliari della polizia municipale e stabilisce che i comuni possono conferire funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta a dipendenti comunali o delle società di gestione dei parcheggi, limitatamente alle aree oggetto di concessione. In pratica al personale dipendente dalle società di gestione dei parcheggi può essere riconosciuto un ambito circoscritto di competenza riconducibile all’accertamento delle violazioni in materia di sosta vietata commesse nelle aree che con apposita delibera sono state specificamente destinate al parcheggio a pagamento. Per valutare la regolarità formale di questo progetto l’ufficio del gabinetto del sindaco ha quindi richiesto chiarimenti al Ministero dei trasporti in particolare sul corretto impiego dei proventi delle multe accertate dai parcheggiatori privati. Secondo l’organo centrale «appare alquanto inusuale condizionare il corrispettivo economico della società appaltante alla realizzazione di un evento, ovvero alla eventuale attività di accertamento da parte degli organi accertatori». In pratica il pagamento a percentuale sulle multe accertate sugli spazi a pagamento sembra essere una modalità sconsigliata. Mentre il ministero però non solleva particolari obiezioni circa l’impiego di questi proventi per la realizzazione e il miglioramento delle infrastrutture di servizio al parcheggio come scale mobili, video controllo dell’area ecc., a parere del Mit non appare giustificato ed opportuno utilizzare questi importi «a copertura del personale impiegato per tale servizio, in quanto tale procedura potrebbe causare una impropria relazione diretta tra la produzione dell’attività sanzionatoria e il costo del medesimo personale».”

Responsabile della Puglia del

Comitato Strisce Blu

Roberto Spennato

feb 27

Strisce blu ad Aversa: eliminazione del pagamento nei festivi, una nuova presa in giro.

Aversa 27/02/2011

L’amministrazione comunale di Aversa ci ha messo un anno per decidere come eliminare la sosta a pagamento di domenica e nei festivi senza far perdere troppi soldi alla società privata di gestione.

Alla fine il 12 gennaio ha dato l’annuncio che solo le zone centrali sarebbero rimaste a pagamento per scoraggiare l’uso dell’auto, mentre tutto il resto sarebbe stato gratuito.

Fin quì tutte parole meritevoli di lode, ma andando a ben guardare abbiamo scoperto che il Sindaco e la sua giunta hanno un concetto di centro città un pò distorto.

Infatti la zona antistante il cimitero di Aversa è rimasta a pagamento sia di domenica che nei festivi, per chi non lo sapesse il cimitero si trova ai confini con Cesa, ed è sicuramente lontano dal centro città.

Inoltre dalle mappe catastali solo una piccola porzione dello spazio antistante l’ingresso può essere destinata a parcheggio, ed è indicata nelle mappe con la lettera (P), mentre il comune ha trasformato l’intera area a pagamento.

Ma le altre anomalie che sfiorano la truffa sono, l’aver lasciato le strisce blu sul marciapiede di fronte al cimitero, pur avendo da molto tempo eliminato il pagamento, traendo in inganno chi parcheggia che vedendo le strisce blu paga la relativa tariffa.

Parcheggio che dovrebbe essere frazionabile come prescrive il cartello, ma sempre nel medesimo cartello si legge tariffa non frazionabile.

Insomma un bel casino che come sempre lede i diritti dei cittadini, costretti a pagare anche per pregare un defunto.

Ovviamente l’eliminazione del pagamento di domenica porterà come conseguenza la realizzazione di altre 300 strisce blu fuori alla nuova fiera settimanale, insomma come la metti metti l’amministrazione ci sta andando a quel posto.

Le denunce fatte dal Comitato stanno riempendo le scrivanie dei magistrati, ma questi invece di prendere provvedimenti seri che mettano fine a questa truffa, vi si addormantano sopra, forse nella speranza che vada a finire tutto nel dimenticatoio.

Ebbene a questi magistrati un pò distratti vogliamo ricordare che il Comitato Strisce Blu non si fermerà nel denunciare con forza gli illeciti, mentre ai Sindaci che hanno sfruttato la sosta a pagamento al solo scopo di far arricchire le società private oltre che le casse comunale con tante illegali multe, che prima o poi il vostro mandato finirà e sicuramente non sarà ricordato per aver risolti i problemi della mobilità urbana.

Giuseppe Oliva

feb 24

Le strisce blu sulla carreggiata sono illegali, anche Milano finisce nel mirino delle Iene.

Aversa 23/01/2011

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Le strisce blu sulla carreggiata sono illegali perchè violano l’art. 7 comma 6 del C.d.S., a conferma c’è un’infinita serie di sentenze anche di Cassazione che danno ragione agli automobilisti che propongono ricorso.

Inoltre il Comitato Strisce Blu ha chiesto lumi anche direttamente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ricevendo anche in questo caso conferma che le strisce blu non si possono dipingere sulla carreggiata.

Ma allora perchè i Sindaci permettono ai dirigenti di realizzare il 90% delle strisce blu sulla carreggiata?

Cosa ci guadagna l’amministrazione?

Semplice, più sono illegali le strisce blu, più multe vengono elevate, più il Comune incamera denaro, oltre a far guadagnare società private di parcheggio, che in molti casi ricevono anche una percentuale sui verbali.

Ma a remare contro i diritti dei cittadini è anche il governo, che con l’introduzione del bollo unificato da 33 euro, ha ucciso definitivamente ogni diritto alla difesa dei cittadini.

Insomma tutto il sistema è marcio e puzza di truffa ai danni dei cittadini.

Il C.S.B. dopo aver tentato invano di dialogare con i Sindaci e i dirigenti, ha inviato le denunce di quanto stava accadendo alle Procura della Repubblica, purtroppo le Procure sono inquinate, piene di amici e amichetti dei politici che amministrano le nostre città, questo modo molto personale di gestire la giustizia ha fatto arenane tutte le denunce.

Ad Aversa il Sindaco Ciaramella ha persino permesso al comandante della polizia municipale di produrre un falso documento attestante la rilevanza urbanistica della città, attestato che ha permesso all’amministrazione di realizzare solo stalli a pagamento in violazione non solo del Codice della Strada, ma anche della sentenza di cassazione 116/2007.

Purtroppo ad ogni nostra richiesta il Sindaco ha sempre risposto in maniera evasiva, rimandando sempre la responsabilità di eventuali errori ai suoi dirigenti.

Ma i cittadini hanno eletto il Sindaco non i dirigenti, se questi ultimi sono degli incompetenti è suo dovere rimuoverli.

Il primo dovere del Sindaco è quello di difendere i cittadini e i loro diritti, mentre fino ad ora è avvenuto tutto il contrario, inoltre in Sindaco ha la delega ai parcheggi e non può non sapere dove vanno realizzati gli stalli a pagamento.

Il Sindaco ha spesso accusato il Comitato Strisce Blu di fare un gran baccano solo ad Aversa, asserendo che le strisce blu sono fatte così in tutt’Italia, speriamo che stasera abbia visto il programma delle Iene, che a Milano ha messo in luce le stesse irregolarità presenti ad Aversa.

Speriamo che anche qualche magistrato abbia visto il programma, e passandosi la mano per la coscienza faccia finalmente trionfare quella giustizia che fino ad ora ha sempre dimostrato di pendere più per gli amici politici che per i cittadini.

Il Comitato Strisce Blu non mollerà la presa, il nostro impegno è totale perchè siamo convinti che alla fine la giustizia trionferà.

Giuseppe Oliva

feb 16

Aversa: falsi documenti per istituire la sosta a pagamento, la denuncia del Comitato Strisce Blu dalle telecamere di TELECLUBITALIA.

Aversa 16/02/2011

Il Comitato Strisce Blu porta la protesta contro le strisce blu in TV grazie alla rete televisiva locale TELECLUBITALIA.

Il Comitato combatte da 5 anni le amministrazioni che istituiscono la sosta a pagamento come metodo di finanziamento, arrivando addirittura a far sparire dal bilancio gli introiti derivanti da questa attività, introiti che vanno investiti unicamente per la costruzione di nuovi parcheggi, mentre nel 90% dei casi prendono altre strade.
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Molti ci chiedono se sia il caso di riscrivere la legge, a questa domanda rispondiamo di no, visto che la legge c’è, va solo applicata nella maniera corretta.

Non bisogna essere degli esperti per capire che c’è qualcosa che non va nell’attuale modo di istituire le strisce blu.

Il Codice della Strada all’art. 7 comma 6 indica chiaramente l’ubicazione delle strisce blu al di fuori della carreggiata, mentre nel 90% dei casi le strisce blu vengono dipinte proprio sulla carreggiata.

Già questo motivo basterebbe ad invalidare tutti i verbali.

Ma le amministrazioni come Aversa si sono spinti molto oltre, arrivando a falsificare i documenti che attestano la rilevanza urbanistica della città pur di non realizzare anche la sosta gratuita, documento prodotto dal comandante Guarino nel 2007, ben 2 anni prima della delilbeta di giunta.


Tutti questi reati sono stati denunciati alla Procura di S.M. Capua Vetere, ma nonostante la gravità dei fatti che hanno portato l’amministrazione ad incassare molti milioni di euro illecitamente, non viene preso nessun provvedimento.

Purtroppo la Procura di S.M. sembra essere frenata dalle amicizie politiche, amicizie talmente potenti da riuscire a frenare tutti i procedimenti.

E’ proprio vero che l’Italia è il paese delle banane, dove la giustizia ha sempre due velocità, quella dello stato si avvale di armi potenti come Equitalia, mentre i poveri cittadini per far valere i propri diritti devono pagarsi gli avvocati e i bolli, ma nonostante tutto c’è sempre l’ombra di qualche politico a coprire le truffe che i Comuni attuano quotidianamente con il sistema delle multe facili.

Multe elevate a decine di migliaia anche in zone non soggette alla sosta a pagamento, come è stato scoperto ad Aversa dall’avvocato A.R., che con somma meraviglia scopre che l’ordinanza sindacale n° 215 del 2001, indicata come presunta violazione, non prevede la sosta a pagamento in via Diaz.

L’avvocato ovviamente decide di far valere i suoi diritti proponendo ricorso per ben 15 verbali elevati fino al 2008 innanzi in Giudice di Pace, la vittoria ovviamente è totale, ed è lo stesso comandante della polizia municipale Stefano Guarino, che appoggia l’annullamento dei verbali innanzi il Giudice De Vingolis.

Questo errore ha portato nelle casse del Comune gli incassi di migliaia di multe elevate per 10 anni proprio in via Diaz.

I documenti in nostro possesso scottano, perchè provano la truffa che si sta consumando ai danni di ignari cittadini, ormai vessati dalla multa facile utilizzata dai comuni al solo scopo di battare cassa.

Multe che sono aumentate dopo l’introduzione del bollo di 33 euro a danno dei cittadini che vogliono difendere i propri diritti, questa tassa ha fatto desistere il 90% dei cittadini a proporre ricorso, visto che anche in caso di vittoria, recuperare le spese avvverso i comuni è impossibile.

La pollitica nazionale deve assolutamente prendere seri provvedimenti per bloccare questo meccanismo perverso che sta uccidendo il commercio e la vivibilità nelle città.

Giuseppe Oliva

feb 16

Aversa multine illegali, il Comitato Strisce Blu invita tutti ad una sigolare protesta, paghiamole con le monete da 1 centesimo.

Aversa 16/06/2011

Che le multine degli ausiliari fossero illegali è un fatto noto e visto che il comandante della polizia municipale non fa nulla per far rispettare il C.d.S., il Comitato Strisce Blu ha deciso per protesta di pagare una multina con 300 monetine da 1 centesimo.

Per fortuna non esiste un limite per pagare le sanzioni con le monete più piccole in circolazione.

La protesta è riuscita, negli uffici della SMART PROJECT non hanno neanche voluto contarle, ma l’importante è che l’esperimento ha funzionato.
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Invitiamo tutti i cittadini a fare lo stesso, sotterriamoli sotto una valanga di centesimi, perchè anche i centesimi valgono.

Giuseppe Oliva

feb 15

Aversa: il parcheggio a pagamento del parco Pozzi è di nuovo una discarica, a quando un servizio di ramazza giornaliero?

Aversa 17.02.2011

Nel parcheggio a pagamento del parco Pozzi è di nuovo emergenza rifiuti.

Eppure il 17/01/2011 dopo un nostro servizio, nel quale furono rinvenuti anche gatti morti all’interno del parcheggio a pagamento, l’amministrazione fece ripulire l’interno la zona.

Purtroppo dopo appena 30 giorni la zona è dinuovo ridotta ad una discarica, rifiuti di ogni genere sono sparsi lungo l’intero perimetro, insomma la ditta che dovrebbe effettuare il servizio di ramazza sembra non essere passata da queste parti da molto tempo.
Questo video girato oggi alle 13:30 mostra il pietoso stato nel quale versa il parcheggio:
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Il mese scorso dopo il sequestrato il parco Pozzi perchè pieno di rifiuti di ogni genere, il Sindaco Ciaramella tuonò contro i responsabili di quel gesto, a suo dire esagerato, affermando che sarebbe bastato avvisare l’amministrazione dello stato del parco per fari intervenire immediatamente gli uffici preposti.

Quindi prima di denunciare alle autorità competenti lo stato del parcheggio, chiediamo all’amministrazione un immediato intervento di pulizia, ma allo stesso tempo vogliamo segnalare l’assenza del servizio di ramazza, che a giudicade dalla mole di rifiuti accumulatosi in pochi giorni deve essere effettuato quotidianamente.

Inoltre i residenti degli appartamenti che affacciano sul parcheggio, ci hanno segnalato che nelle ore serali il parcheggio diviene un luogo nel quale appartarsi per compiere ogni gerene di attività sessuale, oltre ad essere trasformato in zona pic-nic da molti stranieri, con il conseguente abbandono di rifiuti, visto che dei cestini non ve ne è l’ombra.

Speriamo che questa sia l’ultima segnalazione di questo genere, in genere si dice che sbagliando si impara, ma forse questa regola non vale per i nostri politici.

Giuseppe Oliva

feb 13

Aversa: ricorsi gratis per le vittime di multe nelle strisce blu, compreso il bollo di 33 euro.

Aversa 13/02/2011

Stress da troppe multe?

Il Comitato Strisce Blu e l’avvocato Maurizio Gallicola del CODACONS di Caserta ti danno una mano.

Il Comitato Strisce Blu ha siglato un accordo con l’avvocato del CODACONS Maurizio Gallicola che prevede per tutti gli iscritti al CSB la possibilità di ricevere gratuitamente sia il supporto legale che quello economico per presentare il ricorso al Giudice di Pace.

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feb 08

Troppi ricorsi, la prefettura di Caserta va in crisi non aprendo neanche le raccomandate mentre i cittadini ricevono le cartelle esattoriali.

Aversa 08/02/2011

Qualcuno si è mai chiesto il ruolo del prefetto e della Prefettura?

Noi si, ebbene dovete sapere che la Prefettura rappresenta il governo centrale sul territorio, ma cosa succede quando questo organo non assolve le sue funzioni?

Succede che centinaia di migliaia di cittadini ricevono le cartelle esattoriali su ricorsi regolarmente inviati a questo organo, purtroppo da quando è stato istituito il bollo unificato per i ricorsi al G.d.P. gli automobilisti colpiti da multi ingiuste si sono rivolti al Prefetto.

la situazione grave è che non esiste la possibilità di contattare l’ufficio ricorsi della Pefettura, l’ufficio ricorsi che dovrebbe rispondere allo 0823429358 squilla continuamente ma senza nessuna risposta, l’unico contatto è stato con il centralino, che con molto garbo ci ha informato che l’ufficio ricorsi non riesce a smaltire le centinaia di migliaia di ricorsi che gli pervengono.

Questa situazione è inaccettabile in un paese civile che si definisce industrializzato, siamo nel 2011, ormai si comunica con la posta elettronica o la nuovissima PEC, ma i primi a non essere attrezzati sono proprio gli enti locali, costringendo i cittadini a spedire un ricorso con il vecchio metodo della posta raccomandata.

I risultati di questa cattiva organizazione purtroppo si riversano sempre sulle spalle dei cittadini, costretti ad estenuanti file presso la Prefettura per risolvere un problema creato dalla loro incompetenza e carenza di organico.

Il rischio è che migliaia di cittadini si vedranno recapitare una cartella esattoriale per ricorsi già vinti per decorrenza dei termini, il nostro consiglio è quello di informarvi presso gli uffici della polizia municipale che ha emesso il verbale, se hanno ricevuto le richieste di controdeduzioni dalla prefettura.

E’ mentre gli organi di stampa si occupano del bunga bunga del premier, l’Italia ogni giorno fa un passo indietro per qualità della vita e servizi offerti ai cittadini, lo standand Europeo è di gran lunga superiore al nostro.

Il Comitato Strisce Blu inviera una lettera di protesta al Prefetto e per conoscenza al Presidente Caldoro, questa è una situazione inaccettabile e a pagarne le conseguenze non possono essere sempre i cittadini.

Giuseppe Oliva

feb 07

Aversa: il Comitato Strisce Blu risponde con documenti alla mano alle accuse del Sindaco Ciaramella, sfidandolo in un pubblico dibattito.

Aversa 07/02/2011

Il Sindaco Ciaramella nella conferenza stampa tenuta il giorno dopo al sequestro del parco Pozzi, ha sfogato tutta la sua frustrazione per l’ennesimo fallimento del suo operato accusando e diffamando il Cominato Strisce Blu e il suo presidente Giuseppe Oliva.

Nella Conferenza stampa il Sindaco spazia dalle bugie alla diffamazione, con deviazioni anche nella violazione della privacy, il Presidente del Comitato non solo respinge con forza tutte le accuse, mostrando con un servizio video l’unica verità sulla vicenda, ma trascineremo tutti i responsabili degli illeciti commessi nei verbali e nel piano parcheggi in tribunale.

Questa lotta parte dal lontano 2006, anno nel quale decisi di capire fino a che punto l’amministrazione stava applicando le norme del C.d.S. in maniera corretta.

Feci molte scoperte, ma sicuramente la più importane era che il comune insieme alle strisce blu a pagamento avrebbe dovuto realizzare un congruo numero di stalli gratuiti.

Feci una regolare richiesta per ottenere quanto mi spettava di diritto, ricevendo risposta nel novembre 2007, la risposta recava la firma del comandante Guarino, lui stesso mi confermava il mio diritto, ma spegneva ogni mia speranza poichè mi comunicava che la città di Aversa era una zona di rilevanza urbanistica, quindi non soggetta a realizzare anche stalli di sosta gratuita.

Conservai quel documento perchè nutrivo alcuni dubbi su quanto mi veniva comunicato, con il tempo scoprii che una città diviene zona di rilevanza urbanistica solo dopo una delibera di giunta.

A questo punto il comandante Guarino ho era un vegente o quel documento era un falso, per dovere di cronaca la città di Aversa è divenuta zona di rilevanza urbanistica solo nel 2009 con la deliberta 157, quindi quel falso ducumento serviva solo per zittire le mie richieste.

Riportimo per intero la risposta del comandante Guarino:

Grazie a questa falsa attestazione, nello stesso anno il comune bandiva una nuova gara per la gestione dei parcheggi a pagamento, raddoppiando di fatto i posti a pagamento, senza lasciare speranze a chi si aspettava qual congruo numero di stalli gratuiti previsti dalla legge.

Ma gli illeciti non finiscono quì, infatti in assenza di sosta gratuita nelle immediate vicinanze di quella a pagamento, le multe sono nulle, lo ha stabilito la cassazione a sezioni unite con la sentenza 116/2007, quindi tutti i verbali elevati dal 2001 al 2009 sono carta straccia, anche se gli stessi sono stati iscritti a ruolo.

Questo ha portato l’amministrazione a fare indebiti profitti, oltre che procurare un danno erariale per tutte le cause che perde quando i cittadini si costituiscono in giudizio.

Già questi errori sono così madornali da far verognare chiunque, ma ad Aversa l’amministrazione si è superata, commettendo un errore ancora peggiore, l’errore è talmente grande che mina la stabilità economina del Comune stesso.

L’errore viene scoperto dall’avvocato A.R., che leggendo l’ordinanza sindacale indicata come presunta violazione della sosta a pagamento la 215 del 31/07/2001, scopre che molte strade della città non sono comprese in detta ordinanza ma sulle stesse vi si trovano comunque le strisce blu, quindi decide di proporre ricorso innanzi il G.d.P. per ben 15 verbali ricevuti in via Diaz.

Con somma sorpresa scopre che è lo stesso comandante Guarino a costituirsi in giudizio, dichiarando con una nota scritta, che i ricorsi vanno accolti in quanto via Diaz effettivamente non rientra nella sosta a pagamento.

Ecco la dichiarazione del comandante Guarino:

Ma il comandante nonostente avesse scoperto l’errore non applica nessuna correzione ai verbali emessi nei 2 anni successivi, continuando ad omettere dai verbali le ordinanze successive, questo fino a quando il presidente del Comitato Strisce Blu Giuseppe Oliva non decide di denunciare il comandante per abuso d’ufficio in relazione ai migliaia di verbali emessi con questo errore.

Inoltre questo documento da la possibilità a miglia di cittadini di chiedere il rimborso per tutti i verbali già pagati, con addebito delle spese legali al Comune.

In base a questo documento e alla sentenza 116/2007 della cassazione, il presidente del Comitato Strisce Blu fa una richiesta all’amministrazione di annullamento in autotutela di 16 verbali ricevuti a dicembre 2010 oltre ad un certo numero di cartelle esattoriali, poichè tutti i verbali erano elevati in zona non soggetto a pagamento compresa nell’ordinaza sindacale n° 215.

Ovviamente la richiesta  viene riggettata, perchè è difficile ammettere errori così gravi, errori che hanno portato nelle casse comunali molti milioni di euro in maniera illecita, inoltre espongono l’amministrazione a danni ancor più gravi in caso di cause risarcitorie.

L’amministrazione nonostante non abbia più armi per combattere, decide lo stesso di affrontare l’aula di un tribunale, con un giudizio che costerà non meno di 16.000 euro, per quei verbali dei quali ha rifiutato l’annullamento in autotutela.

Per quanto riguarda gli altri 86 verbali ricevuti dal presidente del Comitato, solo 39 solo ruoli esecutivi dei quali è stato peraltro chiesto un pagamento rateale, ovviamente verrà avviata anche una causa risarcitoria poichè gli stessi sono atti nulli, dei rimanenti ho tutti i ricorsi vinti per decorrenza dei termini da parte del prefetto di Caserta, il servizio video mostra chiaramente tutta la verità sui verbali errati.

Il Sindaco forse ignora che sono a conoscenza di tutti i verbali che ricevo, visto che le illegali multine che ricevo non le vado a pagare volontariamente.

Warning: video ID not specified!

Siamo sicuri che prima o poi la protezione della quale godono certi politici e dirigenti cesserà e a quel punto chi ha sbagliato, truffando i cittadini con migliaia di verbali nulli pagherà per gli errori commessi.

La velata minaccia di denuncia a danno del Presidente del Comitato Strisce Blu, ci può solo che far piacere, così ci sarà un nuovo magistrato al quale potremo mostrare tutti i documenti di cosa sta succedendo ad Aversa in relazione ai parcheggi a pagamento.

Il Comitato Strisce Blu chiede al Sindaco Ciaramella di confrontarsi in un pubblico dibattito, smettendola di accusare il Comitato di voler danneggiare la sua immagine, i documenti parlano da soli e i cittadini conoscono bene la verità.

Giuseppe Oliva

feb 04

Aversa: sosta nelle strisce bianche, ma l’ausiliare lo multa perchè senza grattino.

Aversa 14/02/2011 16:15

Il Comitato Strisce Blu denuncia con forza l’abuso che stanno facendo gli ausiliari del traffico, sono migliaia le multine che vengono elevate da questi pseudo vigili urbani, ma molte di queste si rivelano false.

Il caso di oggi dimostra come questi pseudi vigili urbani non si fanno scrupoli nell’emettere false multine.

Il sig. Rossano ha parcheggiato la sua vettura in via E. Corcini all’altezza del liceo Cirillo, in una delle poche strisce bianche presenti in zona, ma l’ausiliare del traffico ha eleveto una multina per mancato grattino.

Il sig. Rossano ha chiamato il comando di Polizia Municipale per chiedere un loro intervento, ma telefonicamente lo hanno accusato di aver spostato l’auto nelle strisce bianche dopo il verbale.
Warning: video ID not specified!

Insomma ci sono tutti i presupposti per una denuncia per falso ideologico a carico dell’ausiliare che ha compilato il falso verbale.

Questo non è un caso isolato, purtroppo le stesse forze dell’ordine addette alla vigilanza sulla corretta gestione della sosta a pagamento si rifiutano di intervenire in casi del genere.

Lo stesso Sindaco Ciaramella che ha tutta per se la delega ai parcheggi non fa nulla a difesa dei suoi cittadini, preferendo lasciare a piede libero decine di ausiliari pagati da una ditta priva, che ha come unico scopo il fare soldi.

Ma tanto in questo business ci guadagna anche il Comune, basti pensare che sono circa 9.000 le multe elevate per sosta nelle strisce blu, per un’importo di circa 400.000,00 euro l’anno che finiscono nelle casse dell’amministrazione.

Con queste cifre i cittadini sono solo dei limoni da spremere.

Giuseppe Oliva

gen 28

Aversa multine per la sosta: il Sindaco afferma “sono legali e previste dalla legge”, ma da quale legge non si sa.

Aversa 2/01/2011

Il Sindaco durante il consiglio comunale del 27/01/2011 protegge le multine che vengono elevate in caso di mancato pagamento o insufficiente pagamento della sosta.

Ma lo fa senza indicare un riferimento normativo.

Il Comitato Strisce Blu ha interrogato sia il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture che il sito www.viligeamico.it e le riposte sono state unanimi, chiarendo che dopo la multina non si può elevare un verbale in violazione del C.d.S., ma è la società di gestione che deve recuperare il mancato incasso.

Iniziamo a domandarci perchè se non paghiamo la sosta interviene il Comune facendoci una multa?

Come fa la società di gestione a recuperare i soldi che perde, visto che dopo la multina arriva il verbale che va nelle casse del Comune?

Questa è la trasparenza che l’amministrazione deve garantire ai cittadini.

Ma per maggiore chiarezza ci siamo affidati al Comandante di Polizia Municipale Antonino Aversa, che con i suoi 41 anni di onorato servizio è un sicuro punto di riferimento e non solo per noi.

La relazione che segue è chiara ed esaustiva, se il Sindaco vuole argomentare con il Codice della Strada alla mano, noi siamo pronti anche ad un confronto pubblico, in caso contrario attendiamo con fiducia la conclusione della magistratura.

“Punto1° -IL RAPPORTO INTERCORRENTE TRA L’ENTE PROPRIETARIO DELLA STRADA ED IL CONCESSIONARIO
La gestione dei parcheggi pubblici comunali è stata definita come un servizio a rilevanza industriale (Cons. Stato, sez. V, 15 aprile 2004, n.2155, in Foro Amm. CDS, 2004, 1123; Tar Campania Napoli, Sez. I, 30 aprile 2003, n.4203, in Foro amm. Tar, 2003, n.1332, 2015); questo servizio, pertanto, rientra nella disciplina di cui all’art.113, d.lgs. 18 agosto 2000, n.267 (T.U. delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali), il quale stabilisce, al comma 4, che gli Enti locali per la gestione stessa si possono anche avvalere di imprese idonee, da individuare mediante procedure ad evidenza pubblica.
Ai sensi del comma 5 del citato art.113, inoltre l’erogazione del servizio avviene mediante l’affidamento dello stesso a tutti quei soggetti che ne hanno titolo.
Le aree destinate al parcheggio sulle quali la sosta dei veicoli è subordinata al pagamento di una somma da riscuotere mediante dispositivi di controllo di durata della sosta sono determinate da un’ordinanza del Sindaco, previa deliberazione della Giunta (art.7, n.1, lett. f), d.lgs. 30 aprile 1992, n.285).
Anche le tariffe relative alla sosta regolamentata vengono determinate con ordinanza del Sindaco, previa deliberazione della Giunta (art.7, lett. f), codice della strada), in conformità ai criteri previsti dall’art.117, d.lgs. 18 agosto 2000, n.267).
Sempre secondo l’art.7, comma 7, d.lgs. n.285/1992 – in particolare -, i proventi dei parcheggi a pagamento spettano agli enti proprietari delle strade (nel caso che ci riguarda – il Comune -) e sono destinati all’installazione, costruzione e gestione di parcheggi in superficie, sopraelevati e sotterranei e al loro miglioramento; le somme eventualmente eccedenti sono destinate alla realizzazione di interventi dedicati al miglioramento della mobilità urbana.
In base al comma 11 dell’art.113, Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, i rapporti degli enti locali con le società di erogazione del servizio, si realizzano mediante contratti di servizio, che sono allegati ai capitolati di gara.
Prima di concludere, i contratti di servizio, tuttavia, il servizio stesso, nella sua forma giuridica, deve ovviamente essere concesso dall’ente proprietario delle strade attraverso gara ad evidenza pubblica.
Per fare chiarezza sulla qualificazione del rapporto avente ad oggetto la gestione dei parcheggi, infatti, è necessario richiamare la direttiva comunitaria n.18/2004 del 31 marzo 2004 in materie di procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi.
Riassumendo: il Comune può affidare, con una convenzione di carattere amministrativo, la gestione delle proprie strade, ed in particolare il servizio dei parcheggi pubblici, a dei concessionari, i quali, in base al contenuto della convenzione stipulata, possono limitarsi a controllare le soste e ad elevare le sanzioni; le tariffe relative alla sosta regolamentata vengono determinate in base al contenuto della convenzione stipulata dall’Amministrazione Comunale.

Punto 2° -IL RAPPORTO INTERCORRENTE TRA IL CONCESSIONARIO E L’UTENTE
A differenza di quanto avviene tra l’ente proprietario delle strade e la società concessionaria, il rapporto che si configura tra chi gestisce il suolo pubblico per la sosta dell’autoveicolo e l’utente, è attualmente considerato come un rapporto di diritto privato. La tariffa è attualmente definita dalla legge stessa come un corrispettivo del servizio pubblico (art.117 T.U., d.lgs.18 agosto 2000, n.267 ), commisurato ai tempi e ai luoghi della sosta in una particolare strada, e non come un tributo o una prestazione patrimoniale imposta. Nel caso di parcheggio incustodito, pertanto, non si riteneva configurabile un rapporto di tipo privatistico ed il pagamento di una tariffa era considerato come versamento di un corrispettivo senza causa. Dopo la introduzione del nuovo codice della strada, e con particolare riferimento al suo art.7, ed a seguito della privatizzazione dei pubblici servizi, la giurisprudenza (Cass. Civ. 24 luglio 1999, n.8027, in Corr. giur., 2000,183 ss.) è ormai pacificamente orientata a ritenere che la sosta dei veicoli in aree urbane rientri in un contratto di diritto privato fra Comune, o società di esso concessionaria, ed automobilista anche nel caso di parcheggi incustoditi. La giurisprudenza è ormai pacifica nel ritenere che se il contratto di parcheggio è privo dell’obbligo di custodia, si applicherà la disciplina appartenente alla locazione (Cass.civ.,26 febbraio 2004, n.3863,cit.; Cass. civ., 1 dicembre 2004, n.22598; Trib. Mantova, 18 luglio 2002; App. Milano, 30 maggio 2000). Nel caso dei parcheggi in superficie, pertanto, non essendo ricompreso l’obbligo di custodia, si potrebbe configurare un contratto atipico di parcheggio caratterizzato dal contenuto del negozio tipico della locazione, ove un soggetto che ha la disponibilità di un bene (suolo demaniale), concede in godimento il bene stesso contro un determinato corrispettivo (tariffa per la sosta). Così, ove il concessionario si limiti al semplice controllo delle soste ed all’accertamento delle multe, non pare si possa rinvenire un potere giuridico di disposizione in capo allo stesso, ma piuttosto un semplice controllo sulle facoltà dominicali concesse all’utente dal Comune.
Riassumendo: il parcheggio nelle strisce blu, essendo un contratto di parcheggio senza custodia, è soggetto alle norme sulla locazione in quanto applicabili; questo contratto si perfeziona tacitamente ai sensi dell’art.1327 c.c., ovvero mediante l’inizio della esecuzione (Cass.Civ.Sez. I, 24.07.1999, n.8027). La tariffa rappresenta, infatti, il corrispettivo per il godimento del servizio pubblico.
Pertanto, dalle sopra esposte considerazioni, deriva che l’utente che parcheggia senza biglietto ha in ogni caso concluso un contratto e quindi è inadempiente all’obbligo di pagare il corrispettivo; questo vale anche al caso dell’utente che lascia parcheggiata la propria autovettura per il periodo eccedente il tempo per il quale ha pagato. L’inadempimento, ai sensi del principio generale sancito dallo art.1218 c.c., dà diritto al risarcimento del danno, risarcimento che deve comprendere sia la perdita subita dal creditore, che il mancato guadagno (art.1223 c.c.).

Punto 3° -LA CLAUSOLA PENALE
Accertato il tipo di rapporto che intercorre tra utente e concessionario (e/o Comune), ci si chiede ora se il concessionario stesso possa prevedere una clausola che imponga al fruitore del servizio di parcheggio pubblico a pagamento, a titolo penale, di un importo superiore al costo della tariffa oraria di parcheggio. In caso di sosta vietata, i proventi delle sanzioni, come sopra esposto,vengono devoluti al Comune, anche qualora la violazione sia accertata da un dipendente abilitato dal concessionario; la perdita patrimoniale causata dal mancato pagamento della tariffa esatta da parte dell’utente, pertanto, grava interamente sul concessionario. Si pone quindi il problema di esaminare se il concessionario possa far pagare all’utente inadempiente un importo adeguato che gli consenta di recuperare la perdita subita e, in caso positivo, di come determinare l’ammontare di detto importo. La soluzione sembra dunque individuabile nello stabilire in via anticipata, un risarcimento liquidato in modo forfetario per ogni tipo di violazione, ovvero, detto in altri termini, nella previsione di una clausola penale. La giurisprudenza (Cass. Civile, 24.07.1999, n.8027, cit.), in proposito, ha affermato che in linea di massima la previsione di una clausola penale, in caso di mancato pagamento della tariffa per la sosta (anche al caso di parcheggi incustoditi), è legittima. Essendo il sopra indicato rapporto di tipo privatistico, pertanto, il concessionario potrebbe considerarsi libero di determinare le condizioni contrattuali che ritiene più opportune, tra le quali anche quella concernente la “penale”.
Ovviamente, così come per tutte le clausole della convenzione con cui viene concesso l’affidamento dell’appalto del servizio pubblico, anche la clausola penale dovrà necessariamente essere approvata dal comune e deve essere “disciplinata da apposito regolamento”.
A conforto di questo orientamento vi è anche un dato normativo particolarmente esplicativo, ovvero il comma 132 dell’art.17, legge 15 maggio 1997, n.127: “”” I comuni possono con provvedimento del sindaco, conferire funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta a dipendenti comunali o delle società di gestione dei parcheggi, limitatamente alle aree oggetto di concessione. La procedura sanzionatoria amministrativa e l’organizzazione del relativo servizio sono di competenza degli uffici o dei comandi a ciò preposti. I gestori possono comunque attuare tutte le azioni necessarie al recupero dell’evasioni tariffarie e dei mancati pagamenti, ivi compresi il rimborso delle spese e delle penali””” nel momento in cui tale clausola fosse approvata dall’ente appaltante.
Essendo il contratto di parcheggio, tuttavia, un rapporto che riguarda l’erogazione di un servizio in forma imprenditoriale a degli automobilisti come sopra visto, si pone il problema di stabilire i limiti della clausola penale nell’ambito di un rapporto privatistico fra imprenditore e consumatore e che necessita di essere accompagnata da alcuni “accorgimenti” al fine di non essere qualificata come clausola vessatoria.
In proposito, si deve precisare che il problema della vessatorietà della clausola penale
sorge nel momento in cui le parti contraenti non siano sullo stesso piano e non abbiano la possibilità di poterla rendere oggetto di una trattativa individuale, salvo le clausole di cui al d.lgs. 6 settembre 2005, n.206, comma 2 dell’art.36 del codice di consumo.
L’eventuale clausola penale posta dal concessionario per il mancato pagamento del ticket, pertanto, è una clausola le cui differenze, rispetto alla fattispecie dell’art.1382 c.c., la riconducono evidentemente alla disciplina del d.lgs. 6 settembre 2005, n.206 (cosiddetto “codice del consumo”).
Premesso che la clausola penale non è menzionata nell’elenco di cui al secondo comma dell’art.1341 c.c., l’indagine si sposta sulla vessatorietà della stessa ai sensi dell’art.33 del d.lgs. 6 settembre 2005, n.206. L’art.33, comma 2, lett.f) del codice di consumo, conformemente al principio già indicato nel più generale art.1341 c.c., che non qualifica la penale come clausola vessatoria tout court, ma sancisce che la stessa sia vessatoria, fino a prova contraria, solo qualora abbia per oggetto o per l’effetto di imporre al consumatore, in caso di inadempimento o di ritardo nell’adempimento, il pagamento di una somma in denaro a titolo di risarcimento.
La vessatorietà di una simile clausola, quindi, dovrà essere valutata in relazione all’art.33, codice del consumo, con solo riferimento all’importo pecuniario in essa stabilito.
Nel caso in cui la predetta valutazione dia esito positivo, la clausola (e non l’intero contratto ai sensi dell’art.36, comma 1, codice del consumo) potrà essere dichiarata nulla dal giudice, anche d’ufficio (art.36, comma 3, codice del consumo).
In assenza di determinazione normativa è da tenere in considerazione la tesi di chi sostiene che il parametro di riferimento potrebbe essere identificato nell’interesse del debitore e non nel soggetto creditore.
La vessatorietà della clausola penale, pertanto, può essere contestata sia con riferimento all’importo della stessa, che con riguardo alla chiarezza con cui la stessa deve essere nota agli utenti.
Riassumendo: la previsione di una clausola penale da parte del concessionario dei parcheggi in superficie per il mancato pagamento della tariffa di sosta, può rientrare nelle facoltà che possono essere attribuite al concessionario stesso in base alla convenzione con il Comune; la clausola penale, tuttavia, deve in ogni caso essere informata ai principi di ragionevolezza, trasparenza, chiarezza ed equità, pena la sua nullità ai sensi dell’art.33, comma 2, lett.f), codice del consumo.
Dalle sopra esposte considerazioni, si possono trarre le seguenti conclusioni:
qualora il concessionario ha titolo per gestire e disporre dei parcheggi pubblici in superficie, lo stesso instaura dei rapporti di diritto privato con gli interessati alla sosta;
Tali rapporti si perfezionano tacitamente ai sensi dell’art.1327 c.c.. L’utente che parcheggia senza biglietto o che lascia parcheggiata la propria autovettura per un periodo eccedente il tempo per il quale ha pagato ha, in ogni caso, concluso un contratto, anche in riferimento al tempo eccedente, e quindi è inadempiente all’obbligo di pagare il corrispettivo;
L’inadempimento, ai sensi del principio generale sancito dall’art.1218 c.c., dà diritto al risarcimento del danno, risarcimento che deve comprendere la perdita subita dal creditore, che il mancato guadagno (art.1223 c.c.);
La penale è per natura ed effetti diversa dalla sanzione amministrativa pecuniaria per il divieto di sosta: la sanzione è determinata dalla legge, la penale da un regolamento approvato. I proventi della penale sono devoluti al concessionario, i proventi della sanzione sono devoluti al Comune;
La previsione di una penale, è consentita, purchè venga resa nota all’utente, sia in riferimento alla possibilità per l’automobilista di prenderne adeguata conoscenza, che con riferimento alla percezione che l’utente deve avere della differente natura della stessa rispetto alla sanzione amministrativa pecuniaria e del diverso soggetto creditore che l’ha prevista;
nel caso di penali illecite, oltre alla sanzione della nullità nel rapporto fra concessionario ed utente, le associazioni dei consumatori e degli utenti, rappresentati dagli automobilisti, sono legittimate ad agire, ai sensi l.30 luglio 1998, n.281 a tutela degli interessi collettivi, contro il concessionario richiedendo, in particolare, al giudice competente:
1)-di inibire gli atti e i comportamenti lesivi degli interessi dei consumatori e degli utenti;
2)-di adottare le misure idonee a correggere o eliminare gli effetti dannosi delle violazioni accertate;
3)-di ordinare la pubblicazione del provvedimento su uno o più quotidiani a diffusione nazionale oppure locale nei casi in cui la pubblicità del provvedimento possa contribuire a correggere o eliminare gli effetti delle violazioni accertate.

A tal proposito, occorre inoltre evidenziare che:
Il Direttore Generale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti -
Dipartimento per i Trasporti, la Navigazione e i
Sistemi Informativi e Statistici
Direzione Generale per la Sicurezza Stradale – Divisione II -
Con protocollo n.25783 del 22 marzo 2010 – in merito al parere richiesto in materia di parcheggi a pagamento, si è espresso nel modo che segue:
“””Si premette che la sanzione di cui all’art.7 comma 15 del Nuovo Codice della Strada (d.lgs. n.285/1992), si applica nel caso in cui la sosta sia vietata ovvero limitata nel tempo regolamentata secondo la categoria dei veicoli. Qualora la sosta sia consentita senza limitazioni di tempo, ancorchè assoggettata a pagamento, non ricorrono le condizioni per l’applicazione della sanzione di cui all’art.7 c.15 del Cds.
Se la sosta viene effettuata omettendo l’acquisto del ticket orario, deve essere necessariamente applicata la sanzione di cui all’art.7 c.14 del Codice.
Se invece viene acquistato il ticket, ma la sosta si prolunga oltre l’orario di competenza non si applicano sanzioni ma si da corso al recupero delle ulteriori somme dovute, maggiorate dalle eventuali penali stabilite ”DA APPOSITO REGOLAMENTO COMUNALE, “ ai sensi dell’art.17 c.132 della legge 127/1997.
In caso di omessa corresponsione delle ulteriori somme dovute, l’ipotesi prospettata dal comune richiedente di applicare la sanzione di cui all’art.7 c.15 del Codice, non è giuridicamente giustificabile, in quanto l’eventuale evasione tariffaria non configura violazione alle norme del Codice, bensì una inadempienza contrattuale, da perseguire secondo le procedure “jure privato rum” a tutela del diritto patrimoniale dell’ente proprietario o concessionario.

Punto 4° – CONCLUSIONI
Il Comune di Piano di Sorrento, all’atto della procedura dell’appalto ad evidenza pubblica di affidamento del servizio di controllo della sosta a pagamento senza custodia nelle strisce blu – sia nelle condizioni generali, che nel capitolato speciale d’appalto – non ha previsto – così come per tutte le altre clausole contrattuali – l’approvazione di una clausola attraverso la quale la ditta concessionaria del servizio potesse determinare autonomamente, l’applicazione di un ulteriore pagamento, oltre la sanzione amministrativa per violazione del CDS , di una penale per l’importo di euro 4,00, ai sensi dell’art.1382 c.c., nei confronti degli utenti sprovvisti del ticket orario della sosta.
Sta di fatto che, semmai la ditta concessionaria venisse attualmente autorizzata dal Comune ad introdurre una penale, in dispregio a quanto stabilito nelle condizioni generali del contratto d’appalto, si consumerebbe una ulteriore violazione di legge.
Nel caso in cui, poi, (per assurdo venisse autorizzata l’applicazione della penale – con tutte le conseguenze derivanti), la richiesta di questi “famigerati” 4 euro a titolo di penale, dovrebbe essere resa facilmente conoscibile e fatta separatamente e, non da un unico “avviso” ma, soprattutto, specificandone la natura e l’origine civilistica del tutto estranea a quella di tipo sanzionatorio che deriva dalla violazione del CDS..
Tali questioni, peraltro, sono state già da tempo risolte dalla giurisprudenza di merito, la quale ha stabilito che “per il fatto di essere rilasciato contestualmente all’altro verbale di contestazione della violazione di tipo pubblicistico del Cds. per divieto di sosta e per essere lo stesso sottoscritto dallo stesso dipendente…..(della società concessionaria; ndr) che ha sottoscritto il verbale per divieto di sosta in veste di ausiliario del traffico e per le similari modalità nelle diciture dei due verbali (…) si presenta ad ingenerare errori e confusione negli utenti sia riguardo alla natura della sanzione, sia riguardo al soggetto creditore” (Tribunale di Roma, Ordinanza del 28 giugno 2003).

PER TUTTO QUANTO SOPRA ESPOSTO, APPARE EVIDENTE CHE:
a)-gli ausiliari del traffico non possono integrare, unitamente ai preavvisi di accertamento per violazione di norme previste dal Codice della Strada, ulteriori atti che possano prevedere l’applicazione di una penale ai sensi dell’art.1382 c.c., in quanto detta penale non è regolamentata né dal Capitolato di Appalto, né da Autorizzazione e né dalla Convenzione stipulata tra il Comune di Piano di Sorrento e la Concessionaria per la gestione del servizio di controllo della sosta a pagamento senza custodia nelle strisce blu;
b)-Nel preavviso di accertamento é erroneamente contestato l’art.157/6-8 d.lgs. n.ro 285/92. Infatti, il codice prevede che l’articolo 157/6 si applica nei luoghi ove la sosta è permessa per un tempo limitato ed è fatto obbligo ai conducenti di segnalare, in modo chiaramente visibile, l’orario in cui la sosta ha avuto inizio. Il comma otto dello stesso art.157 prevede, per la violazione, la sanzione pecuniaria di euro 38,00=.
Per tale motivazione, non è possibile invocare l’art.157, comma 6 del CdS, al fine di sanzionare la sosta di un veicolo all’interno delle c.d. “strisce blu”, il cui conducente abbia omesso di esporre il ticket di pagamento.
La sosta consentita previo pagamento di una somma, il cosiddetto ticket, è, invece, disciplinato dall’art.7, 1° comma, lett. f) del CdS, che prevede (“nei centri abitati i Comuni possono, con ordinanza del sindaco…..stabilire…..aree destinate al parcheggio sulle quali la sosta dei veicoli è subordinata al pagamento di una somma da riscuotere mediante dispositivi di controllo della sosta, anche senza custodia del veicolo, fissando le relative condizioni e tariffe…..”), la corrispondente sanzione per chi viola tale norma è quella prevista dal 15° comma dell’art.7 del Cds. (euro 38,00). (Sentenza del Giudice di Pace di Roma Sez.III – n.25111/07).
Aversa Antonino

Giuseppe Oliva