ago 02

Aversa: fotocopie stampate da un computer al posto dei verbali in firma autografa come prevede l’art. 200/201 del C.d.S..

Aversa 02/08/2011

 

 

 

La legge Bassanini n. 59/97 all’art. 15 prevede la firma in originale di tutti gli atti della P.A. che debbono essere motivati, (come i verbali di accertamento di violazioni al C.d.S.), ed ha sancito il principio per cui è inesistente giuridicamente il verbale notificato il assenza di sottoscrizione autentica da parte di colui che lo ha redatto.

In virtù di questa legge e delle sentenza della Cassazione n. 1923/99, 4567/99, 6065/05, 21045/06 e 22088/07, nonchè una circolare del Ministero dell’Interno del 25/08/2000 che i cittadini hanno fatto richiesta al comando di polizia municipale di una copia con firma autografa del verbale che hanno ricevuto per posta.

Dopo mesi e svariate denunce per omissione d’atti d’ufficio, l’ufficio verbali di Aversa ha cominciato a rilasciare dei fogli stampati con un computer e senza nessuna firma autografa, cercando di spacciare questi documenti per verbali conformi all’art. 200/201 del Codice della Strada.

Questo è l’ennesimo tentativo di prendere in giro i cittadini, questi fogli vengono fuori da un files fornito dalla società privata di gestione e viene manipolato da personale che non ha nessuna qualifica di pubblico ufficiale, inoltre il sistema utilizzato non ha nessuna certificazione ministeriale.

Insomma è l’ennesima prova dell’incompetenza di questa amministrazione, che in tutti i modi tenta di agirare le norme vigenti, inventandosi provvedimenti che non hanno nessun riferimento normativo.

Il Comitato strisce blu si è già atttivato presso gli organi competenti per denunciare questa ennesima irregolarità.

Giuseppe Oliva

ago 02

Aversa: fotocopie stampate da un computer al posto dei verbali in firma autografa come prevede l’art. 200/201 del C.d.S..

Aversa 02/08/2011


La legge Bassanini n. 59/97 all’art. 15 prevede la firma in originale di tutti gli atti della P.A. che debbono essere motivati, (come i verbali di accertamento di violazioni al C.d.S.), ed ha sancito il principio per cui è inesistente giuridicamente il verbale notificato il assenza di sottoscrizione autentica da parte di colui che lo ha redatto.

In virtù di questa legge e delle sentenza della Cassazione n. 1923/99, 4567/99, 6065/05, 21045/06 e 22088/07, nonchè una circolare del Ministero dell’Interno del 25/08/2000 che i cittadini hanno fatto richiesta al comando di polizia municipale di una copia con firma autografa del verbale che hanno ricevuto per posta.

Dopo mesi e svariate denunce per omissione d’atti d’ufficio, l’ufficio verbali di Aversa ha cominciato a rilasciare dei fogli stampati con un computer e senza nessuna firma autografa, cercando di spacciare questi documenti per verbali conformi all’art. 200/201 del Codice della Strada.

Questo è l’ennesimo tentativo di prendere in giro i cittadini, questi fogli vengono fuori da un files fornito dalla società privata di gestione e viene manipolato da personale che non ha nessuna qualifica di pubblico ufficiale, inoltre il sistema utilizzato non ha nessuna certificazione ministeriale.

Insomma è l’ennesima prova dell’incompetenza di questa amministrazione, che in tutti i modi tenta di agirare le norme vigenti, inventandosi provvedimenti che non hanno nessun riferimento normativo.

Il Comitato strisce blu si è già atttivato presso gli organi competenti per denunciare questa ennesima irregolarità.

Giuseppe Oliva

lug 30

Aversa: il comune annulla il contratto con la SMART PROJECT per la mancata certificazione antimafia, ma invita i cittadini a pagare lo stesso la sosta.

Aversa 30/07/2011

La notizia era nell’aria da diversi giorni ma ieri mattina la bomba è scoppiata ed in tutta fretta il Sindaco ha dovuto convocare con urgenza la giunta per rescindere il contratto con la SMART PROJECT, il motivo è di quelli seri, mancata certificazione antimafia.

Ma nel comunicato stampa diffuso ieri il Sindaco Ciaramella comunica ai cittadini che il servizio continuerà ad essere svolto fino a nuova gara dalla stessa SMART PROJECT, ovviamente questa procedura non ha un fondamento legale, visto che la società non ha più un contratto con il comune per la mancanza di uno dei requistiti fondamentali per operare con un ente pubblico, quindi non è chiaro perchè il Sindaco inviti i cittadii a versare soldi nelle casse della SMART PROJECT.

In questi casi la procedura legale prevede che i vigili prendano il posto degli ausiliari, che senza un regolare contratto non hanno più titolo di operare, inoltre i parcometri vanno immediatamente disattivati dalla stessa ora nella quale è stata approvata la delibera che ha annullato il contratto.

Ancora una volta il Sindaco Ciaramella si preoccupa degli incassi della società privata tralasciando del tutto gli interessi dell’amministrazione e la tutela dei diritti dei cittadini che gli hanno dato la fiducia in questi anni.

Questa poteva essere una buona occasione per il Sindaco Ciaramella di dimostrare la sua buona fede nella videnda strisce blu, invece ancora una volta ha preso una decisione non solo illegale imponendo ai cittadini di continuare a pagare ad una società senza più un contratto, ma che danneggia fortemente le casse comunali, visto che la società non deve più versare nulla al comune fino alla firma del nuovo contratto.

La domanda è sempre la stessa, quali forti interessi si celano dietro questa vicenda?

Il Comitato Strisce Blu invita tutti coloro che dovessero essere destinatari di una multa per il mancato pagamento della sosta da parte degli ausiliari del traffico, di chiedere l’immediato intervento delle forze di polizia denunciando coloro che chiedono soldi senza averne titolo, “no contratto no pagamento”, il Comitato Strisce Blu si è già attivato presso gli organi competenti per denunciare questa ennesima irregolarità, ed è pronto a supportare chi ne avesse bisogno.

Giuseppe Oliva

lug 28

Parcheggi a pagamento incustodito: una sentenza stabilisce la responsabilità del gestore

Sempre di più sono le sentenze che ristabiliscono responsabilità e doveri, ed ecco perchè ci sentiamo in dovere di riproporre un articolo uscito tra marzo e maggio 2011 con una sentenza di corte di cassazione del 2009.


Quante volte abbiamo letto “incustodito” sui cartelli dei parcheggi, che spiegano come il gestore declini ogni responsabilità su furti o danneggiamenti alle auto ivi custodite? Ebbene, una sentenza della corte di cassazione ribalta tutto: anche se i parcheggi presentano all’ingresso cartelli di questo tipo, in caso di danneggiamento o di furto della vostra auto avete il diritto al risarcimento da parte del gestore, il cui servizio viene assimilato a quello del contratto atipico del deposito. C’è quindi la facoltà del danneggiato di rivolgersi in prima battuta all’assicurazione, che poi si rivarrà sul gestore del parcheggio.

La sentenza della Cassazione

La sentenza di riferimento è la n. 1957/2009, che la corte di Cassazione ha pronunciato dopo un furto d’auto avvenuto in un parcheggio incustodito gestito da una società municipalizzata. La Corte ha innanzitutto stabilito che il cartello esposto è privo di efficacia giuridica, perché la legge, ai sensi dell’articolo 1341, secondo comma, del Codice Civile, non approva espressamente tale limitazione, che risulta quindi essere una clausola vessatoria. Si fa quindi riferimento all’articolo 1336 del Codice Civile, che sancisce la responsabilità del depositario.

La Corte di Cassazione ha sostenuto che non è necessario che l’auto venga consegnata ad una persona fisica perché intervenga la responsabilità: nel caso in oggetto, la consegna dell’auto era avvenuta con la sua introduzione in un’area recintata, dopo aver superato una sbarra, il cui ingresso era subordinato al rilascio di una scheda magnetica da un apposito dispositivo e il conducente poteva uscire dal parcheggio solo dopo aver pagato, sempre tramite un apparecchio apposito, il corrispettivo dovuto. Insomma, l’automatizzazione non costituisce una scusa. Tanto più che, ai sensi dell’articolo 1336, parcheggiare in un’area recintata e con cartello che specifichi si tratta di un servizio offerto al pubblico, non è equiparabile a parcheggiare su una pubblica via.

Fonte: AssicurazioneAuto.com

 

giu 30

Aversa: rinvenuta una discarica a cielo aperto nel parcheggio a pagamento del parco Pozzi.

Aversa30/06/2011

Ad Aversa nonostante ci sia una ditta privata per lo spazzamento e la rimozione dei rifiuti in città della sua opera quasi non ve ne è traccia, quello che manca quasi del tutto è il servizio di ramazza.

Il video è stato girato il 28/06/2011 dopo le tante segnalazioni dei residenti della zona e mostra lo stato di abbandono nel quale si trova il parcheggio a PAGAMENTO del parco Pozzi.

In tutto questo i consiglieri e assessori cosa fanno?

Nulla, proprio nulla, sono troppo impegnati ad accaparrarsi le ultime deleghe disponibili, una spartizione messa in atto dal Sindaco Ciaramella nel vano tentativo di mantenere insieme una maggioranza che non esiste più da molto tempo.

Basti pensare che sono quasi venuti alle mani nell’ultima riunione tenutasi proprio per la distribuzione delle ultime “caramelle” di fine mandato.

Ormai non hanno più dignità e dei problemi che attanagliano la città di Aversa non se ne fanno carico, nonostante la fiducia ricevuta.

Per lo spazzamento del parcheggio del parco Pozzi la SENESI ci ha riferito che è prevista la pulizia una volta alla settimana, mentre dallo sporco e dalle testimonianze dei residenti sembra che quì non si pulisca da mesi.

In effetti il Comitato Strisce Blu è dal mese di novembre 2010 che tiene sotto controllo la situazione igienica del parcheggio, effettuando mensilmente un video ed informando la stampa locale del problema, purtroppo ma la situazione va peggiorando.

Infatti mentre dopo i precedenti servizi andati in onda anche sui TG locali qualcuno si affrettava a ripulire la zona, questo da un mese non avviene più, ormai siamo tornati al vecchio andazzo, quello quando c’erano i consorzi nazionali ad offrire il servizio e non una ditta privata profumatamente pagata.

Inoltre l’amministrazione ha emesso a carico della società che gestisce le strisce blu una bolletta per la TARSU pari a 98.000 euro, alla quale però la SMART POJECT destinataria della mega bolletta si è opposta innanzi la commissione tributaria, quindi ci dovrebbero essere sufficienti fondi per ripulire le aree a pagamento, perchè l’assessore Luciano o lo stesso Sindaco Ciaramella non richiamano la SENESI al rispetto del contratto?.

Forse il mancato pagamento della mega tariffa della TARSU da parte della società che gestisce le aree a pagamento, sta portando ad un mancato servizio di pulizia degli stalli?

Il Comitato chiede all’amministrazione di attivarsi per risolvere il problema, in caso contrario denunceremo i responsabili per interruzione di pubblico servizio.

Giuseppe Oliva

giu 20

Aversa: parco Ninì Grassia in via Atellana, uno spreco costato 270 mila euro.

Aversa 20/06/2011


Questa immagine è eloquente, si tratta dei servizi igienici riservati ai diversamente abili del parco Ninì Grassia di via Atellana e rappresenta da sola lo stato di degrado nel quale versa il parco.

Parco è costato ben 270 mila euro di denaro pubblico, completato nel lontano 2007 ma grazie al menefreghismo di questa amministrazione è ancora chiuso.

Con il tempo la natura ha ingoblato l’intera struttura sotto una folta vegetazione, vegetazione che in questi giorni è stata in parte eliminata, mettendo a nudo ciò che si nascondeva al di sotto.

Un BLUFF ecco cosa c’era sotto il manto erboso.

Infatti il parco si presenta spoglio di tutto, dall’arredo urbano alla pavimentazione dei vialetti, anche il sistema fognario è assente, l’unica cosa che c’è in abbondanza sono i pali dell’illuminazione, ne sono stati installati a centinaia molti si trovano a distanza di pochi metri gli uni dagli altri, ma cosa dovevano illuminare lo stadio San Paolo..??

Il consigliere delegato al verde Tirozzi tenta di sviare il problema dell’abbandono del parco, accusando fantomatici vandali che avrebbero ridotto il parco nella condizione attuale e creato danni per decine di migliaia di euro.

Ma come possono i vandali rompere o asportare ciò che non c’è mai stato, come l’impianto d’irrigazione o l’impianto fognario, che dire poi della pavimentazione dei vialetti, questa è totalmente assente, per non parlare delle panchine, chi abita nei palazzi che affacciano sul parco ci ha testimoniato di sole 3 panchine per l’intero parco, indicandoci dov’erano, quindi prima di gridare al lupo al lupo annunciando che sono necesari altri soldi per ripristinare lo stato iniziale del parco il consigliere Tirozzi si andasse a guardare i progetti iniziali e controllasse cos’era previsto e cosa non è stato fatto, se poi ha il coraggio, prendesse carta e penna come sta facendo il Comitato Strisce Blu, per denunciare lo spreco che è stato pagando il doppio un’opera che vale la metà.

Il reportage video girato oggi mostra chiaramente che questo pezzo di terra recintato con quattro mattoni non può essere costato 270 mila euro.

Esperti del settore edile parlano di non pù di 130/140 mila euro, quindi è lecito chiedersi che fine hanno fatto il resto dei 270 mila euro!!!.

I parco inoltre sorge in una zona interdetta al traffico pedonale, infatti l’unico marciapiede presente è dal lato opposto all’ingresso ed è pericolosamente in curva, rendendo impossibile oltre che pericoloso l’attraversamento per chi provenendo da Aversa vuole usufruire del parco, anche la zona adibita al parcheggio è limitata a poche auto, quindi l’amministrazione prima di aprire al pubblico il parco dovrebbe spiegarci anche come poterci arrivare in maniera sicura e soprattutto garantire l’accesso e la fruizione del parco anche ai disabili.

Insomma questa è l’ennesima bufala elettorale messa in piedi solo per spendere molti euro di denaro pubblico, per poi lasciare l’opera abbandonata,  l’amministrazione Ciaramella continua a creare emergenze che andranno affrontate con altri appalti a cottimo fiduciaro e senza gara pubblica, facendo lievitare i costi alle stelle, ma con risultati da stalle.

Il Comitato Strisce Blu intende vigilare anche su questo ennesimo spreco di denaro e siamo pronti a chiedere l’intervento della Corte dei Conti onde verificare la congruità della spesa con il lavoro effettivamente svolto.

Giuseppe Oliva

giu 18

Tarsu a chi gestisce le strisce blu, lo dice la Cassazione

VENERDÌ 17 GIUGNO 2011 17:29

Lecce – Alle società che gestiscono i parcheggi a pagamento deve essere imposta la Tarsu. E’ questo il contenuto della richiesta avanzata dagli esponenti del comitato ‘Strisce Blu’.

E’ proprio Roberto Spennato il responsabile della Puglia del Comitato a prendere l’iniziativa facendo riferimento ad una sentenza della Corte di Cassazione del 27 settembre 2007 che obbliga le società che vincono l’appalto per la gestione delle strisce blu di un dato territorio, a versare anche la tassa per i rifiuti in base alle tariffe di quel comune, calcolate in base alla metratura dell’area concessa in gestione dall’ente appaltante. Il responsabile del comitato ha inviato, dunque, una lettera al comune di Ugento, ma promette che la stessa richiesta sarà avanzata a tutti i comuni delle provincia.

Ad applicare la sentenza della Cassazione finora è stato solo il comune di Salve che ha potuto in questo modo mettere a bilancio una sostanziosa somma che ha permesso di mantenere costanti le tariffe per la raccolta rifiuti, al contrario dei comuni limitrofi che sono stati costretti a ritoccare al rialzo le tariffe, con aumenti che sono arrivati talvolta fino al 300%, come nel caso di Ugento.

La reticenza ad applicare la sentenza della cassazione è dovuta – secondo quanto fanno sapere dal comitato – “al fatto che ciò provocherebbe un danno non indifferente per le varie cooperative (o presunte tali) e società che operano in questo settore così delicato, che per questo godono di un trattamento al quanto particolare da parte della Pubblica Amministrazione”.

L’applicazione della sentenza – continua il comitato – “comporterebbe una sostanziosa perdita per le società titolari della gestione, ridimensionando alquanto l’economicità di queste gestioni, ma allo stesso tempo portando ben più numerosi benefici al territorio e ai cittadini, costretti attualmente a pagare delle cifre sproporzionate per il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. È inoltre da chiedersi come mai questa sentenza sia rimasta solo sulla carta per tutto questo tempo, prefigurando per questo ammanchi erariali di tutto rispetto per i comuni, sempre più strozzati dalla crisi e che per questo non potrebbero permettersi queste distrazioni, sempre che di distrazioni si tratti”.

Fonte : http://www.ilpaesenuovo.it

 

giu 16

Aversa: il comune perde 400 mila euro, per i ruoli della TARSU mai emessi a carico delle società che gestiscono le strisce blu, il Comitato S.B. denuncia tutto alla Corte dei Conti.

Aversa 15/06/2011

Il Comitato Strisce Blu in data odierna ha denunciato alla Corte dei Conti un procurato danno erariale da 400 mila euro per i ruoli della TARSU che l’amministrazione non ha mai emesso nei confronti delle società che in questi anni hanno gestito le strisce blu.

La distrazione o dimenticanza a seconda di come la si vuole chiamare, va avanti dal 2001, anno di istituzione delle strisce blu nel Comune di Aversa e il danno ammonta a circa 400 mila euro.

Il Comitato Strscie Blu venuto a conoscenza di questa omissione, invitò nel luglio 2010 il Sindaco Ciaramella ad emettere il ruolo della TARSU alla società di parcheggio.

In seguito il Sindaco ci confermò la corretta emissione del ruolo a carico della nuova società.

Il ruolo è di circa 89 mila euro, la società che gestisce le strisce blu non pensava di dover corrispondere un costo così elevato e non previsto nei precedenti accordi, ed ha pensato di opporsi innanzi la commissione Tributaria.

Il Sindaco è a conoscenza del mancato pagamento, infatti porta la sua firma il mandato che conferisce al dirigente Claudio Pirone il mandato per resistere al ricorso.

Speriamo che questa mossa non porti ad accordi sottobanco per diminuire il costo della TARSU alla società SMART PROJECT.

Ma visto che il comune si era distratto anche nei confronti della precedente società che ha gestito la sosta a pagamento dal 2001 al 2009 si è affrettato ad emettere una cartella unica a carico della ICARO, per gli anni 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, visto che la legge permette di riscuotere tributi mai richiesti solo per gli ultimi 5 anni, quindi nelle casse comunali mancheranno per sempre i ruoli per gli anni 2001, 2002, 2003 e 2004, ovviamente anche la Icaro ha proposto ricorso innanzi la commissione Tributaria.

Dai calcoli effettuati il totale provvisorio di questo ammanco creato dalla cattiva gestione dell’amministrazione guidata dal Sindaco Ciaramella è di circa 400 mila euro, per questo motivo il Comitato Strisce Blu ha inoltrato una denuncia per procurato danno erariale alla Corte dei conti della Campania, chiedendo la giusta punizione a carico dei responsabili.

Il Sindaco deve spiegare ai cittadini il perchè non rescinde il contratto con la SMART PROJECT, visto che la società si rifiuta di pagare un tributo fondamentale per la città.

Inoltre sarebbe il caso che venisse pubblicato lo stato dei pagamenti della SMART PROJECT, giusto per trasparenza ed evitare che i cittadini possano pensare ad accordi sotto banco tra il comune e la società privata di gestione.

Il prossimo passo del Comitato Strisce Blu sarà quello di verificare se l’amministrazione si è distratta anche sui ruoli da emettere nei confronti di chi gestisce gli enormi parcheggi privati in città.

Inoltre chiederemo ai respnsabili le date dei ricorsi, onde presenziare agli stessi e verificarne la correttezza.

Giuseppe Oliva

giu 13

Aversa: la società che gestisce i parcheggi si rifiuta di pagare la TARSU per le aree di sosta e tenta un accordo in commissione tributaria.

Aversa 13/06/2011

Premesso che il Comune di Aversa non era a conoscenza dell’obbligo di far pagare la TARSU alle società che gestiscono la sosta a pagamento anche per tutte le arre scoperte, “strisce blu”, tant’è che dal 2001 al 2010 non è stato mai emesso il ruolo inerente questi spazi, creando un ammanco considerevole nelle casse comunali.

Solo dopo che il Comitato Strisce Blu ne ha richiesto l’addebito secondo l’art. 62 comma 1 del d.lgs. n. 507/1993, confermato dalla Cassazione con la sentenza n. 20359 del 2007, richiesta inviata direttamente al Sindaco Ciaramella Domenico e all’assessore all’ambiente Luciano Luciano, l’amministrazione ha provveduto ad emettere il ruolo nel confronti della SMART PROJECT, società che gestisce le aree di sosta a pagamento.

Stiamo parlando di circa 16.500 metri quadrati e la somma deve essere considerevole, visto che la SMART PROJECT si è rifiutata di pagare proponendo ricorso innanzi la commissione tributaria.

L’altra anomalia è che la SMART PROJECT ha affidato la propria difesa ad un noto commercialista di Aversa.

Infatti è strano che una società con sede in S. Antimo si affidi per la popria difesa innanzi una commissione tributaria ad un commercialista che non è della propria città e guarda caso porta un importante cognome.
Mica per caso si vogliono mettere d’accordo per una riduzione della tariffa?

Il Comitato Strisce Blu ha preparato una nuova denuncia per la Corte dei Conti, per segnalare che l’amministrazione comunale di Aversa non solo non ha provveduto a farsi pagare la TARSU dalla società ICARO per ben 9 anni, ma nonostante i solleciti del C.S.B, non riesce a farsi pagare neanche dalla nuova società.

Il Sindaco ha il dovere di difendere gli interessi dei cittadini e se una società che ha un contratto di appalto con il comune per la gestione delle aree a pagamento, si rifiuta di pagare un tributo base come la TAURSU proprio per le aree ricevute in concessione, deve immediatamente rescindere il contratto.

In caso contrario i cittadini hanno tutta la libertà di pensare che tra la società di gestione e il comune ci sia un patto privato che vada al di là del contratto, patto che permette di gestire la cosa pubblica alla stregua di un rapporto privatistico.

L’amministrazione sta cadendo nel ridicolo continuando ad ignorare le leggi e permettendo ad una società privata di venire a dettare legge nella nostra città, il Comitato Strisce Blu chiedererà un dettagliato resoconto dei pagamenti che la SMART PROJECT deve effettuare ogni 3 mesi, visto che si rifiuta di pagare i tributi di base, come la TARSU, è giusto chiedersi se sta onorando il fitto delle aree come da contratto.

Giuseppe Oliva

giu 13

Strisce Blu : Anche il Comune di Pisa non vuole essere da meno e non rispetta i decreti Ministeriali.

Sembra proprio che ormai i cittadini siano veramente stanchi e quindi non lascino passare niente di inosservato.

 

 

 

 

Altro comune stessa storia , nelle mire del Comitato Strisce Blu adesso è passato il comune di Pisa, con gli immancabili parcometri stelio.

Anche i parcometri di Pisa, modello Stelio, non risultano essere conformi al Decreto di omologazione n°6810 del 22/12/1998 emanato dal Ministero dei Lavori Pubblici, si precisa che nel successivo DD.415(rinnovo del decreto n°6810) del 25/marzo/2003 il Ministero dei trasporti riconferma quello che è riportato nel Decreto di omologazione n°6810.

(RIBADIAMO GLI STESSI CONCETTI COSI PRIMA O POI QUALCUNO DOVRA’ RISPONDERE !!!!!! )

Infatti l’ART.6 del decreto di omologazione cita :”Gli esemplari prodotti e distribuiti dovranno essere conformi al campione depositato presso questo ministero e dovranno inoltre riportare indelebilmente gli estremi del presente decreto nonché il marchio del fabbricante.

Vedete voi gli estremi del decreto di omologazione?

Vi assicuriamo noi che non ci sono, il marchio del fabbricante si però…….

Altra cosa poi, molto interessante , balzata agli occhi degli automobilisti è questa…..

Posso pagare anche con la scheda quindi ? Bellissimo e diremmo noi comodissimo, ed invece no……..

…… il lettore di tessere magnetiche NON C’E’ !!!!!!

Queste mancanze creano una difformità con i requisiti imposti dal decreto di omologazione n°6810, oltre che una difficoltà di pagamento per i cittadini, per questo il Comitato Strisce Blu chiede l’immediato fermo anche dei  parcometri di Pisa, con l’accertamento di eventuali responsabilità del dirigente preposto alla verifica della corretta installazione dei parcometri.

SEGNALATE CITTADINI SEGNALATE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

giu 08

Aversa: Della Valle propone un parcheggio nei parcheggi, un’idea folle da 240 mila euro.

08/06/2011

Ad Aversa un nuovo enorme spreco di denaro pubblico si profila all’orizzonte.

L’assessore alla viabilità della Valle ha proposto di realizzare un parcheggio nei parcheggi, un progetto assurdo è inutile che costerà ben 240 mila euro di denaro pubblico, il tutto per appena 60/70 posti auto.

L’idea è stata bocciata anche dal vice Sindaco De Chiara, giudicata dallo stesso un’opera inutile in una zona già piena di parcheggi, infatti l’opera dovrebbe sorgere nel triangolo delle bermude dei parcheggi, nell’ultimo lembo di terra privato all’angolo tra via Giotto e via Luca Giordano.

Praticamente un parcheggio nei parcheggi.!!!!!

Non è neache chiaro se il parcheggio sarà a pagamento o gratuito, ma certamente espropriare un terreno privato, che a sua volta il proprietario lo ha acquisito per usucapione, quindi praticamente gratis, per fare 60/70 posti auto dove di parcheggi c’è ne sono a iosa puzza di losco.

Certo che l’assessore Della Valle è proprio a corto di idee, ma come nelle altre città si realizzano parcheggi interrati per far sparire le auto dalla carreggiata, velocizzando in questo modo il fluire sia del trasporto pubblico che di quello privato e l’assessore alla viabilità vuole realizzare un parcheggio di superfice!!!.

L’assessore Della Valle Dovrebbe piuttosto preoccuparsi degli obblighi che derivano dalla rilevanza urbanistica della città, obblighi scaturiti dalla tristemente famosa delibera 157 del gennaio 2009, la quale delibera anche se viziata da eccesso di potere e da incompetenza, ha certificato che l’intero territorio comunale è una zona di particolare rilevanza urbanistica.

Il Codice della Strada prevede una serie di obblighi ai quali questa amministrazione sta venendo meno, nonostante i numerosi solleciti indirizzati anche all’assessore Della Valle, dimostrando con questo comportamento omissivo che quella delibera è stata solo una messa in scena, per poter estendere la sosta a pagamento anche nella periferia, come la zona del cimitero e fuori alla posta centrale in viale Europa.

Il Comitato Strscie Blu è pronto a denunciare alla Corte dei Conti questo nuovo spreco di denaro pubblico, il tutto per realizzare le solite opere inutili alle quali questa amministrazione ci ha tristemente abituati in questi ultimi 8 anni.

Giuseppe Oliva

giu 07

Aversa: strisce blu illegali, il C.S.B. denuncia ma la Procura di S.Maria C.V. si distrae e non procede..

Averrsa 06/06/2011

La vicenda strisce blu illegali ad Aversa sta assumendo le sembianze di una telenovela, una di quelle con 3.000 puntate, qualcosa che ti sfianca senza mai farti capire come andrà a finire, anche gli attori sembra non muoiano mai, questo nonostante siano sotto il fuoco incrociato di denunce per reati che arrivano fino all’arresto, e tutta la responsabilità di questo questa situazione di stallo è riconducibile quasi per intero alla Procura di S.Maria C.V., oltre che alla classe politica che sta amministrando la città di Aversa da 8 anni.

In effetti, il Comitato Strisce Blu ha prodotto ben 4 denunce in 2 anni, divise tra Procura della Corte dei Conti della Campania e Procura di S.Maria C.V., ma da come stanno procedendo le indagini sembra che il magistrato che segue il caso o perde tempo nella speranza che il Comitato molli la presa, o è in vacanza da 2 anni.

Ovviamente non sempre le Procure di distraggono di fronte alle denunce dei comitati civici, infatti a Cassino le denunce prodotte dal comitato civico le CONTRADE ha dato i suoi frutti, con l’emissione di 7 avvisi di garanzia, divisi tra società di gestione e comandante della polizia municipale, bisogna anche sottolineare che i reati denunciati a Cassino sono la fotocopia di quelli denunciati ad Aversa, ed anche la società di gestione è la medesima.

E’ vero che forse la Procura di S.Maria C.V. ha un carico di lavoro maggiore, ma non è ammissibile che gli stessi reati commessi dalla medesima società, vengano trattati in maniera diversa tra due città.

Facciamo una breve cronostoria delle denunce prodotte dal C.S.B.:
La prima denuncia è protocollata a mano il 13/04/2010 presso il Tribunale di S. Maria C.V., in essa in Comitato ha denuciato diversi probabili reati, tra cui un probabile abuso d’ufficio, un falso in atto pubblico oltre che l’indebbito arricchimento, per un grandissimo numero di verbali elevati in zone non comprese nella sosta a pagamento.
La seconda denuncia inviata il 22/10/2010 a mezzo raccomandanta all’autorità di vigilanza sugli appalti pubblici, riguarda un gran numero di omissioni inerenti il contratto di appalto siglato tra l’amministrazione e la A.T.I..
La terza denuncia protocollata a mano presso la stazione carabinieri di Aversa il 24/11/2010, riguarda un possibile abuso d’ufficio per aver elevato molte migliaia di verbali in zone non comprese nell’ordinanza sindacale n° 215 del 31/07/2001 indicata sui verbali, che per chi non lo sapesse l’O.S. n° 215 comprendeva solo 400 stalli a pagamento e questo errore si è protratto fino a novembre 2010, ovviamente esiste anche un sicuro indebbito arricchimento per tutte le multe introitate senza averne titolo.
La quarta è per una probabile omissione d’atti d’ufficio, per la mancata compilazione dei verbali con firma autografa degli ausiliari del traffico, infatti ad Aversa si usa sanzionare con dei palmari in uso alla società privata, palmari che non hanno nessuna omologazione ministeriale, inoltre questo sistema sanzionatorio non è previsto da nessuna normativa, la denuncia è stata protocollata con urgenza il 18/05/2011 presso la locale compagnia dei carabinieri.
Infine sull’amministrazione pende anche una denuncia alla Corte dei Conti della Campania per procurato danno erariale, derivante dalla spedizione volontaria in ritardo di migliai di verbali, tutti consegnati alla posta oltre il 90° giorno utile per la notifica, i danni derivanti da questo comportamento stanno già ricadendo sulle spalle dei cittadini, in quanto le cause che il comandante Guarino sta perdendo dal Giudice di Pace sono state portate in consiglio comunale il 27/05/2010 come debiti fuori bilancio e ovviamente sono stati approvati, insomma per la serie cornuti e mazziati.

Il Comitato Strisce Blu denuncia l’assenza dello stato nella tutela dei diritti dei cittadini, assenza che permette a questa amministrazione di continuare l’opera estorsiva nei confronti dei cittadini.

Cittadini indifesi, nonostante i diritti sanciti dalla Cassazione e dal C.d.S., purtroppo la sete di denaro dell’amministrazione Ciaramella e l’orgoglio di non voler ammetere gli errori, sta trascinando il commercio e la vivibilità nella nostra città ai minimi storici.

Giuseppe Oliva

mag 26

Strisce Blu : Anche il Comune di Firenze non rispetta i decreti Ministeriali.

Anche nelle grandi città i cittadini incominciano ad aprire gli occhi e con questo presupposto sono arrivate, al Comitato Strisce Blu delle foto e dei video girati per le strade di Firenze.

Dopo aver visionato le foto ed i video il Comitato Strisce Blu ha presentato al Comune di Firenze, richiesta di accesso agli atti.

I parcometri di Firenze, modello Stelio, non risultano essere conformi al Decreto di omologazione n°6810 del 22/12/1998 emanato dal Ministero dei Lavori Pubblici, si precisa che nel successivo DD.415(rinnovo del decreto n°6810) del 25/marzo/2003 il Ministero dei trasporti riconferma quello che è riportato nel Decreto di omologazione n°6810.

I parcometri modello Stelio, presenti sul territorio di Firenze non hanno la predisposizione al pagamento con card magnetica, come da omologazione del Ministero dei Lavori Pubblici n°6810, hanno invece la predisposizione al pagamento con chip card (non prevista dal decreto di omologazione n°6810).

L’ART.3 del decreto di omologazione del suddetto parcometro è molto chiaro:”L’approvazione medesima è concessa per un periodo di cinque anni, trascorsi i quali la società dovrà chiederne il rinnovo, producendo adeguata documentazione tecnica che evidenzi le eventuali modifiche proposte o dimostri il permanere di validità della soluzione tecnologica”.

L’ART.6 del decreto di omologazione cita ancora:”Gli esemplari prodotti e distribuiti dovranno essere conformi al campione depositato presso questo ministero e dovranno inoltre riportare indelebilmente gli estremi del presente decreto nonché il marchio del fabbricante.

Da quanto esposto si può dedurre che i parcometri installati a Firenze potrebbero essere privi di omologazione come previsto dal CDS ed in conformità con le normative europee ENI UN ISO 12414 che hanno sostituito la norma CEI114/1 e CEi114/2.

Queste mancanze creano una difformità con i requisiti imposti dal decreto di omologazione n°6810, oltre che una difficoltà di pagamento per i cittadini, per questo il Comitato Strisce Blu chiede l’immediato fermo dei parcometri, con l’accertamento di eventuali responsabilità del dirigente preposto alla verifica della corretta installazione dei parcometri.

 

mag 25

Aversa: ex stazione alifana, sparisce il progetto di riqualificazione.

Aversa 25/05/2011

L’area dell’ex stazione dell’alifana è stata più volte oggetto del contendere tra interessi privati e progetti mega futuristici, purtroppo ancora una volta ha prevalso il malaffare della politica dell’amministrazione Ciaramella.

Tutti sanno a chi appartiene il parcheggio privato sito nell’ex stazione alifana, molti però non sanno che quell’area fu strappata alla ICARO con un sotterfuggio, infatti la società che gestiva in precedenza la sosta a pagamento fu mandata via poichè da li a poco si sarebbe dato il via alla riqualificazione dell’area, con un mega progetto contenuto in un protocollo di intesa firmato nel 2006 e sollecitato nel 2009 dal consigliere Sagliocco Giuseppe nella seduta del consiglio regionale n. 18.

Ovviamente nulla di tutto questo è mai avvenuto e appena l’area fu liberata, un noto consigliere del comune di Aversa che ha fatto dei parcheggi a pagamento un fruttuoso business, ha provveduto a trasformare quella che doveva essere diventare una piazza con piste ciclabili e un parcheggio sotterraneo in un mega parcheggio privato, ovviamente si è cautelato non facendo figurare il proprio nome.

Ancor più grave è che questo parcheggio ha utilizzato per ben 3 anni l’energia elettrica pubblica, cioè pagata dai cittadini, per illuminare il piazzale con le auto in sosta.

Il Comitato Strisce Blu essendo venuto a conoscenza tramine segnalazioni dei cittadini del reato che si stava consumando, ha realizzato un filmato con le prove e ha denunciato l’accaduto agli organi preposti.

Purtroppo come sempre è finito tutto a tarallucci e vino, infatti l’amministrazione nella persona dell’assessore Rotunno si è assunta la responsabilità di non aver provveduto al distacco dell’energia elettrica quando l’area è passata da comunale a privata, non facendosi restituire un solo euro dell’energia consumata, inoltre per sminuire il danno nel verbale dei vigili viene riportato un solo faro di piccole dimensioni contro i 3 che sono ben visibili nel filmato accluso alla denuncia.

Ma l’ingordigia di questa amministrazione non conosce limiti ed ha preferito far arricchire un soggetto privato al posto del benessere della collettività.

Di tutto questo, bisogna ringraziare l’intera amministrazione, partendo dal Sindaco e finendo all’ultimo consigliere, i cittadini sanno e forse alle prossime elezioni vi faranno capire che non siete più persone gradite.

Quello che segue è un reportage realizzato dalla giornalista Francesca Galluccio e pubblicato sul sito casertace.biz.
Buona lettura.
———————————————————————————————————————————————————————
“Della vasta e promettende programmazione del protocollo di intesa tra Comune, Regione, Metro Campania Nord Est e Università retano solo i rimpianti. E nell’ex Texas l’housing sociale promette altri business ai palazzinari del Pdl. GUARDA LA GALLERIA FOTO

AVERSA – La riqualificazione di due strade (un tratto di viale Kennedy e via Di Jasi) e la riconversione del parcheggio di via Raffaello, quello in cui insiste la giostrina: questo è quanto rimane della vastissima programmazione siglata nel 2006 con un Protocollo d’Intesa tra Regione, Provincia, Comune, Università e MetroCampania NordEst.

UNA GRANDE OCCASIONE PERSA – Una programmazione che doveva cambiare il volto della città grazie ai fondi che all’epoca la Regione, con l’allora assessore ai Trasporti Ennio Cascetta, era disposta a mettere a disposizione, ma che invece, chissà se per pigrizia degli amministratori o per mancanza di lungimiranza, è stata accantonata lasciando intatti i problemi che quella programmazione si proponeva di risolvere. I soldi per il finanziamento (20 o 30 milioni di euro inizialmente che poi si ridussero a11 milioni di euro per la redazione di un Masterplan che sintetizzasse gli interventi più importanti) sono venuti meno da sei o sette mesi e il Comune deve rinunciare, e proprio ora che c’è un’amministrazione regionale amica e un assessore ai Trasporti, Sergio Vetrella, molto legato al senatore aversano Pasquale Giuliano, a quegli interventi infrastrutturali finalizzati a migliorare l’accessibilità pedonale, delle auto e più in generale, intermodale nel settore ovest della città tra il tessuto urbano e i nodi di interscambio della rete metropolitana su ferro.

Quella programmazione, tra l’altro, avrebbe reso, oggi, superati tutti i ragionamenti in essere sull’ex Texas. In questi giorni si fa tanto parlare di housing sociale, della contrarietà o non contrarietà dell’amministrazione comunale a veder sorgere nell’area dell’industria dismessa le case popolari, (che non sono, però, quelle dell’immaginario comune, ma appartamenti residenziale a tutti gli effetti).

Invero, l’ipotesi di una edilizia residenziale sociale non è nuova né nata negli ultimi mesi. Già nel 2008 se ne discuteva, come testimonia un verbale di riunione del 23 ottobre di quell’anno. Una sorta di conferenza di servizi in cui si stabiliva proprio del piano di sviluppo urbanistico per le aree nel Comune di Aversa interessate dalla presenza delle nuove stazioni. A partecipare alla riunione erano l’architetto Vincenzo Mottola per la MetroCampania, l’architetto Aniello Cesaro (fratello del presidente della Provincia partenopea) rappresentante della società Nuova Immobiliare ex Yorik proprietaria dell’ex Texas e l’Ati incaricata della redazione di un piano urbanistico di sitemazione delle nuove stazioni, composta da Uap Studio Srl, Tsc srl e dall’architetto Raffaele Cecere, soggetti adunatisi al fine di “risolvere i problemi – recita testualmente il verbale di quella riunione – di relazione tra i nuovi edifici di stazione e le porzioni di territorio di proprietà privata; migliorare l’inserimento delle stazioni nel tessuto urbano, riqualificando lo spazio pubblico circostante e dotando i nodi di trasporto delle necessarie funzioni di supporto, comprensive dei parcheggi di interscambio”.

LA MANIFESTAZIONE DI INTERESSE DI CESARO – In quella occasione l’architetto Cesaro presentò il programma di fattibilità per la trasformazione dell’area che la società aveva già presentato alla Regione Campania per rispondere al bando relativo alla ‘manifestazione di interesse per la formazione di programmi di edilizia residenziale sociale e di riqualificazione di tessuti urbani degradati dismessi’. Insomma, si ipotizzava già allora di variare la funzione industriale attualmente prevista proponendo la realizzazione di un quartiere di attrezzature integrate, nonché di cedere la porzione di territorio per la realizzazione dell’edificio stazione MetroCampania. Inoltre, il prof. Russo della Uap Studio proponeva un set di criteri in grado di migliorare l’inserimento della stazione nella città, realizzando una nuova centralità urbana. E, in analogia alle più avanzate pratiche europee di riqualificazione delle aree dismesse, il programma avrebbe mirato alla realizzazione di un’area di attrezzature integrate di interesse pubblico con un sistema di spazi pubblici aperti, come piazze, giardini e atrtezzature sportive, dotati di parcheggi interrati di interscambio e di un’area per bus navette al servizio del nodo urbano, di attrezzature pubbliche (sale da spettacolo, luoghi espositivi, centro culturale, eccetera) spazi commerciali al dettaglio, residenze speciali e spazi per il terziario. C’era già tutto, dunque, con la possbilità di coinciliare l’interesse pubblico a quello privato e particolare. A dimostrazione di quanto affermato, lo stupore e l’entusiasmo di amministratori, sindaco Ciaramella in testa, e consiglieri comunali sia di maggioranza che di opposizione, quando nel dicembre dello stesso 2008 i rappresentanti di MetroCampania esposero il progetto in una conferenza ad hoc convocata in Comune. Di lì doveva seguire l’interessamento dell’amministrazione aversana, a cui competeva di ‘tallonare’ Regione e MetroCampania al fine di innescare quam primum l’iter per la realizzazione. Ed è molto probabile che se ciò si fosse verificato, oggi già sarebbero partiti i lavori stante la forte volontà delle parti in causa, fatta eccezione per quella cittadina evidentemente.

UNA DELIBERA DI INTENTI PLATONICA E INIUTILE – L’unico atto prodotto dal Comune è venuto nel maggio dello scorso anno: una delibera di giunta con cui si sono ‘approvate’ tutte le opere infrastrutturali e tecnologiche necessarie per la creazione del nuovo nodo di interscambio nella zona dell’Annunziata e per la realizzazione di interventi di miglioramento dell’accessibilità alla rete su ferro coniugata alla riqualificazione urbana del centro storico di Aversa. Una delibera che è in realtà carta straccia, perché pur pronunciandosi in favore di quegli interventi non ne sottindende la realizzazione e, oggi, ad un anno da quella delibera quelle ipotesi progettuali sono definitivamente tramontate perché è venuta meno, nel frattempo, la volontà oppure la disponibilità economica della Regione Campania.

IL BUON AFFARE DI CIARAMELLA – Restano in piedi, però, si diceva, le possibilità di riqualificazione, ed è ben poca cosa, di due strade e di uno spazio per il parcheggio che dovrebbe destinarsi all’uso della facoltà di Ingegneria. L’altro parcheggio, invece, quello che occupa l’ex stazione Alifana è fatto salvo dagli interventi che si prevedevano e, addirittura, si è aperta la possibilità per il sindaco Ciaramella di concludere un contratto per il fitto della palazzina dismessa che affaccia per metà sul parcheggio e per metà sul vicoletto cieco che immette su via Roma.

Scarsa, in conclusione, la lungimiranza dell’amministrazione cittadina, che non capiva allora come oggi che si poteva far coinciliare l’interesse di pochi a quello di molti e che, chi oggi fa il parcheggiatore avrebbe potuto continuare a fare il parcheggiatore anche a seguito di quegli interventi.

Anzi, il progetto ideato per la zona dell’Annunziata era tale da enfatizzare la bellezza del luogo e, di conseguenza, aumentare il valore degli immobili e delle attività del quartiere.

Nel protocollo d’intesa del 2006, infatti, si individuava nell’Annunziata l’ambito prioritario di intervento, in quanto “dall’analisi della trama – recitava l’articolo 1 del ‘defunto’ protocollo d’intesa – viaria e del tessuto urbano circostante, questo nodo si presenta alla riqualificazione delle strutture preesistenti per la creazione di un nodo intermodale con un parcheggio nel sottosuolo ed una stazione bus dove si attestino navette che condurranno alle stazioni della MetroCampania NordEst, riducendo l’insicurezza dell’accesso pedonale, il degrado socio-ambientale delle strade e degli spazi urbani circostanti e l’inesistente intermodalità che attualmente si determina tra le forme di trasporto su gomma (pubblico, privato) e su ferro”.

mag 20

Aversa: multe nelle strisce blu nulle in assenza del verbale con firma autografa redatto dall’ausiliare.

Aversa 20/05/2011

Il verbale di accertamento per sanzioni al Codice della Strada redatto dall’ausiliare del traffito e recante l’obbligo della firma autografa è un atto pubblico art. 2700 c.c., e fa fede priviligiata fino a querela di falso.

Questa è la normativa vigente, ma ad una specifica richiesta di visionare i verbali redatti dagli ausiliari del traffico onde poterne valutare la veridicità il comando di polizia municipale non è stato in grado di accogliere la richiesta, in quanto gli stessi non sono mai stati redatti dagli ausiliari, ma il comando di polizia municipale si affida ad un’elenco di nominativi che per la società privata che gestisce la sosta a pagamento vanno multati, perchè sempre secondo la società privata non hanno pagato la multina, che è una inadempienza contrattuale al pagamento della sosta, come chiarito con varie circolari sia nel 2009 che nel 2010 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Insomma una situazione paradossale, visto che l’organo accertatore non ha nessuna prova dell’infrazione commessa, infatti le mini multine che gli ausiliari mettono a migliaia sulle vetture non recano nessun riferimento alla norma del C.d.S. violata, inoltre non permettono di annotare eventuali dichiarazioni che l’automobilista ha il diritto di fare, insomma nulla di quanto previsto dell’art. 200/201 del Codice della Strada, che prevede chiaramente la compilazione del verbale di accertamento con l’esposizione sommaria dei fatti e soprattutto deve recare la firma autografa dell’ausiliare del traffico che è a tutti gli effetti un pubblico ufficiale.

Questo modo di operare deciso dal comandante della polizia municipale Stefano Guarino, viola il diritto dell’automobilista a querelare per falso l’ausiliare del traffico nel caso arrivi un verbale ma si riesca a dimostrare che in quel giorno e ora ci si trovava il altro luogo, visto che non ci si affida all’elenco fornito dalla società privata e compilato da personale senza la qualifica di pubblico ufficiale.

Inoltre poniamo il caso che il tizio al quale avete appena pagato la multina gli siete antipatico e cancella il vostro pagamento dal computer, state ben sicuri che vi arriverà una bella multa.
Oppure il computer della società privata prende un bel virus e si cancellano gli archivi dei pagamenti, anche in questo caso vi arriva una bella multa.

Insomma non ci vuole una laurea per capire che il sistema sanzionatorio utilizzato negli ultimi due anni non garantisce la veridicità dei fatti e l’amministrazione citata in giudizio innanzi un Giudice di Pace soccomberebbe di sicuro e verrebbe condannata anche al pagamento delle spese.

Per questo il Comitato Strisce Blu ha consegnato un esposto querela, chiedendo all’A.G. di verificare l’esistenza di eventuali reati in questo modo di operare.

Suggeriamo allo stesso tempo a tutti coloro che hanno ricevuto un verbale inerente la sosta a pagamento, di fare una richiesta di accesso agli atti secondo la L.241/1990, per farsi consegnare una copia con firma autografa del verbale di accertamento, ed eventualmente se si ricevesse copia di proporre il ricorso da inviare al Prefetto o innanzi il Giudice di Pace.

Il Comandante della polizia municipale Stefano Guarino, interrogato sulla vicenda dai giornalisti ha difeso il sistema utilizzato, ma senza riuscire a fornire dei riferimenti normativi che ne autorizzano l’uso, ma limitandosi a dire “il palmari sono usati in molte città d’Italia”.

In effetti nessuno contesta la penalina o i palmari, quello che si contesta è la trasformazione della penalina in sanzione al Codice della Strada, fatto non previsto da nessuna normativa, tant’è che lo stesso comandante non fornisce nessun riferimento normativo al riguardo.

Per capire meglio quanto sia irregolare questo sistema facciamo un’altro esempio, poniamo il caso che per un mese tutti i cittadini parcheggino senza pagare il relativo costo della sosta, gli ausiliari emetterebbero di sicuro migliaia di penaline e fin quì tutto regolare direbbe il comandante Guarino, ma poi nessuna di quelle penaline viene pagata, di conseguenza il comune le trasformerebbe il altrettante migliaia di multe, multe che vanno nelle casse comunali, ora a meno che la società privata non abbia una percentuale sulle multe, viene spontaneo chiedersi in che maniera potrebbe tornare in possesso delle somme spettanti di diritto?.

Sono queste le domande alle quali il comandante Guarino dovrebbe riuscire a rispondere e possibilmente con leggi alla mano.

Giuseppe Oliva